La Cannabis legale comporta più o meno giorni di malattia?

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La Cannabis legale comporta più o meno giorni di malattia?

Il falso mito dei lavoratori assenti sul lavoro per malattia, perché "troppo fusi" o "incapaci di alzarsi dal letto", è stato sfatato secondo i dati raccolti dal Current Population Survey.

La maligna immagine dello "stoner" trasandato, con abbigliamento hippie, incapace di ottenere e mantenere un posto di lavoro è un cliché piuttosto diffuso che dura ormai da decenni. A questo punto, sarebbe fin troppo facile accanirsi su questo banale stereotipo, denunciando la manipolazione delle menti e la sleale demonizzazione di questa meravigliosa pianta chiamata Cannabis. Oggi, però, non sarà necessario, in quanto grazie alla legalizzazione e alle interconnessioni mondiali più rapide e prive di ostacoli, molti miti stanno venendo sfatati, mostrando ciò che realmente sono: meschine bugie infondate.

LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS E LAVORO

Risulta piuttosto curiosa la tesi di dottorato in economia condotta da Darin F Ullman, presso l'Università del Wisconsin, dove emerge una correlazione tra giorni di malattia sul lavoro e legalizzazione della marijuana. Secondo i dati raccolti dal Dipartimento di Statistica del Lavoro "Current Population Survey" (CPS), la percezione del consumatore di Cannabis inefficiente, poco affidabile e incline all'assenteismo sul lavoro, con un impatto negativo sui ritmi di produzione, sembrerebbe un mito ben lontano dalla realtà. Nei 24 Stati degli USA dov'è stata legalizzata la marijuana a fini terapeutici o dove si sono approvate leggi più tolleranti "l'8% degli intervistati ha mostrato di essere meno propenso a mancare sul lavoro per problemi di salute". L'immagine di un lavoratore che non si reca al lavoro perché "troppo fuso" o "semplicemente perché non è riuscito ad alzarsi" è stata ampiamente smentita.

L'uso di marijuana a fini terapeutici serve a trattare condizioni debilitanti che, a volte, costringono i malati a rintanarsi nelle proprie abitazioni. Ironia della sorte, negli Stati dove la Cannabis terapeutica è illegale, le persone che potrebbero continuare a lavorare senza alcun impedimento, sono obbligate a stare a casa per poter godere dei benefici della propria medicina. Questi dati potrebbero basarsi su persone che, prima della legalizzazione, non avevano ammesso di fare uso di marijuana. Tuttavia, altri rapporti indipendenti hanno messo in luce altrettanti dettagli laddove la Cannabis è legale. Il consumo di marijuana tra gli adolescenti è diminuito e le assenze sul lavoro per abuso di alcool sono crollate.

CONCLUSIONI

I leggendari Cheech e Chong erano, e sono tuttora, due esilaranti personaggi capaci di far ridere a crepapelle. Gli "stoner" si divertono sempre a vedere questi tipi di cliché con un tono di autoironia. Non mettiamo in dubbio la loro simpatia, ma l'immagine che trapela dai loro film è proprio lo stereotipo più negativo di un consumatore di marijuana. Ciò che dovrebbe essere ormai chiaro, invece, è che una persona può tranquillamente lavorare sotto gli effetti della marijuana, senza ammalarsi o perdere la concentrazione, mantenendo efficienza e competenza.

 

         
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