High on Life: Il legame fra Cannabis e Felicità

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High on Life: Il legame fra Cannabis e Felicità

Che una boccata d'erba faccia sentire bene non è certo una novità, ma solo di recente un team giapponese ne ha compreso le ragioni. È stato infatti scoperto che la felicità e la fusione sono più correlate di quanto ci si potesse aspettare.

I ricercatori giapponesi hanno voluto osservare più da vicino i recettori del cervello in grado di reagire alla Cannabis, scoprendo qualcosa di veramente sorprendente: gli individui che hanno sviluppato particolari variazioni genetiche dimostrano una spiccata e duratura felicità, simile a quella provocata dagli effetti della Cannabis.

La felicità risiede quindi in un gene?

Tutti gli esseri umani vivono fugaci momenti di felicità, ma poter dire di vivere in uno stato di costante serenità non è certo qualcosa di cui tutti possiamo vantarci. Dopo tutto, non è forse la lotta per raggiungere la felicità la sfida che mantiene motivato l'essere umano? Tuttavia, questo stato d'animo, probabilmente, non dipende esclusivamente da ciò che facciamo nel corso della nostra vita, ma è anche vincolato dal nostro patrimonio genetico al momento della nascita. Questa "bizzarra" prospettiva è stata contemplata in Giappone, dove un gruppo di ricercatori ha suggerito che lo sviluppo di una particolare variante nel patrimonio genetico di una persona potrebbe finalmente spiegare perchè ci sono persone più felici di altre. Per poter arrivare a questa conclusione bisogna considerare questa variazione genetica come la diretta responsabile di questo effetto, ovvero un polimorfismo del gene del recettore CB1, che risulterebbe essere lo stesso artefice della codificazione del recettore CB1, a sua volta identico al recettore dei cannabinoidi della Cannabis. In altre parole, gli individui che presentano questa particolare variazione genetica tendono ad affrontare la vita con un certo "high" o "fusione", con assoluta naturalezza.

I ricercatori hanno osservato da vicino i livelli di felicità di 200 soggetti, senza però coinvolgere direttamente la Cannabis come sostanza responsabile di questo stato d'animo. I risultati da loro ottenuti hanno rilevato che il polimorfismo genetico legato al recettore CB1 potrebbe avere un effetto significativo sulla risposta degli individui ai cannabinoidi, ovvero alle sostanze chimiche che sono in qualche modo responsabili di innescare gli stati di felicità. La marijuana contiene almeno 85 cannabinoidi, il che spiega per quale motivo l'erba è in grado di produrre significativi sensi di benessere e di piacere.

Il corpo produce naturalmente i propri cannabinoidi, i cosiddetti endocannabinoidi. Il loro ruolo non è stato ancora del tutto compreso, ma pare che agiscano come regolatori dell'umore nei processi cerebrali, interagendo con i recettori CB1. Risulta quindi plausibile che le persone con una variante genetica ancora più reattiva alla presenza degli endocannabinoidi tenderanno ad essere ancora più felici.