Nozioni di Base per la Coltura della Cannabis: La Privazione della Luce

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Categorie : BlogColtivare Cannabis

Nozioni di Base per la Coltura della Cannabis: La Privazione della Luce


In questo articolo vi insegneremo tutto quello che c'è da sapere sulla privazione della luce, come funziona e come metterla in pratica, per poter così coltivare piante di Cannabis più produttive e di qualità superiore, proprio come i veri professionisti.

Il Potere della Privazione della Luce: Nozioni di Base per la Coltura della Cannabis

State coltivando la vostra Cannabis, ma non riuscite ad ottenere le cime e le rese desiderate? Se è così, è il momento di imparare a sfruttare il potere della cosiddetta "privazione della luce".

Questa particolare tecnica è adottata da molti coltivatori esperti di tutto il mondo, in quanto consente di controllare l'istante esatto per portare a fioritura le piante, ottenendo maggiori quantità d'erba di migliore qualità.

In questo articolo vi mostreremo tutti i dettagli sulla privazione della luce: come funziona e come metterla in pratica per ottenere abbondanti rese di Cannabis di prima qualità, proprio come i veri professionisti.

COS'È LA PRIVAZIONE DELLA LUCE?

In parole semplici, la privazione della luce è un processo usato per forzare le piante a fiorire fuori dal loro normale periodo di fioritura.

Dopo aver lasciato crescere le piante per un determinato periodo di tempo, i coltivatori di Cannabis le espongono a periodi più brevi di luce, al fine di stimolare la loro fioritura.

PERCHÉ LA PRIVAZIONE DELLA LUCE È COSÌ IMPORTANTE?

Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo prima comprendere il ruolo che gioca la luce nella coltivazione della Cannabis. Oltre ad essere una delle principali fonti di energia delle piante, la luce dev'essere tenuta sotto controllo per innescare una corretta fase di fioritura. Quando si coltiva all'aria aperta, le piante fioriscono solo una volta all'anno, verso fine estate inizio autunno. Ciò è dovuto alla riduzione delle giornate di sole e, quindi, delle ore di luce ricevute dalle stesse piante.

Shorter periodo di luce

Una pianta che viene passata a fioritura dopo pochi giorni dalla sua germinazione tende a produrre scarsi raccolti di marijuana qualitativamente inferiore. È per questo che i coltivatori preferiscono mantenere in crescita vegetativa le proprie piante o lasciarle crescere almeno un paio di settimane, prima di forzare la loro fioritura. In questo modo non solo si otterranno maggiori rese produttive, ma anche la qualità del prodotto finale sarà superiore.

COME CONTROLLARE IL CICLO DI FIORITURA DI UNA PIANTA

Secondo Nico Escondido, coltivatore esperto dell'High Times, una pianta di Cannabis richiede almeno 16 ore di luce al giorno per non avviare il suo processo di fioritura.

"Per mantenere una pianta in crescita vegetativa ed ottenere un esemplare sano e ben sviluppato, bisognerebbe permettere al piantino di crescere dalle quattro alle sei settimane prima di forzare la fioritura. Durante questo periodo, la pianta dovrebbe ricevere un minimo di 16 ore di luce, anche se è raccomandabile fornire dalle 18 alle 20 ore di luce", scrive Nico.

16 ore di luce

Una volta che la pianta è cresciuta sufficientemente da produrre un raccolto soddisfacente, allora si passa ad un ciclo di luce di 12 ore di luce e 12 di buio, forzando così la fioritura.

12/12 ciclo di luce

Nelle coltivazioni indoor, è necessario disporre di lampade per la coltivazione di buona qualità, in modo da garantire alle piante sufficiente energia per produrre fiori di alta qualità. Durante le ore di buio, bisognerà garantire alle piante la più totale oscurità. In questo modo si inganneranno le piante, che penseranno di essere arrivate a fine estate e, quindi, inizieranno il loro processo di fioritura.

Al fine di ottenere questo giusto equilibrio, è meglio posizionare le piante all'interno di un armadio o una Grow Room perfettamente isolati, garantendo la massima oscurità e usando un timer per impostare i diversi cicli di luce.

Se si prevede invece di coltivare all'aperto, la gestione di questo equilibrio diventa più complicato. Le piante dovranno crescere su un versante ben esposto e ricevere luce diretta del sole per almeno 12 ore al giorno. Inoltre, bisognerà trovare un sistema per garantire alle piante un ciclo di oscurità continuo, senza interruzioni.

"Questo può essere fatto posizionando teli o tende oscuranti sui lati e sulla parte superiore di una serra o installando coperture circolari sopra la piantagione", scrive Ed Rosenthal, una delle principali autorità nel mondo della marijuana.

Se riuscite a mantenere correttamente una privazione della luce in una coltivazione outdoor, allora avrete anche buone probabilità di ottenere elevate rese produttive di Cannabis di prima qualità, semplicemente sfruttando la potenza del sole, una fonte naturale e gratuita di energia per le piante.

Se ciò non fosse possibile, potete spostare le piante in un ambiente chiuso, dove potrete impostare con maggiore precisione i fotoperiodi.

I VANTAGGI DELLE PIANTE AUTOFIORENTI

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Grazie alle innovazioni in campo genetico, le varietà di Cannabis autofiorenti possono garantire rese elevate di Cannabis di ottima qualità, senza sforzi e senza dover pensare ai cicli di luce e buio.

A differenza delle varietà di Cannabis tradizionali, le piante autofiorenti fioriscono con l'età invece che con la variazione dei cicli di luce. La maggior parte delle varietà autofiorenti sono pronte dopo appena 10 settimane.

Per consultare la nostra Top 10 delle migliori varietà di Cannabis autofiorenti, cliccate qui. Per maggiori informazioni sulla Cannabis e sui trucchi colturali più avanzati, tenete d'occhio il nostro blog.

Caramel Auto Zamnesia

 

         
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