La guida definitiva sui concentrati di Cannabis

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La guida definitiva sui concentrati di Cannabis

"Quando ti ritrovi invischiato in una seria raccolta di droghe, la tendenza è di spingerla più in là che puoi" - non possiamo che essere d'accordo, Hunter.

Ma per noi non si tratta solo di droghe differenti, ma anche di diverse forme della stessa droga, in questo caso la Cannabis. La resina delle piante si presta alla realizzazione di una certa varietà di concentrati e potrebbe volerci una vita intera per diventare un vero intenditore di tutte le sue forme e i suoi derivati. Qui vi proponiamo un elenco di tutti i concentrati e derivati di cui siamo a conoscenza e, se ne dimentichiamo qualcuno, fatecelo sapere!

Prima di tutto diamo un'occhiata alla parola "concentrato", dal momento che è facile fraintenderne il significato. Oggi, normalmente, quando si parla di concentrati di Cannabis si fa riferimento a specifici estratti al butano, come shatter o cere. Ma, naturalmente, anche il caro vecchio hashish è un concentrato, semplicemente varia il processo di estrazione. Pertanto, per rispetto della chiarezza, ogni volta che la densità dei cannabinoidi viene incrementata attraverso qualche tipo di processo, allora possiamo parlare di concentrato.

Due tipi di concentrato: meccanico o tramite solvente

Tutti i concentrati hanno una cosa in comune: separano i cannabinoidi dalla materia vegetale. I glandi esterni della pianta, i tricomi, hanno proprietà sia medicinali che psicoattive. Il profumo ed il sapore che hanno reso leggendarie alcune varietà, come la OG Kush o l'Amnesia Haze, derivano da flavonoidi e terpeni aromatici, in grado di dare alla pianta quell'odore tanto caratteristico. Queste molecole - tricomi, flavonoidi e terpeni - vengono estratte dalla pianta e lavorate per ottenerne la forma concentrata.

Esistono due modi per ottenere ciò: attraverso strumenti meccanici o con l'utilizzo di un solvente. I concentrati meccanici sono in circolazione da millenni ed uno dei metodi più antichi è quello che vede la preparazione manuale dell'hashish chiamato charas. Si tratta di un processo del tutto naturale: quando raccogliete la Cannabis le vostre mani diventeranno appiccicose, ovvero ricche di resina che dovrete lavorare fino ad ottenerne una palla. In questo modo otterrete la vostra charas.

Gli estratti ottenuti tramite solventi, d'altro canto, sono un procedimento più moderno, dal momento che le sostanze chimiche purificate impiegate sono disponibili solo da qualche decennio. I concentrati a base solvente permettono un controllo più preciso di ciò che viene realmente estratto e, quindi, sulla qualità finale del prodotto. Ciascun prodotto lega diverse molecole e, di conseguenza, anche il risultato finale sarà differente.

Concentrati meccanici

Hashish

L'hashish è la forma concentrata della Cannabis più conosciuta. E`facile da realizzare e il suo effetto è molto edificante. In Marocco, la produzione moderna di hashish si svolge secondo un processo a due fasi: primo, le piante essiccate vengono sbattute sopra un setaccio molto fine, per la produzione del Kif. Man mano che si procede con battiture secondarie, la qualità della polvere diminuisce, pertanto la prima setacciata è quella più preziosa. In un secondo momento, la polvere di Kif viene pressata e lavorata fino ad ottenere i panetti di hashish, quelli comunemente venduti in tutto il mondo.

Il contenuto di THC dell'hashish varia dal 40% al 60%, a seconda delle piante e del procedimento seguito.

Kif

Il Kif (o Kief) viene prodotto tramite la setacciatura della materia vegetale della Cannabis essiccata, utilizzando un setaccio a rete molto fine. Più è fine la rete, maggiore è la qualità della polvere che ne deriva. Il Kif, in un secondo momento, verrà trattato per la realizzazione dei panetti di hashish. Alcuni storici sostengono che il Marocco iniziò a produrre hashish solamente a partire dagli anni '60, mentre prima si consumava solamente la polvere di Kif.

I sottili tricomi della pianta cadono bene a temperature piuttosto fresche, ed è il motivo per cui il Kif in Marocco viene prodotto durante i mesi più freddi. La produzione moderna del Kif è stata notevolmente agevolata dall'introduzione dei Pollinator, provenienti dall'Olanda. Il Pollinator è una macchina per la setacciatura a secco costituita da un filtro, a copertura di un serbatoio, e da un motore. L'erba secca viene posta nel serbatoio e, grazie ad una costante rotazione, i tricomi si accumulano semplicemente sul fondo del contenitore. Per ottenere i risultati migliori, l'intera apparecchiatura andrebbe posta in un grande frigorifero.

Contenuto di THC: 40-60%

Charas e Nepalese Temple Balls, hashish realizzato a mano

La Charas è originaria del Nepal e delle regioni himalayane dell'India, ma si è diffusa anche ad alcune zone del Pakistan. Diversamente dall'hashish marocchino, che viene prodotto dalle piante essiccate, la Charas viene prodotta partendo dalle cime fresche e vive della Cannabis. La Charas è, probabilmente, il modo più ovvio per realizzare un concentrato di Cannabis: quando maneggiate la pianta durante il raccolto, la resina si deposita naturalmente sulle vostre mani. Strofinando insieme le mani, la resina assume la forma di una pallina. Le Nepalese Temple Balls vengono prodotte seguendo il medesimo procedimento, ovvero si tratta di hashish realizzato a mano.

Concentrati a base di solventi

Questo tipo di estratto di Cannabis viene prodotto utilizzando un solvente (ad esempio acqua, butano, CO2 o alcool). Il solvente attrae determinate molecole che vanno a legarsi ad esso, separandosi dalla materia vegetale. Ciascun tipo di solvente attrae una gamma leggermente diversa di molecole, ad esempio l'alcool isopropilico tende ad estrarre un'ampia gamma di cannabinoidi ma anche la clorofilla e gli zuccheri, il che lo rende ideale per la realizzazione di estratti ad ampio spettro per applicazioni mediche, ma il risultato sarà un prodotto resinoso piuttosto scuro e dal sapore poco gratificante. Il butano, invece, non è in grado di estrarre la clorofilla, permettendo la creazione di estratti ricchi di cannabinoidi dorati. Ma il butano richiede apparecchiature molto avanzate, al fine della preparazione di un prodotto sicuro ed efficace.

Bubble Hash

Il Bubble Hash prende il suo nome dalle caratteristiche bolle che si formano quando lo si riscalda. Si tratta di un hashish molto puro che deriva dall'impiego di un elaborato sistema che applica diversi strati di filtri molto fini. Fondamentalmente si tratta dello stesso principio della polvere di Kif ma, essendo prodotto sotto acqua e ghiaccio, se ne aumenta notevolmente la purezza. Il setaccio a maglie molto fini produce un estratto superbamente miscelato, dalle sfumature dorate: normalmente, più è brillante il suo colore e maggiore è la sua qualità. Più è scuro, invece, e maggiore è il contenuto di materia vegetale.

Contenuto di THC: 40-70%

Dry Ice Hash

Questa forma di Kif, fondamentalmente, segue lo stesso procedimento del Bubble Hash ma sostituisce l'acqua e il ghiaccio con ghiaccio secco. In questo modo si produce Kif della stessa qualità del Bubble Hash, ma in modo più pulito e veloce, dal momento che non si avranno fuoriuscite di acqua.

BHO - Butane Hash Oil

Nei dispensari, viene presentato sotto diversi nomi: shatter, goo, crumble, earwax, honey oil, amber glass, moon rocks, budder (shatter, goo, crumble, cerume, olio di miele, vetro di ambra, roccia lunare, budder). Sono tutti estratti a base di butano, ma realizzati seguendo procedimenti differenti. Alcuni sono secchi come la pietra, mentre altri sono cremosi come il cerume. La differenza sostanziale sta nella quantità di acqua contenuta nell'estratto finale, che andrà ad aumentare o diminuire la sua consistenza.

Il BHO si produce tramite il passaggio del butano attraverso un tubo di vetro riempito di materia vegetale, andando a produrre un olio estremamente puro, saporito e potente. Da qui il produttore andrà a realizzare le successive raffinazioni del BHO per realizzare qualcosa come lo Shatter e il Budder.

Shatter

Lo Shatter è un prodotto duro, quasi vitreo dal colore del miele che, come suggerisce il suo nome, viene frantumato (shattered, NdT) in pezzi più piccoli. Detto questo, lo Shatter è piuttosto malleabile, il che permette di plasmarlo piuttosto bene. Si tratta di un concentrato molto potente e la forma più pura di questo prodotto si può ottenere ricorrendo al metodo di estrazione dell'olio tramite butano: è roba da intenditori, non per principianti.

Budder

Il Budder è un altro prodotto che si può realizzare grazie all'applicazione della tecnica di estrazione del "hash oil" tramite il butano. Per realizzare il Budder, l'olio estratto viene montato fino ad ottenere una consistenza cremosa. Il risultato è un prodotto dal colore leggermente giallastro e dalla consistenza friabile. Alcune volte viene anche descritto come una sostanza che si dissolve completamente, dal momento che brucia senza produrre cenere.

BHO Hash Oil/Cera

La cera è un altro prodotto che può essere realizzato tramite l'impiego del butano per l'estrazione del "hash oil" e, spesso, è il risultato di un tentativo fallito di creare Shatter o Budder. Non è completamente solidificato, risultando di una consistenza appiccicosa come il miele.

Oli di Hashish tramite solventi

Un certo numero di differenti sostanze chimiche viene applicato durante la produzione di questo tipo di olio di hashish: alcool isopropilico, etere, etanolo, nafta e molte altre sostanze chimiche bizzarre. La maggior parte dei solventi utilizzati per la realizzazione degli oli di hashish vengono impiegati seguendo un processo in tre fasi principali: 1) Ammollo; 2) Filtraggio; 3) Riduzione. La materia vegetale, prima di tutto, viene immersa nel solvente e lasciata in ammollo per un determinato periodo di tempo, durante il quale il liquido separa i cannabinoidi dalla materia vegetale e, infine, il solvente evapora, lasciando in cima solamente il concentrato. Questo tipo di olio di hashish può essere facilmente riconosciuto grazie al suo colore scuro, che è un misto di verde e nero. Questa colorazione deriva dalla clorofilla, che viene estratta insieme ai cannabinoidi.

L'olio di Rick Simpson viene spesso prodotto con l'impiego di Nafta o IPA (alcool isopropilico), per ottenere un concentrato ad ampio spettro. Si tratta di un prodotto ideale per l'applicazione medica, grazie alla moltitudine di costituenti benefici che vengono assorbiti, come i terpeni e i flavonoidi.

Estratto tramite CO2

Di tutte le tecniche e procedure, l'estrazione tramite CO2 è la più sicura e saporita di tutte, ma anche la più rara. Per realizzare un buon estratto tramite impiego di CO2, è necessario poter accedere ad un laboratorio dotato delle più moderne apparecchiature. Con un macchinario appositamente progettato per l'estrazione di principi attivi da vegetali, il CO2 viene fatto passare ad alta pressione attraverso la materia vegetale. Il prodotto che ne deriva è completamente sicuro da digerire (infatti lo respiriamo costantemente) ed è assolutamente privo di rischi derivanti da eventuali residui tossici.

Cannabutter (Burro di Cannabis)

Questa è la soluzione adatta ad un uso in cucina. Inoltre, è uno dei metodi di estrazione più sicuri in circolazione, dal momento che non andrete a cucinare nulla di pericoloso, oltre a non aver bisogno di apparecchiature particolarmente sofisticate, se non i comuni utensili da cucina. Il Cannabutter è un modo estremamente discreto per sfruttare la Cannabis ed è l'ideale per cucinare manicaretti, trasformando la Cannabis in un cibo delizioso. I prodotti derivanti dal burro di Cannabis, inoltre, possono essere surgelati e conservati a lungo.

Scoprite qui come realizzare il burro di Cannabis.

Estratto a base di olio vegetale

Tutti i grassi legano con i cannabinoidi, tanto che l'olio d'oliva come quello di cocco possono essere impiegati per la produzione di estratti a base di oli vegetali. E`stato dimostrato che l'olio d'oliva, in particolare, è in grado di estrarre efficacemente tutti i terpeni e i cannabinoidi, rappresentando un valido sostituto dei solventi. Inoltre è economico, non infiammabile e non tossico: gli estratti a base di olio di oliva possono essere prodotti in qualità di automedicazione. Tuttavia, dal momento che gli oli non evaporano, non è possibile produrre un concentrato vero e proprio partendo da questi.

Tinture di Cannabis

Una tintura di Cannabis è una soluzione a base di alcool o glicerina che contiene cannabinoidi ed altre sostanze attive della pianta. L'alcool viene impiegato per estrarre e far legare i cannabinoidi con la materia vegetale, fino alla produzione di una soluzione molto potente. Questa può essere consumata sotto forma di gocce da porre sotto la lingua, oppure in aggiunta al cibo. Vengono spesso chiamate Green Dragon (Dragone Verde), ovvero una tintura di Cannabis realizzata utilizzando alcool ad alta gradazione, come potrebbe essere l'alcool di grano diluito prima del consumo.
Le tinture di Cannabis, inoltre, possono essere preparate con glicerina vegetale, che ha il vantaggio di essere adatta ai bambini e, quindi, applicata nel trattamento dell'epilessia infantile.

Scoprite qui come realizzare una tintura di Cannabis alcolica.