La Controtendenza Della Cannabis: Negli USA, 1 Arresto Ogni 45 Secondi

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La Controtendenza Della Cannabis: Negli USA, 1 Arresto Ogni 45 Secondi

Gli Stati Uniti avranno fatto passi avanti nella legalizzazione della Cannabis, ma un recente rapporto rilasciato dall'FBI ha mostrato che il numero di persone arrestate per possesso di Cannabis è ancora esageratamente sproporzionato, anzi, è addirittura aumentato!

Quando si parla delle ultime riforme per la legalizzazione della Cannabis approvate in diversi Stati americani, la prima cosa che viene in mente è che gli arresti dovrebbero, in teoria, diminuire. Ebbene, secondo alcuni dati pubblicati di recente, sembra che stia accadendo esattamente il contrario. Gli agenti federali sembrano disposti a intervenire, quasi come una vera e propria vendetta, sugli Stati in cui non è stata ancora legalizzata l'erba. Secondo le cifre riportate in questo studio, circa 701.000 persone sono state arrestate per reati legati alla marijuana nel 2014. Ciò significa che ogni 45 secondi è stata arrestata una persona.

Tra queste detenzioni, l'88% delle persone è stato arrestato per possesso di marijuana. Se proviamo ad inserire questo dato in un contesto temporale, ci accorgiamo che ogni 51 secondi viene arrestato un consumatore di Cannabis con l'assurda accusa di essere in possesso di una piccola quantità di cime per uso personale. Si tratta di un'enorme presa in giro per la società in cui viviamo e mette in evidenza tutta la nauseante ipocrisia portata avanti dalla Guerra alle Droghe. Quest'ultima dovrebbe proteggere i cittadini e arrestare i grandi spacciatori, per eliminare le principali fonti di produzione, invece continua ad accanirsi contro inoffensivi consumatori, causando effetti devastanti.

I dati del 2014 evidenziano come gli arresti relazionati con la marijuana siano i più alti dal 2009. Francamente, ci sembra assurdo che una pianta sicura come la Cannabis venga ancora criminalizzata, soprattutto se la paragoniamo a sostanze legalmente vendute come alcool e tabacco. È un inutile spreco di ingenti quantità di denaro pubblico che costringe le forze dell'ordine a impiegare importanti risorse in complesse azioni giudiziarie, rovinando la vita di milioni di persone.

Mason Tvert, direttore delle comunicazioni per la Marijuana Policy Project, ha avuto da ridire quanto segue:

"Mentre le forze dell'ordine erano intente ad occuparsi di quasi tre quarti di milione di arresti per marijuana, oltre il 35% degli omicidi rimaneva irrisolto e il tasso relativo ai casi di stupro si manteneva sotto il 40%, mentre quello sulle rapine e sui crimini contro la proprietà oscillava sotto il 30%".

"Finché esisteranno leggi così stupide, le risorse delle forze dell'ordine saranno inevitabilmente sprecate per garantire le loro normative. È ormai tempo per le nostre amministrazioni di cambiare mentalità e di mettere la parola fine all'obsoleta politica del proibizionismo della marijuana".

Si tratta di un punto di vista condiviso ormai dalla maggior parte delle persone. Nel 2016, altri sette Stati americani andranno alle urne per decidere se legalizzare la marijuana, sia per la piena regolarizzazione che per la depenalizzazione. Inoltre, sempre più funzionari statali appartenenti alle forze dell'ordine stanno mostrando il loro disappunto per la quantità di tempo e di risorse spese nel perseguitare i consumatori di marijuana, mettendo a dura prova le piccole comunità locali con limitate quantità di denaro. Ciò sta aprendo gli occhi a molti poliziotti e legislatori, pronti a schierarsi a favore della legalizzazione della Cannabis.

La buona notizia è che questo aumento nel numero di detenzioni è destinato, prima o poi, ad arrestarsi. Anche gli Stati più conservatori stanno iniziando a vedere la luce e si sta osservando un crescente sostegno verso questi Stati, dove ci si augura che venga almeno depenalizzato l'uso della Cannabis. Non ci resta che aspettare che i politici facciano il prossimo passo.