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Storia della Valeriana

Valeriana

La Valeriana è stata utilizzata per migliaia di anni per il suo valore medicinale. Le prime testimonianze sul suo consumo risalgono al 460a.C., quando gli antichi greci la chiamavano "phu", riferendosi al suo sgradevole odore.

Ai tempi di Ippocrate, con la nascita della Medicina Occidentale, la Valeriana veniva comunemente usata come trattamento per diverse malattie, tra le quali rientravano soprattutto i disturbi del tratto urinario e dell'apparato digerente, sebbene venisse applicata anche nella cura di altri problemi, in qualità di stimolante del benessere.

Prima di essere conosciuta con il nome comune di Valeriana, questa pianta veniva chiamata Nard. Sebbene le origini del suo nome siano tuttora dibattute, è convinzione piuttosto generalizzata che il suo appellativo derivi dalla parola latina sopracitata, che significa "buona salute". Tuttavia, qualcuno ritiene che il suo nome derivi dall'uso frequente che ne fece Valarius, uomo politico dell'epoca, perseguendo scopi medici.

Durante i secoli la Valeriana ha assunto anche altre denominazioni. Conosciuta come Amantilla dagli Anglosassoni, veniva spesso utilizzata come sedativo e calmante sociale. Antiche ricette mediche testimoniano una sua prescrizione per uomini aggressivi o bellicosi, affinché il loro animo tornasse immediatamente pacifico. Sebbene venisse impiegata soprattutto per queste ragioni pratiche, la Valeriana era normalmente usata anche come spezia e come ingrediente per insalate.

L'effetto calmante della Valeriana è stato sfruttato nei secoli, fino ai giorni nostri. Fu, ad esempio, somministrata ai soldati durante la Prima Guerra Mondiale, per calmare i nervi e l'ansia. Oggi l'uso della Valeriana è considerato sotto la medesima luce: è un'erba sedativa, un calmante sociale ed una possibile aiuto nella risoluzione di problemi quali crampi e disturbi intestinali.

 

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