Pensare in verde: Coltivare Cannabis in modo eco-sostenibile

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Pensare in verde: Coltivare Cannabis in modo eco-sostenibile

Senza i dovuti accorgimenti, la coltivazione della Cannabis potrebbe diventare una pratica piuttosto costosa, soprattutto quando si tratta di consumo d'acqua.

Con il crescente numero di Paesi a favore della legalizzazione della marijuana, il discorso sulla coltivazione responsabile delle piante di Cannabis diventa ogni giorno più importante. Senza un'adeguata organizzazione, la "corsa all'oro" per legalizzare la Cannabis potrebbe rivelarsi un totale fallimento, rendendo vano il duro lavoro svolto dagli attivisti pro-Cannabis di tutto il mondo.

Prendiamo come esempio la California, afflitta da qualche mese da un periodo di forte siccità. Gli enormi profitti che sta generando la regolarizzazione della Cannabis ha creato un vero e proprio boom colturale di questa pianta, che, però, sta avendo un impatto negativo sull'ambiente circostante (sottraendo le poche risorse idriche disponibili e contaminando le foreste adiacenti con pesticidi). Questo aspetto non solo sta rovinando la reputazione della marijuana, ma sta mettendo anche in cattiva luce la coltura di una pianta che, per natura, dovrebbe offrire solo benefici. Gli scettici stanno guardando con particolare attenzione l'evolversi di questa situazione, dato che la crescente coltivazione su grande scala non regolamentata sta fornendo loro ottime munizioni con cui contrattaccare i successi ottenuti dalla marijuana.

È NECESSARIO COLTIVARE CANNABIS NEL MODO PIÙ ECOLOGICO POSSIBILE

La chiave per poter avviare una coltivazione industriale di Cannabis in modo eco-sostenibile è, prima di tutto, l'appoggio di una regolamentazione ufficialmente riconosciuta e ben organizzata. Disponendo di una copertura istituzionale affidabile, i coltivatori hanno maggiori libertà per prendere decisioni più consapevoli e sensate, riuscendo ad ottenere grandi vantaggi dalle proprie scelte colturali (soprattutto quando c'è l'acqua di mezzo). Risulta, infatti, che tra tutti i punti da seguire per rispettare un procedimento sostenibile nel controllo di una coltura della Cannabis, sempre più estesa, il consumo dell'acqua risulta essere il punto nevralgico da cui partire (rendendo ancora più importante questo discorso).

Tali circostanze hanno attirato così tanto il nostro interesse che non abbiamo potuto evitare di domandarci: un coltivatore come potrebbe rendere più sostenibile la propria coltivazione? Ebbene, secondo Ed Rosenthal dell'American Cannabis Consulting, il miglior modo per ridurre gli sprechi d'acqua è irrigare con più frequenza ma in quantità minori. Fino ad oggi, la maggior parte dei coltivatori outdoor ha sempre preferito annaffiare abbondantemente un paio di volte alla settimana le proprie piante di Cannabis, rilasciando nel terreno grandi quantitativi d'acqua. Tuttavia, la marijuana ha la capacità di sfruttare solo una quantità limitata di acqua, lasciando defluire negli strati più profondi del terreno la parte non trattenuta dalle radici.

"Una volta che [l'acqua] scende al di sotto della zona occupata dalle radici viene definitivamente perduta", ha dichiarato Rosenthal. "E ciò genera un importante spreco d'acqua".

Un minore quantitativo d'acqua richiede una maggiore frequenza d'irrigazione, dato che l'acqua accumulata nelle immediate vicinanze delle radici risulterà inferiore, ma ciò permetterà, a lungo andare, di risparmiare diversi litri d'acqua. Inoltre, i coltivatori più esperti, capaci di trovare il punto d'irrigazione ideale (ovvero l'esatto quantitativo d'acqua sufficiente ad idratare la pianta e la parte di terreno prossima alle sue radici), riescono ad evitare le perdite d'acqua, senza però dover aumentare la frequenza d'irrigazione.

IL METODO DI RISPARMIO D'ACQUA PER ECCELLENZA: COLTIVARE CON TECNICHE COLTURALI -PONICHE

Chi coltiva per hobby e vuole ridurre il consumo d'acqua al minimo deve sapere che adottando sistemi colturali idro, acqua e aeroponici si possono risparmiare diversi litri d'acqua. Stiamo parlando di circa l'80-90% di risparmio idrico, un dato sorprendente che dimostra come si possa ulteriormente perfezionare la sostenibilità colturale della Cannabis.

Ciò appare ancora più rilevante se prendiamo in considerazione i sistemi colturali aeroponici, dove l'acqua, in soluzione con le sostanze nutritive, viene direttamente nebulizzata sulle radici delle piante. La nebulizzazione aeroponica è così fine da permettere all'apparato radicale della Cannabis di assorbire le sostanze nutritive dall'aria circostante, assicurando ossigenazione e facile assimilazione! Ciò si traduce in maggiore efficienza, maggiori dimensioni delle cime e minime quantità d'acqua usate. Quando si hanno le competenze giuste per usarla correttamente, può rivelarsi una tecnica colturale vincente.

Uno degli esempi più significativi su queste tecniche di coltivazione più sostenibili ci arriva dal Colorado, dove Stephen Raisner, un coltivatore professionista di Cannabis, ha implementato un sistema acquaponico adattato alla coltivazione di tutta la sua erba, commercializzata su grande scala. Ciò che rende realmente speciale l'attività di Raisner è la gestione dei consumi idrici, raggiungendo quasi il 100% di autosufficienza!

Il sistema utilizzato da Raisner comporta l'utilizzo di due serbatoi fissati ad un unico circuito. Un serbatoio ospita alcuni pesci, mentre l'altro viene usato esclusivamente per l'irrigazione della Cannabis. I batteri presenti nell'acqua del primo deposito convertono qualsiasi scarto prodotto dai pesci in sostanze nutritive. L'acqua così arricchita viene pompata al secondo serbatoio d'irrigazione, da cui scorre verso le piante, alimentandole. Queste, a loro volta, hanno la capacità di purificare l'acqua d'irrigazione, il che la rende adatta al serbatoio dei pesci, in cui viene nuovamente riversata. Come potete vedere, le perdite d'acqua sono minime, circa l'1% al giorno. Gli unici prodotti richiesti per questo sistema colturale sono micronutrienti e mangime per pesci.

Questa tecnica si sta rivelando un metodo ecologico estremamente efficace che permette di abbattere i costi e di produrre grandi quantità di cime di primissima qualità.

Con queste considerazioni abbiamo voluto mostrare come la coltivazione della Cannabis non debba essere necessariamente distruttiva, anche quando viene coltivata su larga scala. Grazie ai progressi colturali e alle tecniche sempre più sofisticate, questo coltivatore è riuscito ad ottenere erba in un modo molto più eco-sostenibile (trasformandosi in una delle ditte più grandi e sostenibili di questo settore). Si tratta solo di fare il primo passo e avere coraggio di usare metodi nuovi. In questo modo l'ambiente otterrà importanti benefici e il coltivatore eviterà un sacco di preoccupazioni.