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Che cos'è un cactus san pedro?

San pedro - trichocereus pachanoi

I Cactus devono il loro peculiare aspetto all'ambiente estrematamente secco e caldo dove normalmente crescono. I Cactus sono conosciuti in tutto il mondo per le loro spine (che non sono altro che le foglie secche), ma esistono alcune varietà che hanno adottato una strategia di difesa differente: un veleno capace di far desistere i predatori che vogliano cibarsene. Alcune di queste varietà sono: il Peyote, il Sunami, la Pata de Venado, la Pezuna de Venado, il Tsuwiri, il Cappello del Vescovo, l'Aztekium Retterii e l'Astropytum Astrias.

Secondo i ricercatori (come Backeberg) esistono 47 sottospecie della famiglia Trichocereus, tra cui troviamo la varietà più conosciuta: il San Pedro alias Trichocereus Pachanoi. Altri sostengono, invece, che esistano 13 varietà contenenti Mescalina, oltre ai Trichocereus Pachanoi, tutte quante specie indiscutibilmente provenienti dal Sud America.

La quantità di mescalina contenuta in un cactus dipende dalla specie e dall'età del cactus.

Caratteristiche botaniche

Il San Pedro è un cactus colonnare dalla crescita piuttosto accelerata, con un forte apparato radicale e sviluppa dalle 4 alle 9 ramificazioni. Queste crescono in altezza, direttamente dalla base del cactus, sviluppandosi fino a raggiungere altezze talmente mastodontiche che il peso provoca il collasso dell'intera pianta (resterà solo l'apparato radicale che inizierà nuovamente a produrre ramificazioni).

La parte di cactus contenente maggior quantità di mescalina si trova sotto la scorza, in esemplari più anziani e che abbiano ricevuto una maggior quantità di calore durante il proprio sviluppo.

Storia

Furono Turner e Heyman, nel 1960, a scoprire che il San Pedro contiene mescalina, battezzandolo inizialmente Opunita Cylindtica. Il nome volgare più conosciuto è San Pedro e si riferisce al custode delle chiavi del paradiso, l'apostolo Pietro (ciò evidenzia la forte influenza che ha avuto il cattolicesimo nelle altre religioni).

Le tribù indigene consumano ancora oggi il San Pedro nelle zone delle Ande, in Perù, in Ecuador e in Bolivia. Questo cactus viene usato da queste popolazioni come un allucinogeno capace di rintracciare le cause inconsce e spirituali delle malattie.

Chimica

Secondo Erowid il contenuto di Mescalina (3,4,5-trimetossi-B-Feniletilammina) nella materia secca di un cactus ne rappresenta all'incirca l'1-10%.

Il San Pedro contiene altre sostanze, oltre alla mescalina, come: tiramina, hordinenine, 3-metossitiramina, Anhalaninine, Anhalonidine, 3,4-Dimethoxyphen-Etilammina, 3,4-Dimethoxy-4-idrossi-B-Feniletilammina e 3,5-Dimethoxy-4 -idrossi-B-Feniletilammina.

Effetti

Dopo circa 1-2 ore dall'ingestione del San Pedro si iniziano ad apprezzare i primi effetti, che si manterranno per le successive 8-15 ore. Tra gli effetti più comuni possiamo menzionare quanto segue: tornano alla memoria ricordi lontani, che si pensava di aver dimenticato; si acquista un'estrema sensibilità alla luce, con un'aumentata capacità di vedere e sentire ogni raggio luminoso; si percepiscono suoni anche molto lontani. Inoltre si provano sensazioni di amore verso ogni creatura terrestre e verso qualsiasi forma ed entità inanimata.

Gli effetti del San Pedro sono, paragonati a quelli del Peyote, molto più piacevoli ed i picchi psichedelici non sono così sbalorditivi e fisici. Il San Pedro ha un sapore leggermente amaro e non sempre viene accompagnato da forti nausee, come invece succede con il Peyote.

Uso terapeutico

Diverse tribù indiane hanno usato, e tuttora consumano, il cactus del San Pedro per raggiungere uno stato spirituale e di chiaroveggenza. Ciò permette allo sciamano di entrare in trance e andare, così, alla ricerca delle cause sconosciute di una malattia o di un altro problema che possa affliggere una persona. Non esiste documentazione che confermi un impiego medico, comunemente riconosciuto, del San Pedro.

Uso

Il San Pedro viene tradizionalmente preparato attraverso la cottura prolungata (diverse ore) di alcune porzioni di cactus (i cosiddetti bottoni). A seconda dei risultati che lo sciamano vuole ottenere, vengono aggiunte durante cottura alcune erbe, come la Micha (Brugmansia Suavenolens) e il Cimorillo (Coleus Blumei).

Al giorno d'oggi il modo più comune per l'assunzione di San Pedro è l'ingestione di alcune porzioni di cactus essiccato. Bisogna tagliare il cactus a fette, di circa 1cm di spessore, da cui andranno eliminate le spine e la parte legnosa. Successivamente si mettono ad essiccare al sole. Quando queste fette, o bottoni, saranno completamente essiccate, andranno macinate, ciò per semplificare molto l'assimilazione del cactus ed evitare problemi di stomaco. Prima di provare questo estratto di San Pedro si consiglia di non ingerire alcun alimento per almeno 6 ore.

Dosaggio

Tra i 20 ed i 50 grammi. Spesso viene consumato con acqua e acido citrico per aiutare l'assimilazione da parte dell'organismo.

Controindicazioni

Il San Pedro può, esattamente come i funghi magici ed altre sostanze psicoattive, causare una sorta di sbornia prima dell'inizio del vero e proprio viaggio. Non è raro avvertire vertigini e nausee passeggere, con possibili conati di vomito.

Avvertenze

È raccomandabile avere accanto un "trip-sitter", ovvero una persona con esperienza, ma sobria, che possa sostenervi ed avere cura di voi durante il vostro viaggio.

Il San Pedro causa percezioni visive, che possono confondere, e allucinazioni alquanto potenti, per cui evitate di imbottigliarvi nel traffico quando siete sotto gli effetti del San Pedro. Consumate questo cactus solo in ambienti familiari e sicuri, ma non mettetevi mai in viaggio da soli. In caso foste colti da panico o da un bad trip, accompagnati da forti attacchi di paura, il Seresta o il Valium potrebbero aiutare a diminuire le paure e a gestire con più facilità il viaggio.

Coltivazione

La pianta ha solo bisogno di acqua e di alcuni nutrienti.

Il San Pedro ama le alte temperature e la luce. Le colline su cui è abituato a crescere presentano normalmente un terreno ricco di nutrienti, per cui richiedono piccole aggiunte di fertilizzante, ma senza esagerare (dobbiamo considerare che tutto sommato è sempre un cactus). Quando si coltiva questo cactus indoor, bisogna assicurarsi che riceva luce solare diretta (il miglior posto dove posizionarlo è sul davanzale di una finestra esposta a sud). Nelle giornate più torride gradisce sempre un po' d'acqua.

Se si vuole ottenere un cactus da una talea, bisogna tagliare un ramo ed aspettare che la ferita si asciughi. Infatti bisogna sempre lasciare il tempo alla ferita di "cicatrizzarsi" e, successivamente, piantarlo in terra per fare sviluppare le radici e, quindi, vederlo crescere (alle volte può richiedere anche un anno prima di iniziare la crescita).

Farlo crescere partendo da un seme richiede sforzo e moltissimo tempo (stiamo parlando di diversi anni!).

 

Zamnesia