Può La DMT Provocare Una Esperienza Extracorporea?

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DMT Esperienza Extracorporea


Le esperienze extracorporee, abbreviate in OBE (“Out of Body Experiences”), sono un fenomeno che chiunque, con un po' di pratica, può realizzare. Molti preferiscono chiamarlo “proiezione astrale”. Per certe persone, si verifica naturalmente; per la maggioranza, la pratica lo può perfezionare. La proiezione astrale era un tempo considerata in Occidente come un segno di disturbi mentali, mentre in altre culture era il cammino dello sciamano. Oggi, sappiamo che si tratta di un evento perfettamente normale e naturale, che non provoca assolutamente alcun danno.

La DMT, che sta per Dimetiltriptamina, è anche chiamata affettuosamente “Molecola dello Spirito”. È considerata lo psichedelico più potente noto all'umanità. Gli umani lo producono in forma naturale nella ghiandola pineale situata nel cervello – o almeno così si ipotizza. È anche presente in decine di piante. Gli sciamani peruviani preparano una bevanda psichedelica di inimmaginabile complessità, contenente alte concentrazioni di DMT, chiamato ayahuasca. Quest'ancestrale pozione della foresta sconcerta gli specialisti di etnobotanica di tutto il pianeta.

Quindi, esperienze extracorporee e DMT; queste due cose sono in relazione? Quando cominciate ad addentrarvi nel misterioso regno di spiriti e sogni, scoprite presto che esiste un denominatore comune.

COS'È UNA "OBE"

Cos'è Una

Una OBE è semplice da spiegare, ma molto complicata da realizzare. La definizione deriva da migliaia di resoconti di persone di tutto il mondo. Non è niente di abracadabresco. Con un corpus sempre crescente di conoscenze sull'argomento, stiamo ora cominciando a vedere un certo consenso e standardizzazione riguardo ai metodi per conseguirla.

Certe persone la sperimentano in modo naturale, mentre la grande maggioranza non ne ha mai fatto l'esperienza, o addirittura non ha mai sentito parlare di una cosa del genere. Cent'anni fa, gli psichiatri saltarono immediatamente a delle conclusioni molto sbagliate, considerando i racconti di OBE come segnali d'allarme in tema di salute mentale. Fortunatamente, con l'avvento di internet, le persone cominciarono a trovarsi fra loro, e con la forza dei numeri hanno mostrato al mondo l'esistenza e validità di questa inconsueta pratica.

La OBE comporta il lasciarsi alle spalle il corpo fisico, ed essere capaci di esplorare il mondo circostante, viaggiando perfino a grandi distanze. Certi chiamano l'entità viaggiante “energia”, mentre altri la chiamano “anima”. Certi preferiscono chiamare l'esperienza “proiezione astrale”; altri ipotizzano che sia lo stesso meccanismo all'opera nella “visione a distanza” (cercare impressioni di persone, posti, o cose, al di fuori della portata della percezione sensoriale). Ma in qualunque modo vogliate chiamarla, è evidente che si tratta di qualcosa di speciale.

Una OBE non è la stessa cosa del “sogno lucido”. In un sogno lucido, ne prendete il controllo diventando coscienti, e manipolando il mondo onirico a vostro piacimento. Anche questo richiede una certa pratica, ma chiunque può farlo. Una OBE, invece, consiste nell'abbandonare il corpo fisico per esplorare il mondo fisico. Son state riportate, e confermate, delle cose straordinarie; certe persone son state capaci di andare dall'altra parte del globo e trarne conoscenze altrimenti impossibili da ottenere.

La letteratura scientifica è piena di resoconti di pazienti che hanno attraversato esperienze “ai confini della morte” o di “pre-morte” (NDE, “Near-Death Experience”), che hanno riportato descrizioni dettagliate del loro intorno mentre si trovavano in uno stato di OBE. Perfino persone che si trovavano pesantemente anestetizzate in sala operatoria sono state in grado di descrivere pienamente, con dovizia di dettagli visuali, gli eventi avvincenti che si erano svolti mentre teoricamente erano in stato di completa sedazione. Alcuni pazienti sono stati persino in grado di descrivere cosa stava accadendo nella stanza a fianco! Tutti sembrano avere un elemento in comune: tutti loro hanno descritto ciò che vedevano da una posizione sopraelevata e fluttuante, e vedevano il proprio corpo da una certa distanza.

UNO SGUARDO ALLA GHIANDOLA PINEALE

Uno Sguardo Alla Ghiandola Pineale

Ora, se questo non fosse già di per sé abbastanza strano, tenetevi forte per ciò che viene poi. All'interno del nostro cervello, proprio in mezzo, esiste un piccolissimo organo, di cui sappiamo molto poco. Viene chiamato ghiandola pineale, e non siamo del tutto sicuri di quale sia la sua funzione. Ciò che sappiamo è che secerne melatonina dalla serotonina, per regolare il nostro ciclo sonno/veglia. Spesso viene anche chiamata il “terzo occhio”.

Praticamente in tutte le culture della Terra esiste qualche riferimento al terzo occhio: concetto religioso o mistico di un occhio invisibile situato proprio dietro la fronte, in grado di conferirci poteri speciali di accesso al futuro, e di farci comunicare, con divinità e spiriti. Gli Indù lo definiscono come la porta di accesso ad un profondo reame interiore, mentre i taoisti affermano si tratti di un centro energetico usato per sintonizzare la nostra coscienza con le vibrazioni dell'universo.

Cosa abbastanza interessante, in certi anfibi e rettili, il cugino filogenetico della nostra ghiandola pineale è in effetti un “occhio pineale” o “parietale”, il quale è fotosensibile. Dagli squali alle salamandre, lamprede e tonni, migliaia di specie percepiscono la luce grazie ad esso. La lucertola “tuatara” ha perfino, nel suo occhio pineale, un piccolo cristallino con retina.

In che modo i nostri antenati siano potuti venire a conoscenza del nostro terzo occhio/ghiandola pineale, è una cosa inconcepibile. Le teorie più recenti indicano la ghiandola pineale come il luogo in cui produciamo DMT. La DMT si trova alla più elevata concentrazione quando nasciamo, quando moriamo, e quando stiamo sognando. Può quindi una esperienza di pre-morte provocare un improvviso rilascio di DMT nel cervello, tale da innescare una OBE?

QUAL È L'EFFETTO DELLA DMT SULL'ORGANISMO?

La DMT non è attiva per via orale, e questo è ciò che rende l'ayahuasca un così intrigante mistero. Come hanno fatto le tribù del Sud America per imparare a combinare inibitori della monoamino-ossidasi in modo da permettere alla DMT di diventare oralmente attiva nel nostro organismo? Con una quantità tanto vasta di specie vegetali, senza conoscenze di chimica o biologia, fra migliaia di possibili combinazioni... è davvero un mistero.

Le tecniche moderne comportano l'estrazione di DMT direttamente in forma di cristalli da fumare. I due metodi hanno su di noi effetti molto differenti. Prendendo ayahuasca, vi imbarcate per un viaggio piuttosto tumultuoso. Prima che la purificazione dell'anima abbia luogo per 4-8 ore, è probabile che andiate incontro a vomiti, vertigini, e diarrea. Il processo di purificazione dell'anima in sé può procurare rivelazioni molto profonde ed in grado di trasformare la vita.

La DMT fumata provoca una quasi immediata manifestazione di psichedelia, ma dura solo 5-10 minuti. Quando si fa ritorno dai reami dell'altrove, è proprio come risvegliarsi da un lungo sonno ristoratore. Può essere ugualmente intenso, ma la breve durata impedisce una maggior profondità delle esplorazioni interiori e della purificazione dell'anima. Può comunque essere un'esperienza piuttosto profonda.

In entrambi i casi, si avverte un distacco dal corpo fisico – come se si venisse aspirati fuori dal proprio stato fisico, e sparati in una diversa dimensione in cui le convenzionali leggi della fisica cessano di essere applicabili. Gli umani non sono neanche lontanamente forniti del linguaggio capace di descriverla. La comprensione che si raggiunge del tessuto che costituisce l'universo non ha eguali.

In che modo esattamente la DMT interagisca con l'organismo, è un interrogativo che aspetta ancora una risposta soddisfacente. Abbiamo appena cominciato a studiarla, ed abbiamo molte più domande che risposte.

PUÒ LA DMT PROVOCARE UN'ESPERIENZA EXTRACORPOREA?

Può La Dmt Provocare Un'esperienza Extracorporea?

Da un punto di vista pragmatico, dovremmo dire di no. Ma parlando in termini di enteogenesi, allora sì, senza alcun dubbio.

La DMT è una sostanza chimica. Si tratta per noi di un composto endogeno; tuttavia, per poter accedere alla sua “cassetta degli attrezzi” dobbiamo ingerirla o fumarla. Assumere DMT vi strapperà via dal vostro corpo, come abbiamo descritto in precedenza. Navigherete attraverso degli spazi inaccessibili dal mondo fisico. Quindi effettivamente vi lasciate alle spalle il corpo per esplorare dimensioni più elevate. Quando si prende DMT, il corpo fisico resta adagiato, mentre la mente esplora il cosmo. Quindi, in un certo senso, si ha una “esperienza extracorporea”.

Ma una OBE è di per sé un qualcosa di qualitativamente molto distinto. Non si tratta per niente di un'esperienza psichedelica; è interamente relazionata con il mondo fisico quale noi tutti lo conosciamo. Anche in una OBE, il corpo fisico giace immobile. Quando si abbandona il corpo, la gravità continua ad esistere; si entra in uno stato interdimensionale in cui le esperienze della realtà possono venire condivise e verificate. Potreste talvolta incontrarvi con altre energie (anime?) intorno a voi, ma non in maniera caleidoscopica o pluridimensionale. La vostra energia, anima, o spirito, vaga in giro per il mondo fisico.

Una OBE è un qualcosa di assolutamente naturale, che non richiede sostanze chimiche o apparecchiature speciali. Se anche esistono alcuni trucchetti che la gente impiega, come frequenze o battiti binaurali e onde isocroniche, luci stroboscopiche e speciali metodi di meditazione, sembra essere qualcosa che tutti possono conseguire senza l'uso di alcuno strumento.

Uno psiconauta esperto riconoscerà un'aria di famiglia tra OBE, DMT, sogni lucidi, perfino respirazione olotropica e vipassana – solo per citarne alcuni. C'è un senso di parentela, di relazione, e perfino di sinergia. Son tutte cose in qualche modo connesse fra loro. Man mano che la nostra specie lentamente evolve verso più alti stati di coscienza, è nostro compito riconoscere che tutto è connesso. Le modalità di percezione non devono venir scartate soltanto perché sono nuove o terrificanti – o perché siamo ancora incapaci di descriverle completamente. Fino ad allora, tutto ciò che possiamo fare è accettarle apertamente, imparando da loro e crescendo con loro.

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