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Panoramica sulle varietà: Differenze tra Sativa, Indica & Ruderalis

Sativa, Indica & Ruderalis

Quando si tratta di coltivare Cannabis, saper distinguere la genetica delle piante e conoscere la qualità dei semi che si andranno a piantare è già una battaglia vinta a metà. Anche se esistono migliaia di diverse varietà di Cannabis, tutte quante hanno una base genetica appartenente ad una delle tre specie del genere Cannabis. Stiamo ovviamente parlando delle specie Sativa, Indica e Ruderalis.

Ognuna di queste specie possiede caratteristiche proprie e distintive, sia all'interno di una Grow Room che di uno spinello. Sapere come distinguere queste differenze vi permetterà di prendere importanti decisioni, sia su ciò che si avvicina maggiormente alle vostre necessità colturali sia sui preparativi che dovrete affrontare, evitando così di incappare in spiacevoli situazioni.

Cannabis Sativa

Cannabis Sativa

La Cannabis sativa è una specie di Cannabis che viene solitamente associata ad una tipologia d'erba dalla crescita esuberante e dagli effetti prevalentemente cerebrali. Delle tre specie è quella che raggiunge altezze più elevate: in caso di esemplari Sativa geneticamente puri, può anche superare i 5 metri d'altezza (in condizioni ottimali). In linea generale, comunque, le dimensioni medie tendono a non superare i 2-4 metri d'altezza, sempre che vengano coltivate in condizioni ambientali ottimali.

La Cannabis sativa è originaria dei Paesi attraversati dall'equatore, come Thailandia e Indonesia, dove le ore di luce solare variano minimamente durante tutto l'anno. Tuttavia, queste aree geografiche sono caratterizzate da una vegetazione molto fitta e le piante di Cannabis sono in costante lotta per raggiungere la luce solare.

Questo ha portato le specie Sativa ad evolvere per svilupparsi maggiormente in altezza, raggiungendo dimensioni che, nella maggior parte dei casi, sono realmente mastodontiche. Gli esemplari appartenenti a questa specie sono soliti diventare piuttosto grandi e slanciati, senza assumere strutture tozze e cespugliose.

Questo loro comportamento vegetativo si traduce in raccolti estremamente abbondanti che, però, tendono a richiedere tempi di fioritura piuttosto lunghi (a seconda della varietà, possono arrivare anche alle 16 settimane). Le foglie di una Sativa sono molto più affusolate e sottili di quelle delle altre specie, assumendo l'aspetto di lunghe dita.

Le cime che produce una specie Sativa contengono quasi sempre elevate concentrazioni di THC, e livelli piuttosto bassi di CBD. Ciò si traduce in effetti prevalentemente inebrianti, caratterizzati normalmente da "high" edificanti, come: euforia, ispirazione, motivazione, spiccata energia, concentrazione, stati d'umore positivi e stimolazione dell'appetito.

Cannabis Indica

Cannabis Indica

Mentre la Cannabis sativa tende a crescere alta e slanciata, la Cannabis indica ha un aspetto molto più compatto e cespuglioso. Le varietà Indica pure al 100% tendono a non superare i 1,2-1,5 metri d'altezza. Ciò rende le varietà di Cannabis indica ideali per chi ha problemi di spazio o per chi non vuole attirare troppo l'attenzione all'interno di un giardino, coltivando semi di Cannabis dallo sviluppo più moderato.

La prima varietà Indica documentata nel mondo occidentale risale al 1785, quando il botanico europeo Jean-Baptiste riportò di avere scoperto una di queste piante in uno dei suoi viaggi in India (da cui il suo nome con prefisso "indi"). Si tratta di una specie di Cannabis originaria dei Paesi più aridi e secchi del pianeta, come Libano, Afghanistan e, naturalmente, India.

Le varietà Indica pure al 100% mostrano una struttura cespugliosa, a forma di albero di Natale. Il loro periodo di fioritura medio si aggira intorno alle 6-8 settimane, il che le rende perfette per i coltivatori alla ricerca di varietà veloci ed economicamente vantaggiose.

Quando una genetica Indica raggiunge la sua altezza ottimale, interrompe la sua crescita verticale, concentrando le proprie energie per produrre cime più compatte ed aromatiche. Ciò è dovuto alle zone geografiche da cui proviene, dove una pianta Indica è sottoposta ad oscillazioni di ore di luce durante tutto l'anno.

Questa loro caratteristica si riflette anche nella forma delle loro foglie, molto più tozze e corte, un aspetto a ventaglio che le differenzia dalle altre specie di Cannabis. Ciò è dovuto alla loro necessità di sfruttare appieno tutta la luce di cui dispongono.

Le varietà di Cannabis indica tendono a produrre livelli moderati di THC, ma concentrazioni piuttosto elevate di CBD. Oggi, esistono varietà coltivate appositamente per ottenere maggiori percentuali di CBD rispetto a quelle di THC.

Tali caratteristiche rendono le specie Indica particolarmente indicate per i malati con l'esigenza di consumare Cannabis con questi specifici rapporti di cannabinoidi. I tipici effetti indotti dalle varietà Indica sono: rilassamento corporeo, sensazioni sedative da "blocco divano", aumento della produzione di dopamina, sollievo da stress e ansia, riduzione della tensione muscolare e aumento dell'appetito.

Cannabis Ruderalis

Cannabis Ruderalis

Anche se si tratta di una specie esistente da tempi immemori, la Cannabis ruderalis è una genetica emersa da pochi anni nel mondo della coltivazione della Cannabis e dei suoi processi d'ibridazione. I motivi sono riconducibili al fatto che la Ruderalis è una specie dalla crescita modesta, senza particolare vigore in termini di sviluppo e rese produttive.

Tuttavia possiede alcune caratteristiche molto interessanti, ovvero la sua alta resilienza e il suo ciclo di fioritura indipendente dalla variazione delle ore di luce a cui viene sottoposta.

La specie Ruderalis proviene dalle zone settentrionali del pianeta, come Russia, Cina e Polonia. Queste aree geografiche sono poco esposte alla luce solare e le temperature sono molto rigide.

La Ruderalis è riuscita, però, ad evolvere per sopportare questi habitat così ostili, sviluppando un ciclo di fioritura indipendente dalle variazioni di luce, ma innescato esclusivamente dall'età della pianta.

Ciò, tuttavia, comporta un aspetto negativo, ovvero che le dimensioni di una Ruderalis saranno sempre ridotte e le sue rese produttive saranno, di conseguenza, alquanto mediocri.

Gli effetti di una varietà Ruderalis pura al 100% sono praticamente inesistenti, a causa dei suoi livelli estremamente bassi di THC e CBD. Tuttavia, attraverso incroci selettivi, è possibile creare varietà a predominanza Indica o Sativa, ma con la resilienza e la proprietà autofiorente della genetica Ruderalis (ibridi con le migliori proprietà di entrambe le specie).

Varietà Autofiorenti

Le varietà autofiorenti sono ibridi contenenti geni Ruderalis nel proprio patrimonio genetico. Queste varietà incarnano tutte le caratteristiche delle migliori e più rinomate varietà Sativa o Indica, ma con i vantaggi derivanti dalla resilienza e dalla capacità autofiorente di una Ruderalis. Si tratta di ibridi relativamente nuovi che in pochi anni hanno ottenuto una popolarità impressionante, grazie soprattutto alla loro facilità di coltivazione.

Le varietà autofiorenti sono particolarmente indicate per i coltivatori alle prime armi, che vogliono entrare nel magico mondo della coltivazione della Cannabis senza doversi preoccupare dei cicli di luce. Vengono considerate altrettanto interessanti anche da coloro che vogliono coltivare all'aperto tutto l'anno.

Per quanto riguarda la crescita, una varietà autofiorente può raggiungere altezze diverse, ma, nella maggior parte dei casi, non supera i 60-120cm (in coltivazioni indoor). Il loro ciclo di vita varia da ceppo a ceppo, ma quasi tutte passano dalla semina al raccolto in appena 3 mesi!

Ibridi

Combinare Le Migliori Caratteristiche Di Determinate Piante

Quasi tutte le varietà che ritroviamo oggi sul mercato sono ibridi, ovvero piante ottenute incrociando le genetiche precedentemente riportate. Gli ibridi vengono creati dai "breeder" con l'obiettivo di combinare le migliori caratteristiche di determinate piante, mescolandole tra di loro.

Si possono così creare varietà a predominanza Indica, ma con l'aggiunta di effetti stimolanti di una Sativa, oppure varietà a predominanza Sativa con una crescita accelerata come quella di una Indica. Le possibilità sono infinite e, come tali, devono essere valutate caso per caso, a seconda della composizione genetica di ogni singolo ibrido.

Come conseguenza di questi selvaggi processi di ibridazione, a cui stiamo assistendo in questi ultimi decenni, la classificazione tradizionale delle varietà non è più così affidabile come poteva essere in passato.

Ad esempio, mentre una varietà Sativa autoctona presenta caratteristiche foglie lunghe e sottili, un ibrido a predominanza Sativa di generazione avanzata può sviluppare foglie tozze ed una crescita tipica di una varietà Indica, anche se le concentrazioni di cannabinoidi contenute nel prodotto finale sono quelle di una Sativa.

In poche parole, a causa di questi costanti e selvaggi processi d'ibridazione, le carattestiche dei vari lignaggi genetici non sono quasi più distinguibili, risultando ormai completamente mescolati tra di loro.



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