I Benefici Delle Differenti Proporzioni CBD:THC


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Categorie : BlogCannabisCBDEducazione alla droga

Proporzioni CBD:THC


Differenti rapporti fra CBD e THC possono modificare radicalmente il modo in cui la cannabis interagisce con nostro corpo. La ricerca scientifica è ancora agli inizi, ma ecco qui quello che sappiamo finora.

Sempre più persone stanno prendendo in considerazione la cannabis come supporto per il loro benessere. Oggi i pazienti, gli utenti, i ricercatori e i medici stanno concentrando la loro attenzione sui rapporti fra cannabinoidi, invece di considerare semplicemente il loro dosaggio in milligrammi. Diverse combinazioni di THC e CBD possono aiutare a combattere malattie per le quali finora si sono ottenuti scarsi risultati terapeutici.

Con la cannabis non esiste un unico dosaggio, o una sola varietà, oppure un unico concentrato adatto a tutti. La sensibilità ogni singola persona al THC è un fattore chiave nel determinare proporzioni e dosaggi appropriati per un utilizzo efficace.

DIFFERENZE TRA CBD E THC

DIFFERENZE TRA CBD E THC

I due cannabinoidi principali possono esercitare effetti notevolmente diversi, sia assunti da soli, sia combinati in diverse proporzioni. Questa differenza sta diventando un argomento centrale nella comprensione dei benefici terapeutici della cannabis, ed è anche un elemento importante da prendere in considerazione se si vuole semplicemente migliorare la qualità della propria esperienza psicoattiva.

I meccanismi con i quali i cannabinoidi esercitano la loro azione terapeutica sono ancora in corso di studio. La stimolazione endogena o farmaceutica del nostro sistema endocannabinoide provoca diverse risposte biologiche, che possono manifestarsi in diversi modi: da una piacevole euforia fino alla testa che gira, dal sollievo di un dolore alla riduzione di un’infiammazione, oppure all'inizio di un più complesso processo di guarigione.

Una differenza importante tra CBD e THC sta nei meccanismi biochimici attraverso i quali queste molecole leggermente differenti fra loro si legano con i recettori cannabinoidi degli animali. Il THC si lega bene con uno specifico recettore neuronale chiamato CB1, mentre il CBD si lega principalmente con il recettore CB2. Il CBD riduce o “antagonizza“ alcuni degli effetti provocati dal THC come ansia, paranoia, tachicardia, ed eventualmente lo stesso “high”, bloccando i recettori CB1.

Si ritiene il THC come il principale responsabile per gli effetti sedativi della cannabis, mentre alcuni studi suggeriscono il CBD come agente promotore della veglia. La ricerca sui benefici di tetraidrocannabinolo e cannabidiolo assunti in modo isolato è abbastanza chiara: il THC si è dimostrato analgesico, antiemetico e con proprietà anti infiammatorie. Il CBD ha mostrato azioni simili, oltre ad effetti anti psicotici, anticonvulsive e ansiolitiche.

La ricerca clinica su usi simultanei di THC e CBD si trova oggi solo agli inizi. Tuttavia, i pazienti hanno riportato evidenze di effetti migliori e meno ansiogeni utilizzando varietà ibride di cannabis contenenti una proporzione equilibrata di CBD e THC rispetto a ceppi con solamente un’elevata concentrazione di THC. Sembra inoltre che il CBD sia in grado di aumentare le proprietà analgesiche e antitumorali del THC. Sia il CBD, sia il THC stimolano la neurogenesi, ossia la creazione di nuove cellule all’interno del sistema nervoso.

Una strategia terapeutica comunemente adottata sembra essere oggi la somministrazione di dosi costanti e misurabili di CBD associate alla quantità di THC che la singola persona è in grado di tollerare senza effetti avversi. Alcune condizioni cliniche sembrano rispondere bene a una piccola dose di un CBD con altrettanto poco THC, mentre altre beneficiano maggiormente di un rapporto equilibrato a circa 1:1. Diverse proporzioni fra CBD e THC possono essere utilizzate anche in diversi momenti della giornata. Quella che segue è una descrizione di massima degli effetti per ciascuno dei più significativi rapporti CBD:THC oggi ricercati dagli utilizzatori, insieme a una selezione delle corrispondenti varietà di cannabis.

RAPPORTO CBD: THC 0:1

CBD THC 0:1

Le persone che utilizzano varietà contenenti unicamente THC in grande quantità sperimentano gli effetti più psicoattivi. Questi possono essere legittimamente desiderati, oppure vengono vissuti solo come effetti collaterali indesiderati. I derivati della cannabis ad alto tasso di THC possono causare euforia, stato d'animo allegro e percezioni alterate. I principali effetti indesiderati sono tachicardia, ansia e paranoia.

Poiché i cannabinoidi nella pianta si sviluppano naturalmente insieme e in percentuali diverse, non vi sono ceppi di cannabis con 0% di CBD ma alcuni ibridi si avvicinano a questo rapporto. Ad esempio: Gorilla Glue di Zamnesia ha un contenuto di THC pari al 25%, mentre Girl Scout Cookies con il 22% di THC. Critical Kush di Barney’s Farm spinge il limite più avanti con un contenuto di THC testato in laboratorio pari al 25%.

RAPPORTO CBD:THC 1:2

CBD:THC 1:2

Con un rapporto CBD:THC pari a 1:2 gli effetti psicoattivi sono ancora ben presenti, anche se l'azione del CBD comincia a essere percepibile in uno stato d'animo più rilassato. Il rischio di tachicardia, ansia e paranoia comincia a ridursi.

Un potente strain a dominanza sativa con un alto contenuto di THC e anche un’elevata quantità di CBD è Amnesia Haze di Royal Queen Seeds, spesso utilizzato come una varietà per uso medico.

Una varietà con minor tasso di THC (un rispettabile 12-16%) e un livello moderato di CBD a controbilanciarne l’effetto è Blue Widow di Dinafem, nata da un incrocio tra la famosa White Widow e Blueberry. Un'altra nostra scelta per la sua natura potente è OG Kush di Zamnesia Seeds. Il contenuto di THC può superare il 20% per questo strain destinato alla terapia di diverse condizioni, come dolore cronico, stress, ansia, insonnia, emicranie e spasmi muscolari.

RAPPORTO CBD: THC 1:1

CBD:THC 1:1

Fino a oggi la ricerca scientifica sembra aver dimostrato che il rapporto 1:1 fra THC e CBD è in grado di offrire la migliore azione terapeutica per una vasta gamma di patologie, causando soltanto dei lievi effetti collaterali. Questa proporzione tra cannabinoidi ottiene oggi il miglior effetto su sonno, dolori e spasmi muscolari, ed è in fase di sperimentazione per il trattamento di autismo, cancro, fibromialgia e malattie della pelle. L’effetto rilassante si accompagna a un’euforia moto leggera. Cannatonic di Resin Seeds è un famoso ceppo di cannabis con un rapporto CBD:THC vicino a 1: 1. Questa varietà è un incrocio di MK Ultra e G13 Haze. Un altro ceppo interessante è Critical Mass CBD, ovvero la versione medica di Dinafem della famosa varietà Critical Mass. Questo incrocio è ottimizzato per offrire un rapporto 1: 1 tra CBD e THC. Anche il mondo autofiorente raggiunge queste proporzioni tra cannabinoidi: Sweet Tooth Auto deriva dal normale ceppo originale di Barney’s Farm e raggiunge fino al 15-16% di THC con un contenuto equivalente CBD.

RAPPORTO CBD:THC 2:1

CBD:THC 2:1

L’aumento della quantità di CBD assunta utilizzando varietà con un rapporto CBD:THC di circa 2: 1 elimina progressivamente le sensazioni di euforia, le vertigini e gli altri eventuali effetti collaterali del THC. Questo rende le terapie con cannabis adatte anche per i pazienti più sensibili. Un perfetto esempio di questo genere di ceppi genetici è la Kama Kush CBD di Kannabia. Questa è una varietà medicinale che genera un effetto calmante con il 12% di CBD e con un THC che non supera il 6%. Un'altra simile varietà è CBD Critical Cure, la risultante di una joint venture tra di Barney’s Farm e CBD Crew che viene coltivata principalmente per scopi medici. Il suo livello di CBD pari a 8% non consente al THC provocare uno sballo pesante o altri effetti collaterali indesiderati. All'interno delle famiglie automatiche, Cheese Autoflowering di Dinafem contiene un livello di CBD più alto della normale e ben nota Cheese, e risulta quindi più adatta per applicazioni mediche.

RAPPORTO CBD:THC 1:0

CBD:THC 1:0

Zero THC significa che l’utilizzatore non sperimenta nessuno dei cosiddetti effetti psicoattivi della cannabis. Nessun tipo di impedimento fisico o psichico è mai risultato legato al consumo di cannabis priva di THC. Al contrario, una varietà di cannabis ricca di CBD può migliorare l'umore e portare molti altri vantaggi per la nostra mente, per la salute e per il benessere generale. Il cannabidiolo è oggi ampiamente riconosciuto come sostanza anti psicotica e rilassante, efficace a livello centrale e periferico senza effetti collaterali. Gli studi di laboratorio e i primi test clinici stanno indicando enormi applicazioni possibili per il CBD in medicina, anche se la strada della ricerca è ancora molto lunga.

Probabilmente non esistono varietà di cannabis con un contenuto di THC pari allo 0% ma alcuni strain riescono ad avvicinarsi a questo rapporto. CBD Therapy di CBD Crew è una varietà con 8-10% di CBD e solo lo 0,5% di THC, equivalente a un rapporto fra CBD e THC di 20:1. Queste cifre sono verificate da laboratori specializzati sia in Europa sia negli Stati Uniti e rendono CBD Therapy uno dei ceppi di cannabis più ricchi di CBD e poveri in THC oggi disponibili. Candida (CD-1) di Medical Marijuana Genetics è un’altra rara varietà con un THC inferiore a 1% e con circa il 20% di CBD. Questo ibrido indica/sativa fornisce probabilmente il più alto contenuto in CBD e il più basso livello di THC rispetto a qualsiasi altra varietà di cannabis oggi disponibile.

CBD PER USI MEDICINALI

Il CBD è in grado di ampliare la gamma possibile di condizioni trattabili con la cannabis. I ceppi ricchi in CBD possono aiutare diverse condizioni neurologiche e psicologiche, come l'ansia, la depressione, la schizofrenia, l'epilessia, i disturbi da stress post-traumatico, il morbo di Parkinson. Il cannabidiolo può inoltre rimuovere la placca che colpisce le cellule cerebrali colpite dal morbo di Alzheimer.

Il CBD ha anche dimostrato in laboratorio e nei test clinici di essere in grado di colpire le condizioni autoimmuni come psoriasi, colite e morbo di Chron, artrite, sclerosi multipla, diabete, oltre a vari tipi di dolore cronico e infiammazioni. Alcuni studi stanno dimostrando risultati promettenti contro il cancro, le malattie cardiovascolari e le infezioni resistenti agli antibiotici.

Gli ultimi due ceppi genetici di cui abbiamo parlato, Candida e CBD Therapy, sono particolarmente importanti per la ricerca futura sul CBD perché consentono a medici e pazienti di personalizzare terapie senza THC per i pazienti che necessitano di grandi quantità di CBD per curare le proprie condizioni cliniche. Sono oggi necessari test di laboratorio maggiormente standardizzati su ciascuna varietà per uso medico, in modo da realizzare una base scientifica per la comprensione degli effetti clinici di differenti quantità e rapporti fra cannabinoidi. Inoltre bisogna considerare che i pazienti riescono a ottenere risultati migliori utilizzando un ampio spettro di composti provenienti dall’intera pianta di cannabis. Per questo motivo dovrebbero essere analizzati anche i profili terpenici che possono alterare gli effetti di THC e CBD.

 

         
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