Possono i funghi magici salvare il mondo?

Pubblicato :
Categorie : BlogFunghi MagiciScienzaSostanze psichedeliche

Possono i funghi magici salvare il mondo?

Fin dalla loro scoperta, i funghi hanno ottenuto popolarità soprattutto per le loro particolari caratteristiche, ma solo in questi ultimi anni si sta affrontando la possibilità di sfruttare le loro magnifiche proprietà, come quella di riuscire a far degra

Fin dalla loro scoperta, i funghi hanno ottenuto popolarità soprattutto per le loro particolari caratteristiche, ma solo in questi ultimi anni si sta affrontando la possibilità di sfruttare le loro magnifiche proprietà, come quella di riuscire a far degradare il petrolio e la plastica.

Quando si sente parlare di "funghi" le orecchie si drizzano e gli occhi iniziano a brillare d'interesse. Molte persone pensano che i funghi siano semplicemente un alimento, mentre in realtà sono qualcosa di ben più complesso. Infatti, sarebbe opportuno specificare che sono tra gli organismi più importanti sulla faccia della terra, nonché tra i più antichi. Solo nell'attualità si iniziano ad osservare i diversi modi in cui possono aiutarci a risanare quello che abbiamo contaminato in questi ultimi decenni.

Una delle notizie più importanti è la recente scoperta che i funghi possono letteralmente cibarsi e degradare la plastica. Esistono varietà di fungo che si alimentano di grano e di sterco, altre che trovano nutrimento nella plastica. Considerando le tonnellate di plastica che ogni giorno si producono in tutto il mondo, risulta una scoperta rivoluzionaria e globale. Altrettanto importanti sono altri ceppi di funghi in grado di alimentarsi del petrolio. Sono la futura chiave per poter bonificare gli ambienti inquinati.

Paul Stamets: il "Mushroom Man"

Paul StametsPrima di proseguire nella nostra analisi sulla magnificenza dei funghi, diamo prima un'occhiata al lavoro di Paul Stamets, una delle principali menti che si celano dietro al movimento "Micorremediazione". Stamets è una libreria ambulante e la sua conoscenza nel campo della micologia non ha rivali. Negli ultimi anni ha guadagnato popolarità grazie alle sue interessanti conferenze TED, dove parla dei funghi come un rimedio rivoluzionario nel campo della medicina, della silvicoltura, dei prodotti pesticidi e della ricerca sullo smaltimento dei rifiuti inquinanti (tematiche da lui personalmente studiate ed analizzate dettagliatamente). Stamets non possiede nessun tipo di affiliazione con le istituzioni accademiche, ma sappiamo che la maggior parte della ricerca realizzata sui funghi venne finanziata dai profitti ottenuti dall'azienda a gestione familiare che lui stesso gestisce: Fungi Perfecti. Fino ad oggi ha pubblicato sei libri sulla coltivazione dei funghi, sul loro uso e su come riconoscerli. Il libro "Growing Gourmet and Medicinal Mushrooms" (Coltivare funghi commestibili e medicinali) è considerato una delle prime guide più complete sulla coltivazione indoor dei funghi esotici.

L'intelligenza cellulare del micelio

MyceliumIl micelio è quell'intricata rete di tessuto fibroso da cui crescono i funghi. Infatti, il fungo non è altro che il corpo fruttifero del micelio. Stamets descrive questi organismi come una "rete neurologica presente in natura", una sorta di "membrana senziente", che controlla ed influenza "la salute, a lungo termine, dell'ambiente che lo ospita". Come lui stesso descrive nel suo libro "Mycelium Running", la complessa rete di micelio agisce in modo miracoloso nel sottosuolo, collegando le radici di alberi distanti tra di loro su vaste aree geografiche (senza parlare del controllo specifico che effettuano sulla salute delle piante). Se un albero ha, ad esempio, una carenza di glucosio, il micelio lo percepisce e fornisce alla pianta i nutrienti mancanti. Questo meraviglioso meccanismo naturale si chiama "micorrize". Secondo Stamets, i funghi possono essere considerati il sistema immunitario di un ambiente.

Questa fitta rete di tessuto è una singola membrana cellulare filiforme che si diffonde sulla terra, assorbendo la vegetazione in decomposizione ed espandendosi nel sottosuolo delle foreste, fino a fondersi assieme per creare i suoi corpi fruttiferi, i funghi. Anche loro, come gli animali, devono assorbire le sostanze nutritive a loro disposizione nell'ambiente circostante. Stamets dice: "Hanno un'intelligenza cellulare. Mentre voi camminate nei boschi loro sono in piena attività, alla ricerca di sostanze degradate con cui nutrirsi. Percepiscono perfettamente la vostra presenza."

Micorremediazione - Risanare con l'aiuto dei funghi

La micorremediazione è un termine coniato da Stamets. Sostanzialmente significa bio-risanamento, o gestione dei residui, mediante l'utilizzo di funghi. Come accennato in precedenza, i funghi hanno la possibilità di decomporre una vasta gamma di rifiuti umani, producendo materiale sintetizzato. Ma come fanno? Beh, il ruolo dei funghi nell'ecosistema è quello di decomporre le cose. Questo processo viene realizzato dal micelio, il quale secerne enzimi extracellulari e acidi per sintetizzare le strutture più complesse. Tuttavia, ogni varietà di fungo è specializzata in qualche tipo di alimento. È per questo che possono essere la chiave del risanamento ecologico, quando si trova la giusta specie da abbinare alla materia da degradare. Le applicazioni sono quasi illimitate: esistono funghi in grado di scomporre le armi chimiche, come il vaiolo e il gas nervino.

Funghi che si alimentano di plastica

Uno dei principali problemi dell'umanità sono i prodotti di scarto che si producono ogni giorno nel mondo, soprattutto per quanto riguarda i materiali plastici. In una recente spedizione nella foresta pluviale ecuadoriana, alcuni ricercatori dell'Università di Yale hanno scoperto una nuova varietà di fungo che possiede un insaziabile appetito di plastica. Battezzato Pestalotiopsis microspore, questo fungo è il primo esemplare trovato al mondo con la capacità di sopravvivere alimentandosi esclusivamente di poliuretano (un tipo di plastica). Non solo, il processo con il quale si alimenta e scompone la plastica è anaerobico, ovvero non richiede ossigeno. Questo è un enorme vantaggio, perchè nelle profondità delle discariche costruite dall'uomo non vi è quasi presenza di ossigeno, quindi sarà in grado di andare a lavorare anche negli strati più profondi.

Tuttavia, esiste il rischio che la sostanza chimica dell'enzima fungino capace di sintetizzare la plastica venga isolato, sintetizzato, brevettato e commercializzato per uno scopo esclusivamente commerciale. Ci auguriamo che ciò non accada.

Funghi che si alimentano di petrolio

Un'altra applicazione estremamente importante dei funghi è quella di poter far degradare le fuoriscite di petrolio. Stamets era a conoscenza questa loro proprietà da ormai molti anni, ma era interessato a vedere come e dove agissero in questo senso. Anni fa, molto prima dei più attuali disastri ecologici causati dalle fuoriscite di petrolio, Stamets collaborò con una società denominata "Battelle Laboratories", con la finalità di poter comprendere meglio il modo con cui smaltire il petrolio. Venne condotto un esperimento in cui 4 cumuli di terra vennero imbevuti di petrolio. Un cumulo venne trattato con batteri, un altro con enzimi ed un altro ancora con micelio (l'ultimo cumulo non venne trattato con nessuna sostanza ed utilizzato come campione di controllo). Vennero coperti e lasciati riposare per 6 settimane. Dopo quest'arco di tempo vennero scoperti e si osservò che i tre cumuli erano "morto, scuro e puzzolente". Tuttavia, quello che era stato trattato con micelio aveva sviluppato una pletora di funghi ostrica. Trascorse altre due settimane vennero analizzati i risultati di contaminazione. Si ebbe modo di constatare che il cumulo contaminato trattato con l'inoculazione di micelio passò da 10.000 parti per milione a 200 parti per milione di inquinamento. Una differenza alquanto sconcertante.

Ciò che i risultati di Stamets dimostrano è che il micelio può essere sfruttato per trattare aree contaminate, anche dove nessun altro potrebbe arrivare e sopravvivere. Sono in grado di ridurre la tossicità a livelli gestibili dall'uomo. Si stanno preparando per essere le prossime forme di vita che prenderanno il sopravvento per aiutare l'uomo. Successivamente, Stamets decise di testare questa teoria con applicazioni ancora più pratiche. In un'occasione prese dei sacchi completamente saturi di micelio e li introdusse all'interno di un impianto industriale che produceva rifiuti tossici. Le acque reflue della fabbrica vennero ripulite appena entrarono in contatto con i sacchi. In una seconda occasione, durante la fuoriuscita del petrolio nella baia di San Francisco, nel 2007, Stamets donò 10.000 dollari di funghi ostrica per aiutare le manovre di risanamento. Vennero sfruttate le loro proprietà per degradare i tappeti di capelli utilizzati per assorbire il petrolio. I funghi furono capaci di trasformare i tappeti imbevuti di petrolio in un compost ricco di nutrienti, in appena 12 settimane!

Infinite applicazioni - La soluzione per la crisi ambientale?

I funghi mostrano un'incredibile versatilità. Ciò che abbiamo trattato in questo articolo è qualcosa che ci tocca molto da vicino. La possibilità di ripulire i rifiuti che produciamo ogni giorno è sicuramente una delle notizie più interessanti, ma Stamets mostra ulteriori applicazioni altrettanto impressionanti. Tra queste possiamo menzionare:

Aiutare a prevenire le carestie - I funghi commestibili possono crescere molto rapidamente anche in condizioni particolarmente difficili e con attrezzature molto semplici.

Come biocarburante - Alcuni funghi possono essere trasformati in biodiesel.

Come farmaco - I funghi sono in grado di produrre nuovi composti antibiotici e antivirali. Recenti ricerche hanno rilevato che alcune varietà possono anche essere utilizzate per stimolare la crescita di nuove cellule cerebrali e curare il disturbo post-traumatico da stress (DPTS).

Anche se molti governi ed agenzie internazionali hanno appreso con acceso interesse le potenziali applicazioni del micelio e dei funghi in generale, è molto probabile che dovremo aspettare ancora diversi anni prima di veder diventare realtà questo innovativo strumento. Come in molti altri casi di vita quotidiana, bisogna che la decisione venga presa da coloro che ascoltano la chiamata dell'innovazione. I funghi possono salvare il mondo, e tutti quanti dobbiamo rendercene conto ed impegnarci a mettere il nostro granello di sabbia per realizzare questo progetto.