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Che cos'è la Salvia?

Salvia Divinorum Cuore

La Salvia, o Salvia Divinorum, è una pianta psicoattiva che induce il consumatore ad un'esperienza di "trip". Appartiene alla specie della salvia con genetica della famiglia della pianta della menta (Labiatae family) e, sebbene esistano oltre un migliaio di varietà di Salvia, la Salvia Divinorum è l'unica che possieda il principio attivo Salvinorin A, in grado di provocare effetti psicologici (ed è ciò a cui, normalmente, ci si riferisce quando si parla di "Salvia"). La Salvia appare come una comune pianta da vaso da cortile e, in alcuni ambienti, cresce naturalmente, esattamente come l'erba. Ma, ovviamente, ciò che interessa la maggior parte dei coltivatori è il Salvinorin A.

Quando un consumatore di Salvia si trova in un ambiente calmo e rilassato, con poche distrazioni, potrà raggiungere uno stato che si avvicina alla "perdita dell'Io (o perdita dell'Ego)", anche chiamato "altruismo divino". L'uso di questa pianta da parte dell'essere umano trova documentazioni risalenti a centinaia di anni fa, e la nostra storia su di essa potrebbe, probabilmente, andare ancora più indietro nel tempo. Veniva comunemente usata durante riti religiosi e spirituali, come cerimonie o cammini verso l'illuminazione, e ricoprì un ruolo fondamentale nella cultura dei Mazatechi, popolazione di Nativi Americani, ancora oggi presenti nel territorio di Oaxaca, in Messico. Dalla sua ricca storia è derivato il nome di questa pianta, che significa Salvia degli Indovini.

Non guidate sotto l'effetto della Salvia. Sarebbe come guidare ubriachi, ma è molto più pericoloso, e meno divertente.

Non si conoscono altre sostanze psicoattive che siano strutturalmente o biologicamente simili al principio attivo della Salvia, il Salvinorin A e, per questo motivo, la Salvia rientra in una classe a se stante. Molte componenti attive sono alcaloidi, il Savinorin A non lo è. La sostanza chimica pura è potente come l'LSD puro, e quando si deve trattare con essa vengono sempre utilizzati scale e strumenti di misurazione estremamente precisi. Quantità più piccole di un granello in cima ad una ciotola, dal peso di un millesimo di grammo, sono abbastanza potenti da mandare una persona fuori dalla propria realtà e incontro ad un viaggio privo di controllo. Ad alcuni consumatori di Salvia troppo avventurosi piace provare l'effetto "eye-balling", ovvero l'uso come collirio, assumendo la propria dose di Salvinorum A direttamente dagli occhi, con pessimi risultati. NON fumate né vaporizzate mai questa sostanza senza esservi prima informati molto bene e senza aver ben dosato le quantità. Fortunatamente per tutti, le foglie di Salvia di per se stesse contengono solo una piccola percentuale di Savinorin A, e fumarle può essere rilassante e piacevole.

La Salvia Divinorum si è evoluta con l'uomo, che l'ha ingerita nel corso dei secoli, e il suo utilizzo ed un'eventuale, quanto rara, overdose causano piccolissimi, se non nessuno, problemi alla salute. In primo luogo, i consumatori generalmente la usano molto meno di altre droghe a causa della sua estrema potenza. Non esistono documentazioni né testimonianze di qualcuno che sia andato in overdose di Savinorin A, alla pari del THC. La sostanza chimica passa attraverso il corpo senza interruzioni, e l'assunzione delle foglie riporta il consumatore allo stato di normalità tutte le volte. Il testo Pharmako/Poeia di Dale Pendell descrive la Salvia come una droga unica e, pertanto, classificabile in maniera indipendente. Egli dichiara che non si tratta di uno stimolante, né di un sedativo e neanche di un tranquillizzante. Si tratta di qualcosa che Pendell definisce dalla doppia esistenza, in riferimento allo stato di illuminazione spirituale che così spesso viene indotto dall'assunzione di una dose di questa sostanza psicoattiva ma, in termini scientifici, egli ha semplicemente illustrato la differenza tra le proprietà chimiche del Salvinorin A e altri psicoattivi.

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