The Path: La fiction alimentata ad Ayahuasca

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The Path: La fiction alimentata ad Ayahuasca

"The Path" è un'avvincente serie che mostra come l'ayahuasca abbia un potere illuminante, nelle giuste mani, ma possa essere abusato, se in quelle sbagliate.

All'inizio, fu Jesse Pinkman, pupillo di Walter White nella serie TV Breaking Bad, hit a base di metanfetamine. Oggi si tratta di un padre, marito e membro di una setta, nella nuova serie incentrata sull'ayahuasca messa a punto da Hulu, The Path. Nei panni di Eddie Lane, ritroviamo Aaron Paul e la sua famiglia occupati in un'esistenza dove il culto comincia a prendere piede, portandoli in breve a doversi confrontare con dilemmi tipicamente umani, come la spiritualità e la fede, e con gli effetti di tutto ciò sui loro rapporti.

Membro del "Meyerist Movement" - un fittizio culto gerarchico in cui si insegna l'uso dell'ayahuasca - Aaron Paul veste i panni di un uomo moralmente in conflitto e alla ricerca di se stesso sotto il crescente peso di un'esistenza in cui ci si deve conformare con chi sta intorno. I guai iniziano quando si ritrova a vivere un "bad trip" in ayahuasca, durante il quale il suo defunto fratello gli fa una rivelazione diabolica sul leader della setta di cui fa parte. Per quanto, nel mondo reale, l'ayahuasca venga normalmente utilizzata per scopi di guarigione, in The Path, questa visione inquietante instilla il dubbio in Aaron Paul, a proposito della setta e del suo ruolo al suo interno.

Oltre al personaggio interpretato da Aaron Paul, The Path segue anche la storia di sua moglie, Sarah (Michelle Monaghan), membro a vita della setta convinta che suo figlio sia stato corrotto dal mondo esterno e sempre più confusa per via della sensazione che il marito si stia allontanando da lei. In ultimo, è anche la storia di Cal (Hug Dancy), esponente di alto rango della setta, assolutamente determinato a diventare la figura di spicco dell'organizzazione, soprattutto quando questa comincia a crescere e diventare sempre più influente.

Con la pressione che comincia ad aumentare, ci ritroviamo ad osservare in profondità l'umanità e la sottile linea che intercorre tra un uso salutare e benefico della droga e il suo sfruttamento per scopi di lucro e truffa. E proprio queste erano le intenzioni di Jessica Goldberg, autrice televisiva di The Path che, piuttosto che ricorrere a stereotipi e cliché per affrontare l'argomento delle sette, come la poligamia, approfondisce aspetti quali le religioni, come quella dei Mormoni, il Giudaismo Ortodosso, l'Islam e le varie declinazioni del Cristianesimo.

Quando abbiamo parlato con lei su dove abbia tratto l'ispirazione per lo show, la Goldberg ci ha risposto: "Lo ammetto, sono attratta fin dall'infanzia dagli esperimenti sociali alternativi. Sono cresciuta all'epoca di Woodstock, e allora c'erano molti hippie in circolazione. A ogni angolo c'era un negozio di cristalli; il mio capo, al videostore dove lavoravo all'epoca, era un ebreo convertito al Sufismo. Non fu allora, però, che mi venne l'idea di scrivere uno show sulle religioni e sulle sette. Ci fu un episodio più recente, circa un anno fa, quando persi mio padre e divorziai, cadendo presto in una pesantissima crisi esistenziale. Cosa succede quando ti ritrovi, un giorno, ad osservare la tua vita e a non credere più in nulla? Io sentii la necessità di affrontare questi argomenti, fu così che iniziai ad inventarmi questo mondo ingigantito".

Una cosa è certa, The Path mostra come un sentimento di appartenenza possa essere determinato dalle droghe allucinogene, ma, anche, come le persone abbiano in realtà un profondo desiderio insito di appartenenza e come il percorso ("the path") per arrivarci possa creare conflitti, lotte interiori e insicurezza.

Questo innato, o forse ignorante desiderio di appartenenza è stato ben descritto e riassunto dal produttore esecutivo dello show, Jason Katim: "C'è una scena, verso la fine di questa stagione, che si svolge all'interno di un ufficio per l'impiego dove Cal si è recata. L'abbiamo girata a Westchester e gli scenografi hanno allestito la vetrina con finti manifesti, brochure e cappelli del Meyerismo. E, prima di cominciare a girare, mentre stavamo definendo le inquadrature, cominciarono a girarci intorno un po' di persone che venivano a chiederci cosa stessimo facendo. Non cosa stessimo girando, ma che cosa fosse questo movimento e come potevano unirsi ad esso! Fu in quel momento che realizzai che stavamo davvero facendo qualcosa grandioso: le persone erano pronto a firmare e aderire subito, sul posto".

Siamo davvero molto curiosi di sapere cosa emergerà da questo nuovo, avvincente serial tv e come l'uso di ayahuasca è stato ritratto sia come un percorso verso l'illuminazione che come una risorsa da sfruttare per scopi di lucro o potere.

 

         
  Josh  

Scritto da: Josh
Redattore, psiconauta e "aficionado" della Cannabis, Josh è l'esperto di casa a Zamnesia. Trascorre le sue giornate immerso nella campagna, andando alla scoperta delle nascoste doti psichedeliche della natura.

 
 
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