Il CBD può far risultare positivo un test sulla droga?

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Il CBD può far risultare positivo un test sulla droga?

Un lavoro che prevede l'impiego di test sulle droghe come strumento di controllo sui propri impiegati potrebbe rappresentare la differenza tra il mantenere il proprio impiego oppure ritrovarsi disoccupato e squattrinato. Ma qualcosa di inoffensivo come ..

.. il CBD potrebbe rendere positivo un test?

Testare i propri dipendenti, o aspiranti tali, per verificare un eventuale consumo di droga sta diventando una pratica sempre più diffusa nel mondo del lavoro. Si tratta di un'invasione della privacy e, sicuramente, noi non siamo assolutamente d'accordo con questo tipo di azione. Che cosa potreste guadagnarci, nell'apprendere quali siano le abitudini di un vostro impiegato durante il suo tempo libero? Se il lavoro è svolto come si deve, se non esistono rischi concreti per la vostra azienda e se questo non si presenta al lavoro completamente fatto, che cosa ve ne potrebbe importare? Non penalizzereste nessuno perché si è ubriacato durante il proprio tempo libero, quindi, per quale motivo ciò avviene in caso di altre sostanze, magari meno pericolose? Ma stiamo divagando, che siate d'accordo o meno, per molti è inevitabile incorrere nel tanto famigerato test sul consumo di droghe. Dovete passare un test antidroga? Clicca qui.

TEST SULLE DROGHE: CHE COS'È UN TEST SUL CONSUMO DI DROGHE?

Se siete fortunati abbastanza da essere dipendenti di qualcuno che non vi richiede una verifica su un vostro eventuale consumo di droghe, allora non dovete temere questo tipo di pratica. Si tratta di una tendenza molto diffusa soprattutto negli Stati Uniti, ma lentamente sta prendendo piede anche in molte aziende ed enti europei, soprattutto quando si parla di compagnie di grandi dimensioni.

Fondamentalmente, in questi casi viene prelevato un campione di urine o un capello. Partendo da questi elementi, verranno effettuati numerosi test per verificare se avete consumato, recentemente, qualche tipo di sostanza stupefacente. In caso la risposta fosse affermativa, potreste incorrere in qualche azione disciplinare o, nel peggiore dei casi, perdere il lavoro.

E A PROPOSITO DI TEST SULLE DROGHE E CBD?

E arriviamo ora al cuore della questione. In teoria, i test sulle droghe applicati ad un campione di urine non dovrebbero evidenziare eventuali tracce di CBD, ma non è sempre detto. Il principale componente psicoattivo della Cannabis è considerato il THC, ed è ciò che viene ricercato tramite un test sul consumo di droghe. Di fatto, in termini tecnici, in realtà con i test delle urine si ricerca il principale metabolita del THC, il THC-COOH, e ciò avviene tramite un processo di screening immunologico. Questi test tendono ad avere un valore limite di 50 ng/mL e qualsiasi quantità superiore ad esso darà un risultato positivo. Una volta determinato questo risultato positivo, l'analista procederà con un esame più approfondito, ricorrendo ad un test GC/MS che evidenzierà le sostanze positive ad un valore superiore ai 15 ng/mL.

Fortunatamente, questo metabolita ha ben poco a che fare con gli altri cannabinoidi, come il CBG e il CBD, che, di conseguenza, non emergeranno dal test. Tuttavia, quando il CBD viene assunto in dosi massicce (circa 1000-2000 mg di olio di canapa al giorno), potrebbe dare un risultato falso-positivo durante la prima fase del test. Ciò avviene perché, quando ne consumate in grandi quantità, i metaboliti diversi da quello del THC potrebbero scatenare una risposta immunologica. A questo punto dovreste passare al livello successivo, quello dello screening GC/MS, e il test in linea di massima dovrebbe dare un risultato negativo, trattandosi di un esame più approfondito e specifico. Nonostante ciò, il datore di lavoro potrebbe ritenere i risultati falso-positivi del primo test un segnale tale da far inquadrare il dipendente come una persona poco affidabile e da allontanare. Inoltre, nel caso venissero fatti esclusivamente test delle urine, chiunque faccia un consumo massiccio di CBD potrebbe essere nei guai.

È altrettanto importante comprendere che i prodotti a base di CBD, realizzati con la canapa, spesso contengono minime quantità di THC. Quando assumete 1000-2000 mg di olio di canapa al giorno, si tratta di una dose contenente, in linea di massima, circa 2-6 mg di THC e, per quanto non si tratti di una quantità tale da rendervi effettivamente fusi, è comunque sufficiente per entrare in circolo nel vostro organismo e, sicuramente, per rendere positivo un test sulle droghe.

COSA SIGNIFICA TUTTO QUESTO PER I CONSUMATORI DI CBD?

Dunque, se consumate CBD, se ne consumate parecchio, e ritenete di correre seriamente il rischio di essere sottoposti ad un test sulle droghe sul luogo di lavoro, la cosa migliore che possiate fare è acquistare solamente prodotti a base di CBD di alta qualità e testati in laboratorio. In questo modo sarete sicuri che il contenuto di THC sia davvero ridotto al minimo ed avrete a disposizione un foglio illustrativo adeguatamente approfondito sul contenuto del vostro prodotto. Se consumate CBD in piccole quantità, invece, non avete nulla di cui preoccuparvi.

Infine, sarebbe opportuno conoscere che tipo di test sulle droghe viene impiegato dall'azienda, se con voi useranno il GC/MS e, in caso, potreste avvisare il vostro datore di lavoro che state consumando CBD medicinale a scopo terapeutico prima di effettuare il test, in modo da destare meno sospetti possibile, in caso il test dovesse in qualche modo evidenziare tracce equivoche nel vostro organismo. Non esiste ragione per cui il vostro datore di lavoro debba vedere con occhio negativo il vostro consumo di CBD, dal momento che è legale, ma non si può mai sapere.

Ribadiamo ancora una volta che, se siete preoccupati di incappare in un test sulle droghe e di risultare positivi, potete andare a dare un'occhiata alla nostra pratica guida su come ripulire il vostro organismo.

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