La Cannabis riduce il volume del cervello? Non precipitiamoci...

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La Cannabis riduce il volume del cervello? Non precipitiamoci...

Avete sentito l'ultima notizia sulla Cannabis? Pare che il suo consumo possa restringere la massa cerebrale! Non temete, le cose non sono così catastrofiche come vorrebbero farci credere i media.

Anche oggi i media anti-Cannabis hanno, per l'ennesima volta, lanciato uno dei loro dibattiti sensazionali! Secondo un recente studio, sembra che l'uso cronico di Cannabis possa ridurre la materia grigia del cervello e, allo stesso tempo, aumentare la connessione tra i neuroni. Una notizia così sensazionale non poteva che spingere i mezzi di comunicazione a trarre banali ed erronee conclusioni.

In ogni caso, non vale la pena prendersela con loro. In questi ultimi mesi abbiamo ricevuto così tante notizie positive ed incoraggianti sulla Cannabis che notizie come queste non ci preoccupano, per quanto assurde ci possano sembrare. Si sa, le persone pronte ad accanirsi contro la Cannabis non desisteranno mai e cercheranno sempre di sostenere qualsiasi fandonia possa infangare il buon nome dell'erba.

Lo studio

Condotta presso il dipartimento di Neuroscienza del Davis Centre dell'Università della California, questa ricerca ha impiegato la tecnologia MRI (risonanza magnetica) per confrontare le immagini del cervello di consumatori di Cannabis regolare (con un consumo di tre canne al giorno) con quelle di soggetti non consumatori dalla nascita. Attraverso queste immagini si è potuto constatare che la corteccia frontale del cervello, ovvero quell'area associata al potere decisionale, sembrava avere meno materia grigia nei fumatori di Cannabis, ma con una maggiore connessione tra le cellule delle altre aree del cervello. Per saperne di più, potete consultare il seguente link.

Interpretare i risultati per quello che sono realmente

Anche se interessanti, risultati come questi, in realtà, dicono ben poco. Dato che questa ricerca non si può considerare uno studio longitudinale, ma una semplice analisi fotografica di un' "istantanea" sulle differenze legate all'uso di Cannabis tra due gruppi, diventa impossibile rilevare quali siano i veri effetti a lungo termine sul cervello, nel bene o nel male. Inoltre, sarebbe inammissibile trarre conclusioni senza sapere se questi cambiamenti sono causati o meno da altri fattori intrinseci alla vita dei consumatori di Cannabis.

Fino a quando non avremo ottenuto conclusioni certe ed inequivocabili, questi tipi di ricerca avranno un'attinenza minima nel mondo in cui viviamo. Può darsi che le differenze tra le performance cognitive e la qualità di vità dei due gruppi risultino addirittura indistinguibili (in un contesto più di routine, scandito dalle normali attività giornaliere). Infatti, secondo l'autore, sembra quasi emergere che "i consumatori cronici dimostrano di eseguire bene le loro attività". Potremmo quindi affermare che un aumento nella connettività interna del cervello è da considerarsi un beneficio per l'uomo.

Che dire del QI?

Un altro punto che i ricercatori hanno osservato è che il gruppo dei consumatori di Cannabis sembrava avere un Quoziente Intellettivo medio-inferiore rispetto al gruppo dei non consumatori. Ancora una volta, questo risultato dev'essere preso con una sana dose di scetticismo. Un'analisi scientificamente riconosciuta ha rilevato, infatti, che a partire dal 2012 sono entrati in ballo altri fattori importanti da prendere in considerazione, come ad esempio le variabili economiche (dato che la ricerca in questione non ha preso in esame) e l'impatto della Cannabis sull'intelligenza, quasi sicuramente uguale a "zero". Questa tesi è stata appoggiata da uno studio longitudinale realizzato in Canada, che ha analizzato un gruppo di consumatori di Cannabis e un gruppo di non consumatori dalla nascita. Da questa ricerca è emerso che il consumo di Cannabis sembra "non avere alcun impatto negativo a lungo termine sull'intelligenza a livello globale".

La Cannabis non è certo l'unica responsabile

Il cervello è un organo estremamente complesso. Affermare che la Cannabis riduce la massa cerebrale risulta piuttosto riduttivo, ma sicuramente incoraggiante per le prime pagine delle riviste sensazionalistiche. Infatti, la scienza ha deciso di avviare approfondite ricerche sui circuiti cerebreali non solo per il legame esistente tra il cervello e la Cannabis. Ad esempio, fumare tabacco sembra che possa influenzare il volume di materia grigia e bianca presenti all'interno di MULTIPLE aree del cervello. Ciononostante, il tabacco è considerato una sostanza di uso comune e completamente legale.

Ma non è tutto. L'esercizio fisico, l'età, il sonno, la meditazione e il grado di concentrazione che si può dedicare ad un telefono o ad un'altra qualsiasi attività possono avere conseguenze sulla materia grigia del nostro cervello. A volte possono aumentarla, altre diminuirla. La complessità del cervello umano è tale da supporre che tutte le nostre azioni possano influire in qualche modo, formando la massa cerebrale di ognuno di noi, adattandola al nostro modo di vivere. Affermare che solo la Cannabis può avere una qualche influenza (dannosa) sul cervello umano, senza avere prove che ne possano dimostrare i veri effetti conseguenti, è una considerazione estremamente sbagliata. Tutto ciò non fa certo onore alla reputazione dei media che, pur di pubblicare titoli sensazionalistici, riportano notizie poco attendibili e non del tutto certe.

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