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Il Giglio Blu: Tutto Quello Che C'è Da Sapere

Contenuto:

  1. Il Sacro Giglio Blu
  2. Gli Effetti Del Giglio Blu
  3. La Preparazione Tradizionale
  4. Chimica Del Giglio Blu
  5. Storia Della Giglio Blu

Il Sacro Giglio Blu

Il giglio blu, o giglio egiziano (Nymphaea caerulea), è una graziosa pianta psicoattiva, usata nel corso di migliaia di anni come rilassante e afrodisiaco, dalle proprietà leggermente psichedeliche. Viene spesso confuso con il loto sacro (Nelumbo nucifera), anche se la loro provenienza differisce per zona geografica.

Il giglio blu si pensa che provenga dall'Egitto e da altre zone del Nord Africa, dove si può facilmente incontrare lungo le sponde del fiume Nilo. Dopo la sua scoperta si diffuse anche in altre aree geografiche e, oggi, è piuttosto comune trovare esemplari nelle zone più selvagge dell'India meridionale e in alcune parti dell'Asia, tra cui la Tailandia.

Si pensa che questa pianta abbia giocato un ruolo centrale nella cultura degli antichi egizi. Il giglio blu si trova raffigurato in molti dei geroglifici più conosciuti (ne sono state trovate le tracce addirittura nella tomba di Tutankhamun). Gli effetti psichedelici della pianta suggeriscono che fosse utilizzata in rituali religiosi (prove archeologiche confermerebbero questo tipo di uso). Inoltre, il giglio è stato spesso raffigurato vicino a bottiglie di vino, il che suggerisce che gli egiziani fermentassero una miscela di vino e giglio blu. Effettivamente, le sue qualità afrodisiache ed euforiche potrebbero accompagnare molto bene gli effetti indotti dall'alcool.

La confusione che circonda il giglio blu nasce dai termini usati nell'ambito commerciale, dove è sempre stato usato sia il termine loto che giglio, a seconda dei mercati di provenienza. In realtà le piante hanno un aspetto nettamente diverso, ma è vero che condividono alcuni componenti chimici attivi: la nuciferina. Il giglio blu è un cosiddetto giglio d'acqua, che cresce e sviluppa fiori con petali azzurri e dorati nella parte centrale della corolla. Esistono diverse variazioni di questa pianta con petali più bianchi (giglio bianco), viola, viola chiaro o rosa. I petali del giglio blu hanno una forma lanceolata, mentre il fiore in sé può arrivare a crescere fino a 10-15cm di diametro. Cresce piuttosto slanciato, con la superficie delle foglie abbastanza arrotondata, foglie che possono arrivare a crescere fino a 25-40cm, presentando un incavo all'altezza del picciolo.

Ci sono molte testimonianze scritte su libri di letteratura in cui si narra il suo comportamento vegetativo in natura. Tuttavia, studi botanici ne hanno negato la veridicità. Infatti, in passato, si credeva che questa pianta fosse in grado di spingere i fiori fuori dall'acqua all'alba, per poi sommergerli nuovamente in acqua durante la notte. Questo è un errore ripetutamente fatto nei secoli passati. Il giglio blu cresce e sviluppa fiori che, quando nascono, emergono sulla superficie dell'acqua e si aprono (verso le nove del mattino), per poi richiudersi a metà pomeriggio (verso le tre del pomeriggio). Una volta che i fiori di giglio sono emersi sulla superficie dell'acqua non tornano più a sommergersi, come si pensava in passato.

Gli effetti del giglio blu

Gli effetti che induce un giglio blu possono essere afrodisiaci, euforici, sedativi e leggermente enteogeni, a seconda della dose e della combinazione che se ne fa con altre sostanze. In linea generale, l'energia della pianta scaturisce effetti leggermente enteogeni. Dopo la sua assunzione è facile entrare in un sonno profondo, da cui ci si sveglia solo una volta recuperate tutte le forze (indipendentemente dal momento della giornata in cui si consuma).

Il giglio blu ha la capacità di abbassare i freni inibitori e di alterare leggermente i pensieri, che vengono anticipati da sensazioni emozionali sensibilmente più accentuate, come empatia e compassione. È per questo motivo che era, ed è tuttora, così popolare tra le sostanze ricreative.

La preparazione tradizionale

I metodi tradizionali per preparare il giglio blu non sono così chiari e derivano, principalmente, dall'interpretazione di dipinti e dall'analisi di alcuni residui ritrovati in scavi archeologici. Si è arrivati alla conclusione che i germogli secchi, i fiori e, quasi sicuramente, anche i semi della pianta venissero miscelati in un tè e, successivamente, aggiunti al vino. Sono infatti tutte queste parti vegetali della pianta a contenere i componenti psicoattivi.

Esistono altre credenze popolari che sostengono che i fiori freschi venissero invece bolliti in acqua e poi spremuti all'interno di un panno di lino, per filtrare tutta la parte vegetale. Successivamente, veniva bevuto sotto forma di tè caldo o aggiunto al vino (sempre secondo le interpretazioni fatte dagli storici). Potrebbe anche essere plausibile credere che i fiori secchi del giglio blu venissero direttamente inseriti in ammollo nel vino, lasciandoli macerare per alcuni giorni.

Tuttavia, che il giglio blu possa avere proprietà enteogene è ancora argomento di dibattito. Finora non è stato trovato un dosaggio preciso in grado di giustificare tali qualità. Anche se il giglio blu viene di frequente aggiunto in miscele da fumare, con lo scopo di offrire nuove sensazioni, sembra che di per sé non sia capace di indurre effetti psichedelici di rilevanza. Se consideriamo l'uso che veniva fatto dagli egiziani, che aggiungevano questa pianta nel loro vino, potremmo pensare che i suoi effetti vengano probabilmente attivati in questa combinazione.

Chimica del giglio blu

Il giglio blu contiene due principali composti attivi: la nuciferina1 e la aporfina2.

La nuciferina è un alcaloide che si crede possa agire sul nostro organismo bloccando il recettore della dopamina. Ciò innesca un effetto sedativo, oltre ad avere un'azione anti-spasmodica. La aporfina agisce indipendentemente come una dopamina, attivando i recettori della dopamina ed inducendo sensazioni di felicità.

Storia della Giglio Blu

Nella storia dell'antico Egitto, si sono trovati diversi riferimenti sul giglio blu, che, pare, avesse un ruolo centrale nella vita quotidiana. Culturalmente questa pianta era usata come "additivo" del vino da loro prodotto e, spiritualmente, era considerata come parte della storia della loro creazione:

"In principio erano le acque del caos... L'oscurità ricopriva tutte le acque fino a quando... il primordiale fiore del giglio d'acqua risalì dagli abissi. Lentamente il giglio blu d'acqua aprì i suoi petali per mostrare un giovane dio seduto nel suo cuore dorato. Un dolce profumo iniziò a diffondersi tra le acque e la luce iniziò a fluire dal corpo di questo Bambino Divino, come a bandire l'oscurità universale. Questo bambino era il Creatore, il Dio Sole, la fonte di tutta la vita".

Sono questi i motivi del suo importante significato religioso e cerimoniale. È stato trovato nelle tombe dei faraoni, raffigurato nelle tombe e nei templi ed utilizzato per simboleggiare l'unione dell'Alto e del Basso Egitto.

Si pensava che quando il giglio apriva i suoi fiori ogni mattina, con i suoi petali blu e la parte centrale dorata, imitasse l'eleganza con cui il cielo saluta tutti i giorni il sole, per poi richiudersi solo quando il sole ricadeva, al tramonto. È per questo che, ancora oggi, il giglio blu simboleggia il sorgere ed il tramontare del sole (gli dèi egizi erano associati al sole). Uno dei loro dèi era conosciuto con il nome di Nefertem, legato non solo al sole, ma anche alla bellezza e alla giuarigione. Fu lo stesso Nefertem a portare un fiore di giglio blu al dio sole Ra, con l'intento di alleviare gli acciacchi del suo corpo anziano.

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La simbologia del giglio blu non era legata solo alla religione. Alcune analisi realizzate sulla mummia egiziana Azru, attraverso una spettrometria di massa, hanno rilevato tracce di giglio blu all'interno del corpo stesso della mummia. Scritture ed immagini suggeriscono che questa società, amante dei rituali sessuali, usasse il giglio blu sia come una droga medicinale che ricreativa. Da una parte alleviava i dolori, aumentava la memoria e la circolazione sanguigna, incrementando il desiderio sessuale, e dell'altra provocava sensazioni di euforia e di estasi. Era così importante per gli antichi egizi che veniva appositamente coltivato in piantagioni installate in vere e proprie vasche artificiali.

In passato era una pianta che rappresentava il Nilo, dove si potevano facilmente incontrare esemplari di questa varietà; ma, con il passare degli anni, è stata classificata come pianta a rischio d'estinzione. È stato soprattutto grazie alla coltivazione umana che si è potuta salvaguardare questa particolare pianta.

Risorse Esterne:

  1. https://en.wikipedia.org/wiki/Nuciferine
  2. https://en.wikipedia.org/wiki/Aporphine
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