Le Isole Cayman Approvano l'Olio di Cannabis

Pubblicato :
Categorie : BlogLeggi sulle droghe

Le Isole Cayman Approvano l'Olio di Cannabis


Le Isole Cayman hanno appena legalizzato l'uso di Cannabis a fini terapeutici. Ma il problema di fondo è: quale sarà la loro fonte di approvvigionamento?

I Caraibi si stanno lentamente, ma inesorabilmente, muovendo verso la legalizzazione. Ad inizio ottobre, le Isole Cayman hanno approvato l'uso di olio di Cannabis terapeutica per il trattamento di cancro e altre malattie croniche.

Qual è l'intoppo? L'olio non viene ancora prodotto sull'isola.

Secondo la rivista Cayman Compass, i legislatori hanno appena approvato un disegno di legge che modifica la legge "Misuse of Drugs Law", con il fine di consentire ai medici locali di prescrivere l'olio di Cannabis, che verrà legalmente fornito alle farmacie delle Isole Cayman. Tuttavia, non è ancora chiaro chi saranno i rifornitori. L'importazione dagli Stati Uniti potrebbe comportare ancora alcuni ostacoli, in quanto i divieti federali ed internazionali sono ancora vigenti.

IL TRASPORTO INTERNAZIONALE ESIGE NUOVE RIFORME

Isole Cayman

Il trasporto internazionale di Cannabis dagli Stati Uniti alle Isole Cayman, e altrove, sta sollevando accese discussioni in questi ultimi giorni, nonostante i regolamenti federali. L'Argentina ha appena annunciato che inizierà ad importare olio di Cannabis terapeutica dagli Stati Uniti ad inizio di questo mese.

Al di fuori degli Stati Uniti, ci sono altre due possibili alternative sullo stesso emisfero: Canada e Giamaica. Questi due Paesi si sono resi disponibili ad approvare le eventuali esportazioni della loro produzione locale di Cannabis verso le Isole Cayman, per soddisfare il loro fabbisogno. I coltivatori canadesi stanno già cercando di aumentare la loro produzione sul territorio nazionale, sebbene vi siano ritardi nelle riforme per legalizzare l'uso ricreativo della Cannabis. Alcuni esportatori canadesi stanno già consegnando i loro prodotti in Europa e Australia. La Giamaica, che ha legalizzato la marijuana ad inizio anno, sta prendendo in considerazione l'apertura di veri e propri chioschi di Cannabis negli aeroporti, per offrire la loro merce ai turisti (un'altra possibile alternativa).

Infatti, oltre alla legalizzazione dell'uso terapeutico, ciò che risulterà ancora più significativo nelle Isole Cayman sarà l'eventuale legalizzazione del trasporto internazionale di Cannabis, che potrebbe sconvolgere tutti gli schemi mondiali. Tale situazione potrebbe irrimediabilmente portare ad una riforma internazionale.

CANNABIS ATTRAVERSO I CONFINI

La situazione canadese potrebbe sbloccare la controversa situazione delle Isole Cayman, oltre a quella di molti altri Paesi. Ad inizio anno, le aziende canadesi sono diventate le prime al mondo a superare con successo i divieti per il trasporto internazionale, applicati in tutto il mondo da ormai mezzo secolo. Le loro strategie hanno avuto così tanto successo da incoraggiare, almeno apparentemente, molti altri Paesi, oggi interessati all'uso terapeutico della Cannabis e alla possibilità di aprire una produzione nazionale regolamentata di marijuana.

Anche Germania e Croazia hanno iniziato quest'estate ad importare Cannabis terapeutica da alcune aziende canadesi. Pur trattandosi di una situazione temporanea, il Canada ha istituito un'agenzia interna sulla Cannabis per supervisionare la sua produzione nazionale. Quasi sicuramente, visti soprattutto i costi d'importazione, la Croazia potrebbe presto rifornirsi dall'Europa (Italia e Germania), per poter così soddisfare le esigenze terapeutiche dei pazienti a costi inferiori. Inoltre, visti i movimenti pro-legalizzazione spagnoli, potrebbero essere approvate riforme che consentirebbero il trasporto internazionale di Cannabis non solo in Europa, ma anche attraverso gli oceani, in entrambe le direzioni.

Non importa quando verrà ufficialmente aperto questo mercato, l'idea di importare Cannabis con fini terapeutici non è del tutto nuova. Israele sta importando Cannabis dall'Olanda (esattamente come sta facendo la Germania) da decenni, ancora prima che si diffondesse la coltivazione all'interno del proprio territorio nazionale.

Una cosa è certa: grazie all'uso terapeutico e alla sua diffusione a livello mondiale, le spedizioni internazionali di questa pianta o delle medicine da essa ricavate stanno entrando in una nuova e promettente fase.

IMPORTAZIONE VS COLTIVAZIONE NAZIONALE

L'aspetto più interessante di questa crescente tendenza in un contesto internazionale è che l'accettazione dell'uso terapeutico sta superando il ritmo con cui vengono approvate le riforme nazionali, in gran parte dei Paesi. Per quanto sia difficile da credere, solo tre anni fa pensare di usare la Cannabis come un farmaco clinicamente utile era improponibile. Tuttavia, dopo la legalizzazione della marijuana negli Stati del Colorado e di Washington (dov'è stata anche legalizzato l'uso a fini ricreativi), le cose sono cambiate radicalmente.

Oggi, sempre più persone guardano con ottimismo i successi ottenuti in Canada, Stati Uniti e Israele. L'efficacia terapeutica della marijuana sta sollevando accesi dibattiti in tutto il mondo, a cui tutti sembrano voler partecipare.
La situazione ha raggiunto dimensioni tali che, se non verranno previste alternative legali, molti pazienti si vedranno costretti ad approvvigionarsi ancora dal mercato nero. La maggior parte di queste persone (se non tutti i consumatori) preferirebbero trovare sbocchi legali per questa sostanza. Molti dei legislatori, in modo particolare al di fuori degli Stati Uniti, hanno deciso di non perseguire più le persone malate. Ciò potrebbe presto spostare l'attenzione sulle importazioni dai mercati legali.

I prossimi passi, a livello internazionale, saranno quasi sicuramente la regolarizzazione della produzione nazionale, per quanto inizialmente sarà destinata esclusivamente all'uso terapeutico (come sta già accadendo in Israele, Italia e Germania). In questo modo, la marijuana sarà venduta a prezzi molto più bassi e sarà molto più facile da controllare. Inoltre, trattandosi di riforme applicate prevalentemente al consumo per fini terapeutici e portate avanti da sistemi sanitari relativamente avanzati, le compagnie assicurative non avranno alcun problema a coprire i costi delle importazioni. Questa situazione di import-export, quindi, non durerà ancora a lungo, in quanto nascerebbe una produzione nazionale da destinare al settore medico.

Di conseguenza, l'eventuale apertura di un mercato internazionale per l'esportazione della Cannabis consentirebbe alle imprese nazionali di sviluppare i propri processi produttivi, anche se inizialmente saranno destinati al solo settore medico. Nonostante ciò, questi cambiamenti si rifletteranno inevitabilmente a livello globale.

L'IMPATTO DELLE RIFORME PER L'USO A FINI RICREATIVI

A sua volta, la legalizzazione della coltivazione della Cannabis terapeutica a livello nazionale spingerebbe le popolazioni ad accettare sempre di più anche l'uso ricreativo. Quindi, dopo un primo approccio verso la legalizzazione a fini terapeutici, come è già accaduto in gran parte di Stati Uniti e Canada, la seconda fase riformista sembrerebbe destinata ad occuparsi della distribuzione della Cannabis in tutte le infrastrutture mediche.

L'apertura di un mercato di import-export di Cannabis darà importanti vantaggi nel futuro, soprattutto a livello ricreativo. Infatti, l'eventuale sviluppo di mercati internazionali genererà prodotti a base di Cannabis sempre più diversificati, che andranno ben oltre il semplice uso terapeutico. Gli intenditori di Cannabis, i cibi a base di marijuana, le miscele altamente personalizzate e tutti i derivati di questa pianta, almeno in questo momento, fanno ancora parte di un settore isolato, gestito da poche imprese. Con l'apertura di un mercato globale finalizzato all'uso terapeutico, verranno immessi nel mercato una vasta gamma di prodotti di Cannabis sempre più diversificati, che un giorno potrebbero essere destinati anche ai consumatori ricreativi di tutto il mondo. Una manovra di questo tipo sarà sicuramente vincente.

 

         
  Guest Writer  

Redattore Ospite
Di tanto in tanto, abbiamo l'occasione di collaborare con redattori ospiti qui a Zamnesia. Si tratta di persone provenienti dagli ambienti più diversi, il che rende inestimabili la loro conoscenza ed esperienza.

 
 
      Scopri i nostri scrittori  

Relativi Prodotti