Una Guida Al Dabbing

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Una Guida Al Dabbing


Il cosiddetto "dabbing" è un modo sicuro ed efficace di consumare concentrati di Cannabis. Una volta riscaldato il concentrato fino al suo punto d'ebollizione, viene generato un vapore denso e saporito che può facilmente competere con le cime di migliore qualità.

Dab, dab e ancora dab. Ormai si sente solo più parlare di concentrati di Cannabis, una tendenza in rapida crescita che ha aperto la strada ad un florido settore. Tra il 2015 e il 2016, le vendite legali di concentrati hanno superato quelle delle infiorescenze e degli "edible", con un distacco sorprendente. I sapori sprigionati da una sola dose concentrata di THC hanno reso il "dabbing" la scelta più popolare tra i consumatori di Cannabis.

Bubble Hash

Nel passato, ovvero negli anni precedenti a questa era moderna dei concentrati di Cannabis, l'hashish era prodotto con processi d'estrazione piuttosto elementari, da cui si otteneva il "kief". Il procedimento consisteva nello scrollare energicamente le piante, filtrando e raccogliendo i tricomi caduti dalle piante. Più di recente ha preso piede un nuovo processo d'estrazione, chiamato Bubble Hash o Ice-O-Lator. Pur ottenendo importanti riconoscimenti e popolarità, quest'ultimo metodo è stato di recente superato da altre nuove tecniche d'estrazione, appartenenti alla categoria "dabbing". Shatter, wax, butter, crumble, rosin e live resin sono solo alcuni di questi concentrati ultra-potenti e super-aromatici. Ma i "dab" come vengono fatti e cos'hanno da offrire?

ESTRAZIONE DELLA CANNABIS

Potremmo dibattere ore e ore sulle varie sfaccettature di un processo d'estrazione. Ogni forma di concentrato di Cannabis si distingue per struttura, densità, colore, odore e sapore, in quanto i processi d'estrazione cambiano da estratto a estratto. In linea generale, un processo d'estrazione di concentrati "dab" consiste nel riempire un "tubo" con Cannabis o scarti della sua manicure, in cui viene fatto passare un gas a pressione. Questo passa da un'estremità all'altra portandosi dietro THC, terpeni e altri cannabinoidi. Si tratta ovviamente di una descrizione molto approssimativa, ma è comunque sufficiente per darvi un'idea di come si ottiene

Una volta che la miscela concentrata fuoriesce dal tubo estrattore, bisogna subito sottoporla ad un processo chiamato "di spurgo" o di purificazione. Normalmente, i gas usati nel processo d'estrazione sono propano e butano, anche se stanno prendendo sempre più piede l'anidride carbonica ed altri solventi molto meno nocivi. Il processo di spurgo serve a rimuovere i residui di gas trattenuti nel concentrato, quando la sua consistenza è ancora morbida e flessibile. È un passo molto importante che garantisce una determinata consistenza finale e un prodotto molto più puro e sicuro. Nessuno vorrebbe mai assumere sostanze chimiche come butano o propano, per quanto considerati tra i più innocui da usare come solventi. Per spurgare adeguatamente un concentrato bisogna usare una pompa a vuoto, una macchina simile ad un forno capace di creare al suo interno il vuoto che, a sua volta, spinge la miscela a ribollire, espulsando i residui di gas. Questo processo consente di ottenere concentrati ricchi in cannabinoidi e dall'elevata purezza.

TIPI DI CONCENTRATO

Shatter

Il termine concentrato è piuttosto vago. Si può usare per indicare diversi prodotti ricchi di cannabinoidi, come tinture, oli ed estratti da vaporizzare. Tuttavia, per la maggior parte delle persone è diventato sinonimo di "dabbing". I tipi di concentrato più comuni sono lo shatter, il wax e il butter. Anche se probabilmente ne avrete già sentito parlare, quanti di voi sanno di cosa si tratta esattamente? Lo shatter è un concentrato trasparente che vanta il più alto contenuto di THC, raggiungendo circa il 70-80% di THC e colpendo con estrema violenza.

Cannabis wax

Il wax è un altro concentrato che rientra tra i "dab" più popolari. A volte chiamato anche "cerume" o "cera" (per l'aspetto simile alla pappa reale), il wax induce un "high" leggermente meno potente dello shatter. Inventato tra gli inizi degli anni sessanta e la metà dei settanta, si trattava già di un concentrato estremamente potente da non sottovalutare. Il wax rimane una valida alternativa ai fiori, in quanto mantiene tutti i sapori e gli odori della varietà da cui è estratto. Oggi, possiamo trovare i concentrati più diversi ed originali. Le ultime tendenze si stanno muovendo verso il cosiddetto "live resin", un concentrato estratto da piante fresche appena raccolte che segue gli stessi principi di altre estrazioni con solvente.

ATTREZZATURA PER IL DABBING

Vi siete procurati un buon "dab" ma non sapete come procedere? Anche i fumatori più esperti potrebbero avere qualche difficoltà e mostrare perplessità nel maneggiare un "dab". A differenza delle cime, i concentrati vengono vaporizzati attraverso particolari attrezzature e strumenti. In commercio si possono trovare magnifiche bonghe per concentrati in vetro soffiato, oppure dispositivi più piccoli e portatili a forma di penna. Qualunque sia il metodo adottato, il risultato sarà sempre lo stesso: dense nuvole di delizioso vapore. Il modello standard più usato nelle case degli "stoner" è una piccola bonga per concentrati dotata di un tubo cilindrico, o una base separata, da cui fuoriesce un "chiodo" (un particolare braciere per "dab"). Inoltre, si necessitano anche un pigino ed una fonte di calore.

Glass oil blaze double turbine

Quando si vaporizza un concentrato, il processo di decarbossilazione viene innescato automaticamente (processo necessario per trasformare il THCA nel composto psicoattivo THC). A differenze delle cime, che richiedono una fiamma per bruciare la materia vegetale e, quindi, il THC, il "dabbing" segue passi diversi. Un concentrato, infatti, ha bisogno di una superficie precedentemente riscaldata dove poter decarbossilare e trasformarsi in vapore. Una volta inalato, si viene colti da un potente effetto a livello cerebrale che non conosce eguali. Esistono bracieri appositamente disegnati per i concentrati, "chiodi" o "bullone", a cui affiancare gorgogliatori per bonghe. Su internet e nei negozi specializzati potrete trovare una vasta gamma di dispositivi per il "dabbing". In commercio troverete anche gorgogliatori e chiodi adatti a qualsiasi esigenza e portafoglio. Sostenere i piccoli negozi di quartiere è importante, ma alle volte i prezzi possono spaventare. Potete comunque trovare diversi modelli di gorgogliatore per meno di 100 euro.

Una volta acquistato il gorgogliatore, si passa al "chiodo", da scegliere con attenzione e criterio. Anche in questo caso, esistono migliaia di modelli in commercio. Alcuni sono di quarzo, altri in titanio e altri ancora in ceramica, ognuno con le proprie caratteristiche termiche. Il titanio e il quarzo si riscaldano molto velocemente, mentre la ceramica può richiedere fino a trenta secondi o più. Sia il titanio che la ceramica riescono a mantenere il calore molto più a lungo del quarzo. Se state cercando un "chiodo" che duri tutta la vita, il titanio non si crepa e non si rompe, rispetto alle sue controparti più delicate. Se invece volete solo il meglio, allora potete affidarvi ad un chiodo elettrico. Questi chiodi mantengono la temperatura costante ed eliminano la necessità di un accendino a fiamma ossidrica.

L'ARTE DEL DABBING

Una volta trovata la bonga per concentrati e il "dab" da vaporizzare, è arrivato il momento di fare qualche boccata. I successivi passi sono molto importanti, per cui cercate di fare attenzione! Il principio è quello di riscaldare il "chiodo" fino ad una temperatura sufficientemente alta da vaporizzare il concentrato, ma non troppo elevata da bruciarlo. Un "dab" contiene molti cannabinoidi e terpeni, tutti con punti di ebollizione leggermente diversi.

Quando si usa un accendino a fiamma ossidrica è impossibile sapere la temperatura raggiunta dal "chiodo". Quando diventa incandescente, si può supporre che si sono superati i 550 gradi Celsius. Se invece assume un bagliore rosso pallido, allora la temperatura non dovrebbe superare i 480 gradi. In entrambi i casi, il "chiodo" è troppo caldo e potrebbe facilmente degradare i cannabinoidi ed i terpeni del concentrato, riducendo così gli effetti, i sapori e l'esperienza finale. La temperatura ottimale per vaporizzare un "dab" si aggira tra i 150 e i 200 gradi Celsius, sufficiente per raggiungere il punto d'ebollizione di cannabinoidi e terpeni senza danneggiare le loro componenti chimiche.

Una volta riscaldato il chiodo, si possono aspettare dai 5 ai 45 secondi, a seconda del tipo di "chiodo" usato. A maggiori tempi d'attesa corrisponderanno temperature più basse, grazie alle quali si potranno assaporare appieno i sapori e gli effetti. Il risultato di un "dabbing" ben calibrato è un'esperienza incredibilmente forte e saporita, in grado di competere con le cime d'erba di miglior qualità. I concentrati di Cannabis sono un'ottima alternativa per i consumatori di marijuana, ma bisogna essere preparati alla loro potenza. Un "dab" può avere concentrazioni di THC molto più elevate di una canna. L'esperienza può essere così intensa da spingere ai limiti gli effetti della Cannabis (alcuni sostengono che il "dabbing" sia allucinogeno). Se siete nuovi nel mondo della Cannabis o dei concentrati, iniziate poco a poco, con estrema cautela, in modo da godervi fino in fondo il viaggio.

 

         
  Cory  

Scritto da: Cory
Cittadino statunitense, Cory è un ex-poliziotto che lavora nel settore della Cannabis, contribuendo a dare preziose informazioni da entrambi i lati della barricata.

 
 
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