LE ORIGINI DELLA 420: I BEBES & I WALDOS

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LE ORIGINI DELLA 420: I BEBES & I WALDOS

Io dico 420. Voi dite Cannabis, marijuana, erba da fumare, fusione, hippy, giornata nazionale della Cannabis... ditemi quando fermarmi.

Due fumatori di Cannabis, di fronte ad una potente erba, potrebbero dire: "Questa è una grande 420". Vuoi chiedere a qualcuno se voglia fare una boccata? Loro capiranno: "Ci vediamo per la pausa pranzo, alle 420". Se vuoi uscire a fare un giro e comprare un po' d'erba da un amico: "Mi puoi vendere un po' di 420?" è tutto ciò che dovrai chiedergli. Potenzialmente ogni fumatore di Cannabis conosce il significato di "420".

Questa serie di numeri cominciò a diffondersi, dapprima, nella cultura sotterranea della Cannabis e, oggi, viene riconosciuta, praticamente, da tutti quanti, in ogni continente sulla Terra, da persone che parlano inglese, tedesco, russo, cinese, da chi guarda e fa la televisione o il teatro, dai politici, nei college e dagli studenti universitari che di giorno lavorano e dai loro padroni, dagli amministratori delegati... da chiunque.

I fumatori di Cannabis in giro per il mondo guardano l'ora, a qualunque fuso orario si trovino, in attesa che si illuminino le 4:20. Il 20 aprile di ogni anno milioni di persone festeggiano la Giornata Internazionale della Marijuana. Alle 4:20pm del 20 aprile, decine di centianaia di migliaia di persone si riuniscono per mettere un freno alla vita, sedersi, rilassarsi, e fumare uno spinello o fare una boccata di bonga. Viene fatto al Golden Gate Park di San Francisco, al Parliament Hill in Ontario, Canada, alla Vancouver Art Gallery e al Boulder campus dell'Università del Colorado...

Ma, in realtà, nessuno sembra conoscere davvero le origini della cultura 420.

Un sacco di gente esprime la propria opinione in merito, con molta facilità. Ricordo un tipo a cui piaceva fissare la gente, con il suo sorriso sicuro stampato in faccia, e che assicurava loro dicendo: "420 è il codice radio della polizia californiana per comunicare la presenza di persone che stanno fumando marijuana, amico". Un mio buon amico che, in realtà, fu un grande chitarrista e cantante reggae, mi disse, ad un certo punto: "Bob Marley morì il 20 aprile. Questo giorno è dedicato a lui, e all'influenza che ancora ha". Bob Marley fu un grande, ma:

sbagliato, e sbagliato ancora.

E siamo qui proprio per chiarire anche la più piccola confusione sull'argomento.

420: I MITI

• 420 è il codice della polizia californiana per indicare fumatori di marijuana in corso.

Okay, allora: "fumatori di marijuana in corso" non è in alcun modo un termine poliziesco o legale. Le persone vengono punite per il possesso di Cannabis (o per la vendita di Cannabis, nel caso sia questa l'azione in corso), ma non perché "fumano". Il Codice Penale della California nr. 420 riguarda il reato per impedimento dell'uso da parte di qualcuno del suolo pubblico. La Cannabis non c'entra nulla.

• Bob Marley (o qualche altra celebrità) morì il 20 aprile, e il 420 è dedicato a lui (o lei) e al fatto che lui (o lei) fosse un consumatore di Cannabis.

Fan di Bob Marley, vi devo proprio dire che io sono un po' deluso. Bob Marley morì dopo 4 anni di battaglia contro un cancro della pelle, un tipo di melanoma maligno, sviluppatosi sotto l'unghia di un piede e, in fase terminale, diffusosi anche a polmoni e cervello. Passò a miglior vita in quella che oggi è l'Università dell'Ospedale di Miami, l'11 maggio 1981, all'età di 36 anni. Riposi in pace.

• La Cannabis contiene 420 sostanze chimiche attive.

No: il conto delle sostanze chimiche presenti nella Cannabis non è assolutamente corretto. Ciascuna varietà di Cannabis ha oltre 400 sostanze attive presenti in essa, probabilmente anche più di 500, e questo numero può variare a seconda della determinata varietà e del tipo di pianta. In ogni caso qui si sta parlando di un calcolo delle sostante chimiche in generale, non di sostanze chimiche attive. Per farsi un'idea più nello specifico: il caffè ha una quantità totale di sostanze chimiche superiore alle 800. Le componenti psicoattive della Cannabis sono chiamate cannabinoidi e, finora, gli scienziati ne hanno individuate poco più di 70. Ciascuna di esse provoca effetti leggermente diversi e si presenta in quantità variabile da varietà a varietà.

• U.S. Congress: Disegno di Legge 420, legalizzazione della Cannabis

Ammetto che questo punto possa confondere. Il Disegno di Legge 420, proposto dal Senato della California, è legittimamente passato diventando legge, e riguardava, precisamente, la legalizzazione della marijuana in questo Stato, per uso medico. Ma si trattava del 2003, e a quel tempo il numero 420 faceva già parte della cultura dei fumatori di Cannabis e non esistono disegni di legge analoghi alla Camera del Senato degli Stati Uniti: il Disegno di Legge 420 del Senato si riferisce alla variazione delle date di scadenza della dichiarazione dei redditi.

• 4:20 è l'ora del thé per i consumatori di Cannabis olandesi

Questa mi fa proprio ridere! Nei Paesi Bassi esiste veramente una parte della giornata dedicata all'ora del thé, ma no, non è alle 4:20. Si beve thé o caffè prima di pranzo, intorno alle 10-11 del mattino, e prima di cena, tra le 7 e le 8 pomeridiane.

• La prima volta, in assoluto, che qualcuno sperimentò un "viaggio" in acido era il 20 aprile.

Oh, voi hippy. Avete ragione a metà. Albert Hoffman, l'uomo che per primo sintetizzò l'LSD, accidentalmente ne fece cadere alcune gocce sulle sue dita e ne rimase intossicato. Era il 16 aprile 1943 (un paio di decenni prima che la contro-cultura dell'erba esplodesse). Tre giorni dopo, uno appena prima del fatidico 4/20 (20 aprile) e, effettivamente, alle 4:20pm, lui ebbe il primo trip acido "volontario": assumendone una grande dose, si precipitò a casa cavalcando la sua bicicletta e cominciò ad andare ben fuori lungo il percorso. Ma comunque... stiamo parlando di LSD: cosa c'entra con l'origine di una delle icone della cultura della Cannabis? Niente.

• La sparatoria alla Columbine High School ebbe luogo il 20 aprile.

Sì... è vero... ma era il 1999. Decenni dopo la comparsa del termine 420. E poi perché la gente dovrebbe collegare una terribile sparatoria in una scuola superiore con l'uso della Cannabis? Io ho anche sentito alcune persone sostenere che le origini della 420 derivino dalla data di nascita di Hitler. Nacque il 20 aprile, sì, ma era giusto solo l'anno 1889. Tiriamo pure ad indovinare, come in questo caso, ma per me non ha alcun senso.

• Se moltiplicate fra loro i numeri del titolo della canzone di Bob Dylan Rainy Day Women #12 & 35, otterrete 420, e il testo dice: "everybody must get stoned".

Salve, qui è la Terra, sarebbe bello che poteste rientrare dallo spazio. Perché la gente dovrebbe moltiplicare questi numeri prima di parlare di questa canzone? Non saranno forse troppo fusi per la matematica?

• Il 20 aprile è la Giornata Internazionale della Marijuana.

Sì, perché la data è stata scelta in riferimento alla 420, non il contrario. Andiamo oltre.

• Quando i Grateful Dead si spostano per un tour e sostano in albergo, scelgono sempre la camera 420.

I Dead stessi hanno ripetuto alla gente che questo non è vero. Voglio dire, andiamo su, ognuno vorrà il suo spazio e non staranno davvero tutti insieme nella stessa stanza, la 420. Ci sono persone che sostengono, se è solo per questo, che il loro ufficio a San Francisco si trovava al 420 di Ashbury Street. Completamente falso: era al numero 710. Il mito che Jerry Garcia sia morto esattamente alle 4:20, poi, è una fregnaccia: la leggenda passò a miglior vita nella sua camera e il suo cadavere fu scoperto alle 4:23pm, ore dopo il decesso. Ma il nesso con i Grateful Dead ha un senso, per un motivo.
Continuate a leggere e capirete immediatamente a cosa mi riferisco.

E ora, in ultimo ma non da meno:

• Un gruppo di ragazzini del San Rafael High School, negli anni '70, si incontrava ogni giorno, alle 4:20pm, nei pressi di una statua per fare due chiacchiere e fumare.

Dopo tanto tempo, ecco la versione sulle origini del termine 420 che ancor oggi viene maggiormente accreditata come quella corretta. Diversi siti web, riviste e trasmissioni televisive hanno identificato questo gruppo di adolescenti del San Rafael come il fondatore di questo numero infame.

E la faccenda è andata più o meno così.

420: IL SIGNIFICATO E LE ORIGINI - LA STORIA DEI WALDOS

E`l'anno 1997. Steve Heger, editore capo dell'High Times Magazine, non è nuovo alla questione 420. Infatti, appena 10 anni prima, fondò la prima Cannabis Cup, che si tenne niente meno che il 20 aprile.

Ma all'epoca era ancora all'oscuro circa il significato del termine 420 e sulle sue reali origini.

Era solo una di quelle cose sentite dire. Uno di quei detti che si tramandano con il passaparola, di quelle cose che nessuno si è mai seduto lì per inventarle. Solo un termine, come "frocio", che qualcuno ha cominciato ad usare e non si sa come si è diffuso a macchia d'olio. E nessuno, in realtà, ha mai saputo da dove sia partito e perché.

O almeno così pensava Hager, finché non venne contattato da una strana coppia di ragazzi da San Rafael, California, che si presentarono con il soprannome di "Waldos".

I Waldos dissero che avevano la risposta a tutto ciò. Infatti, gli raccontarono di far parte di coloro che per la prima volta utilizzarono il termine 420. E gli dissero di averne le prove.

Così Hager acquistò un biglietto aereo, volò verso la costa, senza guardarsi indietro, determinato a trovare una spiegazione reale a ciò che i Waldos erano. Battè le strade di San Rafael, intervistando gli amici dei Waldos, parlando con la gente del posto, perlustrando ogni angolo della città e raccogliendo anche la più piccola informazione su cui potesse mettere le mani.

Ricostruì da solo l'intera storia e, finalmente, poté annunciare al Mondo che la vera origine della cultura 420 era stata scoperta.

Qui di seguito la storia di Hager.

Ritorniamo al 1971.

Cinque ragazzini si stanno arrampicando sul muro che circonda l'esterno del Campus del San Rafael High School. Si accendono una canna dietro l'altra per far passare il tempo, ridendo di nulla e parlando ininterrottamente per delle ore.

Uno dei Waldos si rivolge ad un altro: "Dave, Dave. Ho sentito che c'era una Guardia Costiera di San Rafael che coltivava erba vicino alla sua stazione, che poi hanno spostato, e ha lasciato lì il suo intero campo. Era la Coast Guard Station Point Reyes. Andiamo a dare un'occhiata?".

Waldo Steve e Waldo Dave studiarono un piano, fumandosi un ultimo spinello: il giorno dopo, al termine delle lezioni, tutti i Waldos si sarebbero incontrati vicino alla statua di Louis Pasteur, nel campus, alle 4:20pm esatte. Avrebbero fatto il punto della situazione e poi, a bordo della Chevrolet 66 Impala di Waldo Steve sarebbero andati verso Point Reyes, fumando marijuana in auto durante il tragitto. Una volta a Point Reyes, avrebbero cominciato la ricerca del campo di Cannabis abbandonato dalla guardia costiera, prendendosi tutte le pause necessarie per fumare. E, via, ce l'avrebbero fatta in un giorno.

E il giorno dopo arrivò. Waldo Steve era ansioso di cominciare l'avventura e non poteva fare a meno di parlarne in continuazione. Passando nel corridoio con Waldo Dave sorrideva dicendo, ogni volta che si incrociavano, "420 al Louis". Gli piaceva da matti l'idea che nessun altro, ad eccezione dei Waldos, avesse la più pallida idea di cosa stesse parlando: diventò la loro parola d'ordine interna.

E arrivarono le 4:20. I Waldos si incontrarono, fumarono, guidarono, fumarono in auto, fumarono a Point Reyes, illuminarono la loro ricerca con gli spinelli, non trovarono nulla, e fumarono marijuana in auto sulla via del ritorno. Nessuna traccia del campo.

Il giorno dopo ancora, e si trattava dell'ultimo periodo di scuola, Waldo Steve passò il tempo a sussurrare a ciascun membro dei Waldos "420 al Louis". Le 4:20 arrivarono e loro si ritrovarono, di nuovo, di fronte alla statua di Louis Pasteur. Fumarono, di nuovo, e cercarono, di nuovo, e, di nuovo, non trovarono alcuna traccia del campo coltivato da questa Guardia Costiera. Ma, in realtà, non è che gliene importasse più di tanto.

Waldo Steve finì col dire solo più "420" e tutti si riunivano e fumavano. Alcune volte guidarono ancora fino a Point Reyes, altre volte guidarono semplicemente andando in giro per le strade di San Rafael, fumando durante la corsa. Finirono per dire "ci vediamo alle 420" anche di fronte a parenti e insegnanti, oppure erano talmente fusi da dire qualcosa del tipo "Amico, sono così quattro e venti".

Ma i Waldos non si fermarono qui.

Il papà di Waldo Mark fu un "hippy degli anni '60" che lavorò sugli immobili dei Grateful Dead. Il fratello di Waldo Dave, Patrick, gestì anche il gruppo parallelo dei Grateful Dead, i Touloos Ta’ Truck, fondato da Phil Lesh, bassista dei Dead, con David Crosby e Terry Haggerty. I Waldos rimasero buoni amici di Lesh. Il giorno in cui i Dead si trasferirono sulle colline di Marin County, letteralmente a un isolato di distanza dal San Rafael High School, i Waldos incominciarono a passare la maggior tempo del tempo fuori, fumando con loro. Il detto dei Waldos "passa alle 420" o "guarda queste umide 420" venne fatto proprio anche dai Dead. Allo stesso tempo avevano libero e completo accesso alle feste dei Dead e alle loro prove, grazie al padre di Waldo Mark. Una volta salirono sul palco dei Dead, di fronte a tutti i fan urlanti, per passarsi una canna, fra loro e i fan, e in quel momento dissero: "Hey, 420!".

Fu così che il numero trovò il suo posto nella contro-cultura underground dei Grateful Dead, diffondendosi e facendosi strada concerto dopo concerto, Stato dopo Stato, durante i tour dei Dead degli anni '70 e '80.

Hager fu il primo a raccogliere l'eredità del significato di questo termine. Secondo lui, proprio nel momento in cui la cultura 420 era alle stelle. Cominciò a riportarlo all'interno della cerchia dei suoi amici e, a volte, anche negli articoli dell'High Times Magazine.Fino al giorno in cui creò la World Hemp Expo Extravaganza (Esposizione Mondiale della Canapa Extravaganza) e lo fece il 20 aprile. E dopo questo, fondò la High Times Cannabis Cups, e lo rifece il 20 aprile. Intervistato dall'Huffington Post, Hager dichiarò: "La pubblicità che l'High Times ha dato a questo argomento è ciò che gli ha reso una fama internazionale. Fino a quel momento, si trattava di un qualcosa che rimaneva relativamente confinato nella sub-cultura dei Grateful Dead. Ma noi l'abbiamo trasformato in un fenomeno internazionale". Il fenomeno 420 era diventato globale.

Negli anni '90, i Waldos avevano tra i 30 e i 40 anni, stavano lavorando alle loro carriere e, occasionalmente, parlavano ancora del 420. Giunti a quel punto, avevano incontrato il 420 già ovunque. Waldo Steve aveva incontrato fumatori in Ohio, Florida e Canada alle 4:20. Waldo Dave aveva visto il numero 420 inciso sulle panchine dei parchi, dipinto sui cartelli stradali, e rielaborato graficamente sui graffiti di strada.

Nel 1997, infine, i due giunsero all'High Times Magazine, per parlare con Hager. Hager finì per mettersi in volo verso San Rafael, raccolse tutte le informazioni che gli servivano, e decise di credere alla versione dei fondatori del 420.

L'High Times divulgò la vicenda presso il grande pubblico, e così il mistero fu risolto. E questa è la fine della storia.

Almeno fino al 2003. Quando venne la volta dei Bebes.

420: IL SIGNIFICATO E LE ORIGINI - LA CONTROSTORIA DEI BEBES

Rob Griffin, editore e autore del 420 Magazine, ebbe modo di sentire la storia dei Waldos ancor prima di altri. Ma, secondo lui, gli eventi non si concatenavano fra loro nella maniera corretta.

Perché decisero casualmente di incontrarsi alle 4:20, quando le lezioni finivano alle 3 e dovevano, quindi, ritornare alla statua dopo un'ora e mezza? Questo pensò. E, inoltre, il viaggio in auto verso Point Reyes dura più di un'ora: il sole non sarebbe già dovuto tramontare al loro arrivo? Molte parti del loro racconto rappresentavano per lui un non-sense.

Tutto cambiò quando, il 14 ottobre 2012, Griffin trovò nella sua casella una email da parte di un ragazzo di nome Brad Bann, che si faceva chiamare "Il Bebe". Dunque, Il Bebe dichiarava di essere lui, in realtà, il padre del fenomeno 420: non i Waldos, non Waldo Steve. E gli inoltrava, in aggiunta, una copia di una mail che "Bone Boy" inviò nel 2003 all'High Times (senza ricevere risposta) in cui parlava del Bebe e della sua eredità. La mail aveva per oggetto: "Il Bebe è il Thomas Edison del 420" (potete trovare il post di Griffin e le email di Bone Boy e del Bebe al link sottostante).

Prendetevi del tempo per una nuova storia: stiamo per tornare indietro al semestre d'Autunno del 1970.

I Bebes erano un gruppo di amici ed atleti che amavano incontrarsi, fare sport, e fumare erba tutti insieme. Vivevano tutti a San Rafael, nel quartiere chiamato Peacock Gap, che era, fondamentalmente, "un campo da golf, circondato da case". E frequentarono tutti la SRHS. Il Bebe si era guadagnato una nomea un po' infame, alla scuola superiore, per le folli buffonate che i Bebes erano soliti fare durante le lezioni, come affibbiare soprannomi casuali ai compagni di classe e alla popolazione di San Rafael o fare scherzi malevoli, come le loro registrazioni strambe, conosciute da tutti gli studenti.

Il Bebe diede nomignoli a diverse persone frequentanti il SRHS. In origine, usava il termine "gomer" per riferirsi ad un ragazzo strano, socialmente imbarazzante e fuori luogo, come il Gomer Pyle di Full Metal Jacket (Soldato Palla di Lardo, NdT). "Come butta, Gome ("Sup Gome")?", diceva. E, eventualmente, variava l'esclamazione con "Come butta, Waldo ("Sup Waldo")?". Ed è così che Il Bebe finì per nominare i Waldos, e non fu perché si incontravano da qualche parte ad arrampicarsi insieme su qualche parete. Fu solo una parola sciocca come un'altra.

Il Bebe diede, inoltre, il soprannome a tutti gli altri membri Bebes, uno per uno. Wild Du, Puff, Thorgy, Hello Andy, Bone Boy, The Worm, i Blue Boys (Blue and The Mead) e Turkey. Così nacquero i Bebes.

Un sabato, all'inizio del semestre, Il Bebe si incontrò con Wild Du e Puff al loro solito posto, stravaccati a terra passandosi una bonga con un altro paio di Bebes. Il Bebe diede un'occhiata all'orologio e sbottò: "Sono le 4:20, l'ora di caricare una bonga". Così caricarono il braciere ed attaccarono a fumare.

Per rallegrare piacevolmente l'atmosfera, Il Bebe prese il microfono e il gruppo attaccò con una delle loro canzoni scherzose. Il Bebe distorceva le proprie battute, dando l'impressione, ad un certo punto, di imitare Lincoln dicendo “4 score and 20 years ago” (cit. "4 score and 7 seven years ago" - 87 anni fa - incipit del Discorso di Gettysbourg di Abramo Lincoln. NdT). I Bebes si innamorarono di questa frase e fecero proprio il termine, immediatamente, e in breve tempo il verbo si diffuse per l'intera scuola.

Non si tratta di un'origine significativa, disse Bone Boy. Se Il Bebe avesse semplicemente detto: "Sono le quattro e venti", o avesse guardato l'orologio 10 minuti dopo, 420 probabilmente non sarebbe mai entrato a far parte delle loro esistenze. Ma, grazie a questa casualità totale, si tratta di un termine appropriato ad un gruppo di fumatori storditi.

E fu la prima volta che prese piede l'affermazione "4-twone". I ragazzini a scuola erano soliti domandare ai Bebes "hey, avete qualche 4-twone?" o qualcuno poteva dire "Si tratta di qualche bomba 4-twone". I Bebes amavano usare questa espressione come una parola in codice segreta, per poter passare inosservati, anche, dai radar delle autorità. Il Bebe era capitato da Hello Andy, un pomeriggio, e chiacchierando con sua madre, di punto in bianco, dichiara: "Sono le 4:20!". La madre di Hello Andy replicò frenticamente: "Mio dio, non può essere già così tardi. Io devo correre a prendere tua sorella!".

Il Bebe ricorda anche i Waldos. Li definisce un gruppo di ragazzi strani: uno più giovane, due o tre del secondo anno, e gli altri erano matricole, che se ne stavano fuori a fumare a tonnellate, disse. E lui e Bone Boy insistono sul fatto che i Waldos si sono impadroniti per intero del loro diritto di aver creato il fenomeno 420, e che la falsa verità si è diffusa troppo rapidamente. Bone Boy termina dichiarando: "La verità è semplicemente una, reale. Brad Bann, aka Il Bebe, è il Thomas Edison del 420".

Griffin era stordito. Rilesse più volte le email, ci rifletté a lungo, e decise di andare a fondo della questione. Chiamò Il Bebe, e finì per entrare in contatto con quasi tutti gli esponenti dei Bebes. Li intervistò, mise insieme i pezzi del puzzle, e li mostrò al mondo il 14 ottobre 2012.

420: CONOSCIAMO I BEBES E I WALDOS

Conosciamo i Bebes:

• Wild Du

Wild Du, aka Dave Dixon, fu uno dei primi Bebes, secondo Il Bebe, ed era presente nel momento in cui Il Bebe controllò l'orologio e invento il 420. Incontrò per la prima volta Il Bebe quando erano delle matricole: la coppia si trovò per andare a fare un giro nella vicina fabbrica di mattoni del quartiere. Du ricorda i buchi che fecero nella malta per i mattoni, come infastidirono i lavoratori e le pietre e i mattoni che lanciarono ovunque, lì intorno: tutto quel caos richiamò l'attenzione di un impiegato che chiamò il 911 e che li fece arrestare. Il duo registrò diverse bobine delle loro scellerate scenette e delle loro canzoni ridicole, a casa di Du e, all'inizio degli anni '70, formarono la "420 Band". Al di fuori del San Rafael High School, Wild Du vendeva set di coltelli a diversi clienti e faceva affari lungo la costa della California.

Tutt'oggi, che ha 58 anni e rimane fedele a San Rafael, incontra ancora alcuni membri dei Bebes, di tanto in tanto, per una fiammata e una chiacchierata sui bei vecchi tempi. Du sostiene che i Waldos abbiano ammesso proprio di fronte lui la loro reale versione del fenomeno 420, ma che non vogliano uscire allo scoperto rivelando in pubblico la verità.

• Puff

Dan Dixon, aka Puff, fratello di Du, era anche presente quando avvennero i fatti. Il Bebe lo ha ricordato come un personaggio popolare all'interno del SRHS, tanto fra i Bebes che fra i Waldos. Qualche tempo dopo che Il Bebe e Puff si erano diplomati, Puff intraprese una lunga carriera come allenatore di pallacanestro, finché non decise di dedicarsi al lavoro di infermiere e di rappresentante di tecnologie farmaceutiche.

Ama ancora la Cannabis e la fuma spesso, a 57 anni. Puff vive in Oklahoma prendendosi cura di sua suocera, e si esercita ancora nel suo swing golf. I Waldos, secondo lui, "tentarono spesso di reclutarmi, per rendere la loro storia più credibile".

• Thorgy

Thorgy, aka Tom Thorgensen, era qualche anno più giovane della maggior parte dei Bebes. Fumò la sua prima canna non molto tempo dopo il suo dodicesimo compleanno e iniziò a farne un'attività quotidiana piuttosto in fretta. Ad un certo punto, sua madre gli disse che se aveva bisogno di qualche aiuto per coltivare la Cannabis, lei era a sua disposizione. Finì col vendere erba ai Bebes, passando la maggior parte del tempo con loro. Terminati gli studi al SRHS, tra gli anni '70 e gli '80, Thorgy divenne un grande imprenditore di se stesso, al top fra i rivenditori di San Rafael.

Oggi, non vende più. Lavora come falegname e vive, ancora, comodamente a San Rafael. Ha 55 anni, e gli piace restaurare vecchie automobili dopo una fumata, o due, nel suo tempo libero.

• Hello Andy

Dave Anderson, aka Hello Andy, passava la maggior parte del suo tempo tra la casa di Du e quella di Puff quando tutti si incontrarono al SRHS. Aveva cominciato a frequentare le loro abitazioni e ad uscire con loro e con Il Bebe, fumando tutto il tempo. Hello Andy ricorda Il Bebe ridere nel microfono, pronunciando strane parole in gergo poliziesco: "Adam uno dodici. Abbiamo un 420 sulla IV strada. Mandate due unità. Anche di più", o fare cose come prendere una pietra, individuando un possibile bersaglio nei dintorni, e dire: "Angolo stimato 420", prima di lanciarla.

Più tardi, Hello Andy intraprese la carriera di ingegnere, che porta avanti tutt'ora. Ha 57 anni e vive a Sacramento, fuma ogni volta che ne abbia voglia, e quando sente la necessità di celebrare qualcosa (come le riunioni delle 420 dei Bebes).

• Bone Boy

Ogni volta che i Bebes andavano in giro dopo le ore di scuola, si muovevano sulla Plymouth Barracuda 1966 blu scintillante di Bone Boy. Bone Boy faceva girare il suo stereo con i Doors, Hendrix, Led Zeppelin, The Allman Brother... i classici rock di tutti i tempi, e portava in giro per San Rafael i ragazzi, disegnando varie macchie di fumo... Ricorda che stava guidando verso il Baskin Robbin (catena di gelaterie americana, NdT), dopo una di queste sessioni in auto, e Il Bebe emetteva quei suoi squittii veramente forti, acuti che aveva chiamato "sonics", e nessuno all'interno del negozio aveva la più pallida idea di cosa potesse essere (o non poteva immaginare che potessero provenire proprio dal Bebe). Gli insegnanti e il personale del SRHS potrebbero sostenere intere discussioni sul come riuscire a tenere a bada i Bebes e i loro innumerevoli imbrogli da scuola superiore, come li chiamava Bone Boy. Un giorno, mentre Bone Boy stava andando incontro al Bebe per una fumata e quattro chiacchiere, Il Bebe si presentò alla guida di un cart da golf. Di fronte all'espressione di Bone Boy, lo rassicurò: "Tranquillo, non ci fa caso nessuno".

Bone Boy ebbe una lunga carriera di successo nella musica e vive tutt'ora a Huntington Beach, California. Ha 57 anni.

• The Worm

Era in contatto con i Bebes e cazzeggiava in giro con loro durante gli allenamenti di football. Il Worm aveva una protesi ad un braccio. Il Bebe lo ricorda come una vera persona che stava al gioco e diceva: "Io amo questo ragazzo".

• Blue

Una metà dei Blue Boys. Il Bebe cominciò a chiamare i due membri più giovani dei Bebes "blue boy" e, alla fine, questo diventò il loro nome.

• The Mead

L'altra metà della coppia. Una volta Hello Andy vide i due Blue Boy andare insieme, sussurrando, ad un allenamento di football. Si avvicinarono rapidamente all'allenatore, con sguardo abbastanza innocente, e gli chiesero l'ora. Quando questi replicò "le 4:20" loro scoppiarono a ridere e corsero via, lasciando l'allenatore sbigottito senza alcuna idea su cosa fosse appena successo.

• Turkey

Potreste riconoscere Turkey in mezzo a una folla di persone per il suo accento nasale, tipico della gente del Sud, così dice Il Bebe. Questo ragazzo sarebbe uscito con i Bebes per parecchio tempo, urlando "mah ass is grass", per poi mettersi a correre in ogni direzione per casa sua. Lui aveva anche "una mini moto che andava a 42.0 mph (circa 68km all'ora, NdT), uno dei nostri primi mezzi di trasporto", raccontò Il Bebe.

• Il Bebe

Il ragazzo che diede inizio a tutto, Brad Bann. L'articolo che comparve sul 420 Magazine di Griffin il 14 ottobre 2012, fu pubblicato proprio il giorno del 58imo compleanno di Bann. Il Bebe ha una casa a San Rafael, e canta ancora al suo microfono, e registra le sue canzoni assurde. E quando non canta vive tra Las Vegas e l'Inghilterra. E`a capo di una cover band tributo a Frank Sinatra, in cui suona la chitarra e canta, il tutto mentre fuma ancora, ma in rare occasioni speciali. E, tra l'altro, suona alla grande (date un'occhiata al suo sito web e alle sue canzoni seguendo il link sottostante).

E i Waldos:

• Waldo Steve

Waldo Steve, o Steve Capper, è oggi il proprietario di un istituto di credito specializzato, e mantiene tutt'ora i contatti con gli altri Waldos. Ad un certo punto della sua carriera perse beni con Bernie Madoff, una delle menti del più grande schema Ponzi registrato in America e che faceva capo ad una delle sue società. A differenza di molti suoi amici e di alcuni dei Waldos, comunque, Waldo Steve non fuma più né ha molto a che fare con la Cannabis, a sua detta: "Ho avuto modo di gestire un businness. Ho avuto modo di rimanere in vita... è molto divertente, ma pare che ci sia qualcuno che lo sa fare molto meglio, c'è una sorta di costo karmico da pagare per farlo".

• Waldo Dave

Waldo Dave, o Dave Reddix, ha un buon lavoro presso la società di prestito di Waldo Steve, dove fa l'analista di credito. Ha contatti regolari con gli altri Waldos ma in realtà non fuma più, affermando: "Non ho mai approvato l'uso della marijuana. Ma hey, lei ha lavorato per me... sono sicuro che sulla mia lapide ci sarà scritto "Uno dei ragazzi del 420".

• Waldo Mark e gli altri due Waldos

Waldo Steve dichiara che Waldo Mark e gli altri due Waldos stanno facendo una bella vita, di successo, fumando ancora spinelli o dando qualche colpo alla bonga, di tanto in tanto. Ciascuno dei cinque esponenti mantiene i contatti con gli altri, ancora oggi. Uno di loro, sostiene Waldo Steve, se la cava bene lavorando nel campo della stampa e progettazione grafica. Un altro di loro è a capo della divisione marketing di una cantina in Napa Valley. E l'ultimo lavora a capo della sezione grondaie di una compagnia che realizza tetti, conducendo una vita agiata e dando un colpo alla bonga o fumando una canna quando il tempo glielo permette.

PAROLE FINALI

420 farà parte per sempre della cultura della Cannabis e, col passare del tempo, sempre più persone impareranno il suo significato. Film come Pulp Fiction, di Quentin Tarantino, hanno fatto spesso riferimento a questo fenomeno: non mi stupirei se, passando in metropolitana la prossima volta, dovessi trovare un annuncio commerciale che fa riferimento al 420, o se durante il mio prossimo lungo viaggio, guidando e cambiando stazione radio, dovessi trovare un talk show in cui gli ospiti stiano dibattendo sulla questione della legalizzazione della Cannabis e sulla cultura 420.

I Waldos divennero delle piccole celebrità all'interno della cultura dei fumatori di Cannabis e fra coloro che conoscono la loro storia e, sebbene Waldo Dave scherzi sul fatto che "non hanno mai ricavato un centesimo da questa vicenda", l'High Times ha finito per farlo anche volare verso l'Olanda per partecipare alla Cannabis Cup, gratuitamente.

Wild Du si ricorda di quel sabato in cui si ritrovò a fumare nella sua camera con Il Bebe, all'incirca all'inizio del semestre d'Autunno del 1970. Ricorda le parole esatte del Bebe, cosa fece Puff, e sostiene che il tutto avvenne il 3 o il 7 ottobre del 1970. Bone Boy condanna tutt'ora l'ignoranza che ristagna intorno alle storie dei Waldos e dei Bebes, e i commenti pubblici comparsi sul 420 Magazine di Griffin confermerebbero le ragioni per cui Il Bebe si ritiene ancora truffato del vero diritto di aver dato vita al fenomeno 420.

Quando l'Huffington Post scorse Wavy Gravy ad un concerto dei Grateful Dead, negli anni '90, e gli chiese che cosa significasse il termine 420 e come prese piede, lui lo guardò e disse che cominciò "da qualche parte, nelle brume nebbiose del tempo. Che ore sono adesso? Io ti dico: adesso è l'eternità".

Ma quando Griffin lesse le email di Bone Boy e del Bebe, chiuse la finestra e sorrise, postando: "Adesso tutto ha un senso".

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L'articolo originale di Rob Griffin su 420magazine.com include le email originali di Bebe e Bone Boy inviate nel 2003 all'High Times:
http://www.420magazine.com/forums/420-magazine-articles/176850-true-origin-420-setting-record-straight.html

Gli articoli di cronaca di Ryan Grim sull'Huffington Post del 2009 e la ricostruzione della vicenda dei Waldos sull'High Times:
http://www.huffingtonpost.com/2009/04/20/what-420-means-the-true-s_n_188320.html

Il sito web del Bebe, aka Brad Bann, dove potete ascoltare la sua versione della canzone di Sinatra "I Believe in You": http://bradbann.com/