Studio: Consumo di Cannabis Associato ad una Riduzione del Dolore

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Studio: Consumo di Cannabis Associato ad una Riduzione del Dolore

La marijuana terapeutica ha vinto un'altra volta: una recente ricerca dimostra che può non solo migliorare la qualità della vita, ma riduce la dipendenza da oppiacei.

Per molti pazienti, il dolore cronico può rendere la vita insopportabile, non solo per se stessi ma anche per amici e familiari che vivono al loro fianco, quotidianamente, questa sofferenza. Nonostante la vasta gamma di farmaci a base oppiacea esistenti e mirati alla cura di questo tipo di dolore, molti medicinali prescrivibili possono avere effetti collaterali sgradevoli. Questo recente studio condotto dall'Università Ebraica di Gerusalemme, accende qualche spiraglio focalizzandosi sull'uso della Cannabis quale antidolorifico, offrendo la possibilità di un approccio più naturale alla patologia.

Si tratta di uno studio, condotto dagli accademici di Israele, che ha preso in esame 176 candidati per misurarne il grado di sollievo dal dolore ottenuto seguendo una terapia a base di marijuana terapeutica. I risultati hanno messo in luce un conseguente calo generale nel consumo di oppiacei da parte del 44% dei soggetti esaminati. La misurazione del dolore è stata effettuata ricorrendo ai risultati ottenuti tramite il S-TOPS (Treatment Outcomes in Pain Survey - Sondaggio sui Risultati delle Terapie del Dolore). Questo tipo di indagine riguarda, fra gli altri, argomenti legati all'impatto fisico, sociale ed emotivo riconducibili alle terapie in atto per comprendere meglio come queste influiscano sulla qualità della vita dei soggetti presi in esame.

Oltre ad un ridotto ricorso agli oppiacei, è stato rilevato anche un promettente calo del dolore ed un miglioramento nella sua gestione da parte dei pazienti. Oltre la metà dei candidati (66%) ha riportato una diminuzione dei sintomi del dolore al termine della sperimentazione. Questa diminuzione del dolore è sfociata in una migliore gestione dei disturbi del sonno ed un calo delle interferenze che il dolore provoca sull'andamento quotidiano delle loro vite.

Gli autori hanno descritto il proprio lavoro come uno studio "prospettico di coorte dai risultati corrispondenti ad un miglioramento della condizione dolorosa e delle conseguenze funzionali".

Il successo di questa sperimentazione non è l'unico in questo ambito. Nel 2015 è stato condotto uno studio simile, da parte dei ricercatori dell'Università Mcgill di Montreal. I risultati, pubblicati sul "Journal of Pain", hanno messo in luce gli effetti a lungo termine di un uso di Cannabis terapeutica nel trattamento del dolore. Si è così giunti alla conclusione che non solo i soggetti avevano avuto modo di constatare un "miglioramento del dolore, delle proprie funzionalità, della qualità della vita e delle funzioni cognitive", ma palesavano anche un "profilo di sicurezza ragionevole". Fondamentalmente, un uso prolungato di Cannabis in simili condizioni non è sfociato in alcun modo in crisi paranoiche e schizofreniche. In netta controtendenza con le reazioni all'uso prolungato di Cannabis propagandate dai mezzi di comunicazione.

Entrambi gli studi sono un chiaro indicatore di come la Cannabis terapeutica debba essere considerata un efficace trattamento nella gestione del dolore, in grado di migliorare in linea generale la qualità della vita. Lo studio condotto dall'Università israeliana, dimostrando il calo nel ricorso a farmaci oppiacei, ha posto un tassello di fondamentale importanza a sostegno dell'uso di marijuana terapeutica su larga scala. Tuttavia, data la portata di un simile studio e il numero di variabili non ancora prese in considerazione, risulta evidente come sia necessario approfondire ulteriormente la ricerca in questa direzione. Una revisione del tipo di farmaci oppiacei somministrati, oltre alla riduzione del ricorso a queste sostanze da parte di coloro che hanno iniziato a far uso di marijuana terapeutica, vanno affiancati ad un'indagine approfondita per circoscrivere e determinare con maggiore precisione le specifiche condizioni in cui questo tipo di terapia potrebbe rivelarsi un valido aiuto.

Non c'è dubbio che la maggior parte dei partecipanti a questo studio abbia beneficiato dell'uso di Cannabis terapeutica, avvalorando le tesi che ne perorano il ricorso. Un miglioramento generale della qualità della vita, in caso di patologie legate al dolore cronico, rappresenta per chi ne è affetto un po' di luce in fondo al tunnel, un aiuto a ritornare ad una vita normale. Il calo nei consumi di farmaci oppiacei, inoltre, rende una simile terapia una valida alternativa, in grado di aiutare a gestire anche gli effetti collaterali derivanti da un uso prolungato di questo tipo di medicinali.

 

         
  Lucas  

Scritto da: Lucas
Lucas anche è redattore part-time e visionario a tempo pieno. Un anonimo psiconauta atterrato nella società in giacca e cravatta, lavora per portare alle masse le prove evidenti prodotte dalla ragione.

 
 
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