Il CBD migliora il sonno dei malati di Parkinson?

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Il CBD migliora il sonno dei malati di Parkinson?

Un piccolo studio condotto a San Paolo, in Brasile, ha rivelato come il CBD possa avere effetti benefici sui pazienti affetti da Morbo di Parkinson con problemi disfunzionali legati al sonno.

Quattro soggetti affetti da Morbo di Parkinson, con disturbi comportamentali nel sonno REM (RBD) sono stati sottoposti ad uno studio della durata di sei settimane. L'RBD si manifesta con incubi ed un comportamento involontariamente attivo durante la fase onirica: le persone affette da questo disturbo parlano, urlano e sono soggette a movimenti complessi. Il disturbo si presenta spesso nei pazienti parkinsoniani ma, fino ad oggi, non è ancora stata trovata una cura efficace.

I ricercatori dello studio in esame hanno riportato che con un trattamento giornaliero a base di CBD si è potuta rilevare un' "immediata e sostanziale riduzione della frequenza degli eventi collegati all'RBD, senza effetti collaterali" in tutti e quattro i pazienti. Una discontinuità nella somministrazione di CBD, invece, ha riportato la comparsa dei sintomi, con medesima intensità e frequenza. Pubblicato nel Maggio 2014 in una serie di casi clinici sul Journal of Clinical Pharmacy and Therapeutics, lo studio è stato condotto in collaborazione dai ricercatori dell'Università di San Paolo e dall'Università della Minnesota Medical School.

Tre dei pazienti sottoposti al trattamento hanno ricevuto una somministrazione di 75mg di CBD al giorno, mentre uno solo ha ricevuto 300mg al giorno. Si sa ancora poco sul come il CBD agisca sui disturbi del sonno, ma gli studiosi hanno ipotizzato che gli effetti osservati durante la loro ricerca possano essere dovuti alla sua attività anticolinergica. Gli autori della ricerca hanno dichiarato: "Numerosi studi hanno dimostrato che il CBD ha un ampio spettro d'azione che include proprietà ipnotiche, antipsicotiche, ansiolitiche e neuroprotettive".

A causa del numero limitato di soggetti esaminati, gli studiosi hanno concluso che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questo tipo di scoperta, ovvero che il CBD possa avere "effetti benefici" nel trattamento dell'RBD in pazienti parkinsoniani.

Nel 2009, lo stesso gruppo di ricercatori dell'Università di San Paolo aveva condotto uno studio innovativo applicando il CBD e, in quell'occasione, giunsero a dimostrare come questa sostanza sia in grado di ridurre i sintomi psicotici nei soggetti affetti da Morbo di Parkinson. Sulla base di ipotesi precedentemente suggerite, il CBD avrebbe effetti antipsicotici e neuroprotettivi e lo studio fu volto innanzitutto alla ricerca di prove a sostegno dell'efficacia, tollerabilità e sicurezza del CBD su pazienti affetti da Parkinson con sintomi psicotici.

In un altro studio comparso sul numero di Marzo/Aprile 2014 della rivista Clinical Neuropharmacology, sono stati messi in evidenza i significativi miglioramenti di tremori, rigidità e bradicinesia emersi durante il trattamento dei pazienti tramite inalazione della pianta stessa della Cannabis. Una scoperta ulteriore emersa in questo studio è stato il significativo miglioramento della qualità del sonno e della soglia del dolore.

Infine, il sollievo sintomatico provato dai pazienti parkinsoniani sottoposti allo studio basato sull'utilizzo della Cannabis in tutte le sue forme ipotizza che questa possa diventare un agente terapeutico efficace, soprattutto per l'aspetto non trascurabile costituito dagli effetti secondari favorevoli.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24845114

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24614667

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