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Che cos'è il Guaranà?

Guarana

Il guaranà, conosciuto anche come "cacao brasiliano", è una pianta rampicante della foresta amazzonica i cui frutti sono utilizzati da secoli come stimolante ed energizzante. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia degli aceri, Sapinidaceae, e si trova in natura allo stato selvatico in tutto il Brasile.

Il guaranà, nel suo habitat naturale, può crescere fino a raggiungere i 12 metri di lunghezza. I frutti prodotti da questa pianta sono piccoli e rotondi, con un aspetto simile ad un occhio, peculiarità che ispirò numerose leggende locali. Il nome fu coniato dalla popolazione dei Sateré-Maué, i quali battezzarono questa pianta con il nome "warana" che, letteralmente, significa "occhi della gente".

Il guaranà fu scoperto dai coloni europei nel XVI secolo ed esportato dai conquistatori spagnoli, tra cui ricordiamo Oviedo e Hernández. Anche se il guaranà è disponibile in tutta Europa, ormai da diversi secoli, solo negli ultimi anni è stato preso seriamente in considerazione. Le testimonianze che ne rimarcavano l'efficacia negli usi tribali e tradizionali delle popolazioni locali sono state finalmente provate scientificamente, ricevendo sempre più riconoscimenti a livello globale.

La popolarità del guaranà deriva dai suoi effetti stimolanti. Il frutto del guaranà contiene una percentuale di caffeina che supera di gran lunga quella presente nei normali chicchi di caffè. Infatti, mentre questi ultimi contengono l'1-2% di caffeina, il guaranà può arrivare ad avere concentrazioni del 4-8%, più di quattro volte superiore! Il guaranà contiene anche la teofillina e la teobromina, sostanze alcaloidi che ribadiscono l'unicità del gauranà tra le fonti di caffeina esistenti.

L'uso del guaranà, inteso come sostanza stimolante per l'organismo umano, ci fu tramandato dalle tribù indiane native del Brasile, le quali utilizzavano questa pianta per preparare vari tipi di alimenti, bevande e medicine, lavorandola fino ad ottenere una pasta omogenea. In passato era tradizionalmente usata come stimolante ed astringente con cui trattare problemi di diarrea cronica. Inoltre, veniva utilizzata anche per il trattamento di dolori, ipertensione, febbre, dissenteria ed emicranie.

In un contesto meramente culturale, il guaranà svolge un importante ruolo all'interno delle tribù indiane native del Brasile, come i Tupi e i Guarani. Secondo la leggenda, il guaranà fu creato quando una delle loro divinità malvagie uccise uno dei bambini più amati da tutto il villaggio. Per placare l'ira degli abitanti del villaggio, la divinità prese l'occhio sinistro del bambino e lo seminò nella foresta pluviale, dando così vita alla varietà selvatica del guaranà. Successivamente, la divinità prese l'occhio destro del bambino e lo seminò nella piazza centrale del villaggio, donando a tutti gli abitanti del villaggio la variante "domestica" del guaranà.

Oggigiorno, il guaranà viene usato come un qualsiasi altro ingrediente in diversi prodotti commercializzati in Brasile, ma esportati in tutto il mondo. Viene impiegato in un gran numero di prodotti alimentari, tra cui la stessa "bevanda nazionale" del Brasile: il Guarana Soda. Tuttavia, è importante notare che, anche se oggi il guaranà viene commercializzato un po' ovunque, in passato faceva parte del patrimonio culturale degli indiani nativi, che lo consideravano parte integrante della loro economia. Ciò si è mantenuto fino ai giorni nostri, portando l'80% della produzione di pasta di guaranà, destinata al commercio mondiale, in mano alle tribù brasiliane dell'Amazzonia, sotto il controllo della fondazione FUNA (la Fondazione Nazionale Indiana). Questa strategia commerciale permette alle tribù locali di sopravvivere, preservando i metodi tradizionali manuali utilizzati per la raccolta e la produzione, senza compromettere la vita degli abitanti dei villaggi.

 

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