Un nuovo approccio per ridurre la criminalità: la terapia psichedelica

Published :
Categories : BlogLeggi sulle drogheSostanze psichedeliche

Un nuovo approccio per ridurre la criminalità: la terapia psichedelica

Diversamente da quanto predicato dai mezzi di comunicazione, le sostanze psichedeliche potrebbero realmente ridurre il tasso di criminalità ed aiutare i delinquenti verso la riabilitazione.

Molti di noi hanno avuto modo di sperimentare in prima persona il potere delle sostanze allucinogene. Che lo si sia fatto per combattere la depressione o per stimolare la propria creatività, è un fatto che le sostanze psichedeliche, come i funghi magici, l'Ayahuasca, l'LSD e l'Iboga, possano rappresentare la chiave verso un profondo cambiamento personale. Di recente, anche gli studi ufficiali e più accademici stanno rivalutando il potenziale degli enteogeni, in particolare gli psicoterapisti stanno effettuando interessanti ricerche sulle possibili nuove, e promettenti, applicazioni di queste sostanze. Pur non trattandosi realmente di una nuova scoperta, la terapia psichedelica come approccio verso la riduzione della criminalità sta riscontrando un interesse sempre maggiore.

Le sostanze psichedeliche tengono gli ex-detenuti lontano dalla prigione

È statisticamente provato che i criminali con una storia legata al consumo di sostanze enteogene siano meno portati a ricadere nel crimine rispetto ad altri soggetti che non abbiano mai fatto uso di tali sostanze. Una ricerca, pubblicata sul Journal of Pharmacology dai ricercatori dell'Università dell'Alabama della Scuola di Medicina John Hopkins di Baltimora, è stata condotta lungo un periodo di oltre 5 anni, studiando oltre 25.000 persone con una storia di consumo ed abuso di droghe, tutti soggetti inseriti nel programma TASC (Treatment Accountability for Safer Communities - Trattamento Responsabile per Comunità più Sicure).

Solamente all'1% di coloro che erano inseriti nel programma venne diagnosticato un "disturbo da consumo di allucinogeni", terminologia usata per indicare chi fa uso di sostanze psichedeliche. E ciò che è emerso dallo studio, sorprendentemente, è stato che proprio questo 1% di pazienti affetti da "disturbo da consumo di allucinogeni" correva "meno rischi di violare le regole e fallire il programma TASC, o altre richieste, di comparire in tribunale e di essere arrestati".

I risultati in prospettiva

Cercando di tracciare un'ipotesi plausibile dietro a tutto ciò, i ricercatori hanno supposto che l'uso di sostanze allucinogene possa incoraggiare ad un'astinenza da altre droghe, come l'alcool, andando a instaurare un comportamento sociale favorevole e positivo in soggetti altrimenti ad alto rischio di recidive.

Se la pensate come noi, allora vi renderete conto che si tratta di un'ipotesi piuttosto allettante. Le sostanze allucinogene sono state usate per migliaia di anni dalle popolazioni per aumentare spiritualità e conoscenza. Avere la mente particolarmente aperta spesso permette di vedere le cose sotto una diversa prospettiva, con un conseguente maggior apprezzamento da parte delle comunità circostanti.

comments powered by Disqus