Università si sta preparando ad effettuare test di laboratorio sui funghi magici

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Università si sta preparando ad effettuare test di laboratorio sui funghi magici

La ricerca sugli allucinogeni sta facendo passi avanti nel Regno Unito, basti pensare alla prima vera sperimentazione clinica sul loro utilizzo come cura contro la depressione.

Da quando le sostanze allucinogene, come l'LSD, vennero bandite negli anni '60, la ricerca sul loro potenziale medico ha subito una dura battuta d'arresto. Senza tenere assolutamente in considerazione i risultati positivi ottenuti durante le prime ricerche fino ad allora condotte, venne ufficialmente proibito alla scienza di approfondire ulteriormente la materia.

Nel corso dell'ultimo anno, circa, si sono cominciati ad intravvedere piccoli cambiamenti di pensiero circa questa presa di posizione sugli allucinogeni: con maggiore razionalità la scienza ha ricominciato a proporre il suo punto di vista su un simile divieto. Non molto tempo fa vi abbiamo parlato di uno scienziato operante nel Regno Unito che stava avviando i suoi primi passi in questa branchia della scienza, per riportarla in auge ed affermare come le sostanze allucinogene possano interagire con il cervello. Bene, ora stiamo per sottoporvi un ulteriore passo avanti in questa direzione: l'Imperial College di Londra sta pianificando di mettere a punto sperimentazioni obiettive e legittime sull'uomo, a partire dal prossimo mese di aprile, per analizzare gli effetti della psilocibina (il principio attivo dei funghi magici) sulla depressione.

TUTTO CIÒ È DI ENORME IMPORTANZA

Si tratterà del primo esperimento clinico condotto sulle sostanze allucinogene dopo oltre 45 anni, rappresentando un passo avanti estremamente significativo per questa branchia della scienza. Altre ricerche in questo ambito sono già state realizzate, ma sempre con campioni di riferimento piuttosto ridotti e condotte principalmente per verificare l'eventuale necessità reale di portare avanti gli studi clinici in questo campo.

Ci si augura che, grazie a queste sperimentazioni, si possa capire meglio l'impatto degli allucinogeni su ansia e depressione e che si possa determinare in maniera più scientifica ed approfondita il loro potenziale terapeutico. L'Università auspica di arrivare a risultati promettenti, soprattutto per chi soffre ma fatica a trovare la giusta terapia per affrontare una malattia terminale, come può essere il cancro.

Recenti studi provenienti dagli Stati Uniti, inoltre, hanno dimostrato come anche una singola dose, inserita in un'adeguata terapia, possa offrire un enorme beneficio per coloro che soffrono di ansia, depressione e dipendenza, pertanto siamo davvero molto curiosi di vedere dove si arriverà con questa nuova ricerca. Se si rivelerà un successo, non possiamo che augurarci che il passo successivo sarà quello di inserire le sostanze allucinogene nella medicina moderna.

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