I Legislatori dell'Uruguay votano a favore della legalizzazione della marijuana

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I Legislatori dell'Uruguay votano a favore della legalizzazione della marijuana

Uruguay, una piccola Nazione di solo 3,3 milioni di abitanti, è diventato fonte di politiche socialmente più liberali: nel Paese sono state di recente introdotte nuove leggi innovative, come quelle su

31 Luglio 2013 - I Legislatori dell'Uruguay votano a favore della legalizzazione della marijuana

Uruguay, una piccola Nazione di solo 3,3 milioni di abitanti, è diventato fonte di politiche socialmente più liberali: nel Paese sono state di recente introdotte nuove leggi innovative, come quelle sull'aborto e sulla legalizzazione dei matrimoni gay, per non parlare della corsa per affermarsi come Stato fra i più avanzati dal punto di vista delle energie rinnovabili. Il consumo di marijuana è stato finora piuttosto tollerato dalle autorità uruguaiane, ma da ora si potrà parlare di tolleranza ad un nuovo livello...

José Mujica, un contadino guerrilla e, attualmente, Presidente dell'Uruguay, a sostegno del disegno di legge per la legalizzazione della marijuana, che è stato approvato dalla Camera Bassa, ha dichiarato che (il decreto legge) è un ottimo modo per canalizzare le risorse destinate alla polizia sulla strada, sul crimine organizzato e sui trafficanti coinvolti nel traffico di altri tipi (pesanti) di droga. Il decreto è stato approvato dopo un lungo dibattito, ma alla fine si è giunti alla votazione di 50 favorevoli contro 46 contrari, all'interno del Parlamento di Montevideo.

Nel 2012, Mujica esortò i legislatori affinché rinviassero il voto del disegno di legge, perchè i sondaggi dimostravano come la maggioranza della popolazione era contro questo tipo di riforma. Ma ora, nonostante la maggioranza della popolazione uruguaiana continui a considerare negativa la legalizzazione, alcune organizzazioni no-profit hanno unito le forze ed intrapreso una campagna educativa per esporre e spiegare i vantaggi medici e i benefici economici che esistono dietro alla possibile coltivazione di questa pianta in Uruguay. Inoltre, piuttosto di lasciare in mano a reti criminali il contrabbando di marijuana su larga scala dal Paraguay all'Uruguay, i legislatori hanno compreso il vantaggio di legalizzare e hanno votato il disegno di legge.

Questo disegno di legge passa ora al Senato e potrebbe entrare in vigore già questo mese. Con questa nuova legge, sarebbe legale coltivare sei piante per nucleo familiare. Sarebbe consentito, inoltre, formare cooperative per coltivare marijuana, in questo caso vi sarebbe il limite massimo di 99 piante. Anche le aziende private e commerciali otterrebbero l'autorizzazione per coltivare Cannabis, ma il loro unico cliente sarebbe il governo, il quale gestirebbe successivamente la distribuzione attraverso farmacie autorizzate. Un normale cittadino interessato all'acquisto di marijuana dovrebbe, quindi, registrarsi in un registro federale, prima di poter avere il permesso di acquistare un massimo di 40 grammi al mese. Per evitare un possibile pellegrinaggio di "turisti della droga", il disegno di legge potrebbe limitare l'approvigionamento legale solo agli uruguaiani.

Laura Blanco, presidente del Uruguay’s Cannabis Studies Association, dichiara che il disegno di legge è sicuramente molto innovativo sia perchè i legislatori hanno finalmente deciso di regolamentare l'intera catena di produzione, distribuzione ed accesso al farmaco, sia perchè si tratta di un segnale incoraggiante per le altre nazioni dell'America Latina, dove i leader politici dovranno ora discutere se seguire l'esempio dell'Uruguay, rivedendo la loro politica sulle droghe, o continuare a rigettare una possibile legalizzazione della Cannabis.

In Uruguay, vi è una parte della popolazione che si oppone completamente alla nuova legge, sostenendo che questa "avventura potrebbe mettere a rischio un'intera generazione, perchè l'uso della marijuana potrebbe salire alle stelle tra i giovani", come ha dichiarato Gerardo Amarilla, un legislatore dell'opposizione appartenente al Partito Nazionale dell'Uruguay. Sebastian Sabini, un legislatore della coalizione governativa, dice che il partito Frente Amplio ha proposto un disegno di legge che "non promuove il consumo di marijuana", ma bensì "ne regola l'uso".

Questo nuovo disegno di legge potrebbe avere un forte impatto sulla legislazione della marijuana non solo in America Latina, ma anche in alcuni stati degli USA e in diversi paesi in giro per il mondo. John Walsh, analista presso il Washington Office on Latin America, un'organizzazione per i diritti umani, ha detto che "la tempistica dell'Uruguay è perfetta, perchè gli Stati Uniti, con oggigiorno 19 Stati in cui la marijuana è (parzialmente) legale, non sarà capace di imporsi e fare pressioni all'Uruguay o a qualsiasi altra nazione che abbia intenzione di seguire questi passi".

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