Funghi Allucinogeni Per Studiare: Dai Neuroni Al Microdosaggio

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Funghi Allucinogeni Per Studiare


Quando le persone pensano ai funghi allucinogeni, in genere collegano la sostanza alle intense reazioni psichedeliche che scatena. Ad ogni modo, questi funghi potrebbero svolgere un ruolo importante anche nel campo dello studio, della memoria e dell'apprendimento.

I funghi allucinogeni sono famosi per i loro intensi effetti psichedelici, provocati dal principio attivo in essi contenuto, la psilocibina. I funghi allucinogeni sono stati utilizzati da varie culture per millenni. Ancora oggi vengono consumati per ottenere reazioni psicoattive.

Questi tipi di funghi sono vietati e classificati come droghe pericolose in varie parti del pianeta. Nonostante questo, nuovi studi scientifici iniziano a rivelarne aspetti nuovi ed interessanti. Man mano che la ricerca si espande, gli scienziati scoprono applicazioni innovative per i funghi allucinogeni, nella gestione di determinate malattie e anche come sostegno nello studio.

POTENZIALITÀ DEI FUNGHI

Potenzialità dei Funghi

Inoltre, gli studi indicano che i funghi contenenti psilocibina potrebbero essere in grado di alleviare ansia e depressione, indicando effetti positivi sul cervello umano. Ulteriori ricerche dichiarano che i funghi potrebbero favorire lo sviluppo di nuove cellule cerebrali.

A livello teorico, i funghi psichedelici riuscirebbero a trasformare radicalmente il modo in cui assimiliamo le informazioni e studiamo, ottenendo migliori punteggi agli esami e rafforzando la capacità di pensare in modo creativo. Di seguito analizziamo la consistenza di tali affermazioni, per capire in che modo i funghi allucinogeni possono aiutarci nello studio.

CONSUMARE FUNGHI ALLUCINOGENI PRIMA DI UN ESAME

Consumare funghi allucinogeni prima di sostenere un esame può sembrare un'idea assurda per gran parte delle persone, giustamente! Soprattutto se considerate che dosi abbondanti possono catapultare l'utente in un totale stato psichedelico. Ad ogni modo, tutto dipende dalle tempistiche e dalla quantità di funghi ingeriti.

Secondo testimonianze aneddotiche, consumare funghi allucinogeni mentre si studia può aiutare alcuni soggetti ad assimilare i concetti in modo più preciso. Altri riferiscono che le sensazioni sperimentate fanno sopratutto perdere la concentrazione. In base a tali presupposti, l'assunzione di funghi allucinogeni in dosi elevate subito prima di sostenere un esame non produce risultati migliori.

D'altro canto però, consumare una piccola dose in anticipo potrebbe produrre alcuni sostanziali effetti positivi sui risultati dell'esame. Purtroppo non esistono prove schiaccianti su questo argomento. Tuttavia, alcuni studi iniziali ipotizzano che i funghi potrebbero influire positivamente sulla produzione di cellule nervose e sulla loro connettività. Comunque, tali ricerche sono state condotte esclusivamente su cavie da laboratorio e non su esseri umani.

UN POTENZIALE VANTAGGIO PRIMA DEGLI ESAMIConsumare funghi allucinogeni esame

Una ricerca svolta all'università Johns Hopkins ha notato che una singola dose di funghi potrebbe provocare variazioni di personalità a lungo termine. Tali effetti persistenti comprendono alterazione di immaginazione, sentimenti e mentalità. In merito a questa ricerca, un aspetto interessante dei funghi come strumento di aiuto nello studio riguarda la loro capacità di stimolare la formazione di pensieri astratti ed idee. Ciò non è sempre vantaggioso durante un esame, ma può favorire l'espansione dei processi mentali mentre si studia o quando si stanno rielaborando informazioni durante un test.

DOPO GLI ESAMI

Abbiamo parlato della possibilità di consumare funghi allucinogeni prima di un esame. Ma c'è qualche vantaggio nel consumarli dopo? In questo caso il vantaggio principale, se l'esame è andato bene, è lo stato mentale della persona. Il set e setting (stato d'animo e ambiente circostante) sono fattori essenziali da tenere in considerazione quando si intraprende un trip con i funghi. L'allentamento della tensione dopo aver sostenuto un esame potrebbe essere una situazione ideale per ottenere un'esperienza positiva con i funghi.

SI OTTERRANNO RISULTATI MIGLIORI?

Si otterranno risultati migliori?

È ancora troppo presto per affermare con certezza che i funghi allucinogeni possono migliorare i risultati degli esami. Esistono comunque alcune prove empiriche che confermano un certo potenziale sotto questo aspetto.

Gli effetti dei funghi allucinogeni possono essere condizionati da innumerevoli variabili. Pertanto, è arduo raccogliere resoconti coerenti di soggetti che usano la sostanza come supporto agli studi. Gli esiti cambiano anche a seconda della materia che si sta studiando e ad altre variabili non legate ai funghi.

Un documento scientifico intitolato Effects of psilocybin on hippocampal neurogenesis and extinction of trace fear conditioning, pubblicato sulla rivista Experimental Brain Research, ha analizzato gli effetti della psilocibina somministrata ai ratti. La ricerca ha poi analizzato in che modo la psilocibina condiziona la neurogenesi, ovvero lo sviluppo di nuovi neuroni all'interno del cervello. Ha inoltre controllato le successive reazioni alla paura condizionata nei ratti da laboratorio.

È stato riscontrato che determinate dosi di psilocibina favoriscono la crescita di nuovi neuroni, agendo sui recettori situati nell'ippocampo, una zona del cervello che forma il sistema limbico. L'ippocampo gestisce anche i ricordi, le emozioni e la motivazione.

Il direttore della ricerca ha dichiarato che "È altamente probabile che in futuro proseguiremo questi studi, dal momento che questi esperimenti hanno sollevato interessanti quesiti". Ha aggiunto, "La speranza è che alla fine tali risultati si possano estendere agli esseri umani nei test clinici."

La ricerca in questo settore è assolutamente nuova, e non è ancora stata condotta su esseri umani. Tuttavia, rafforza le vaste possibilità della psilocibina in azione nel cervello. Forse, quando verranno svolte ricerche su soggetti umani, si potrà ottenere una comprensione più completa dei meccanismi attivati dalla psilocibina. I funghi allucinogeni potrebbero quindi essere usati in futuro per migliorare la memoria e favorire una sessione di studio più produttiva.

MODIFICHE ALLA RETE NEURONALE

Modifiche alla rete neuronale

Un altro documento dal titolo Homological scaffolds of brain functional networks, pubblicato nel Journal of the Royal Society Interface, illustra una ricerca che analizza l'azione della psilocibina nel riorganizzare la comunicazione nella rete cerebrale, collegando tra loro aree precedentemente separate.

Durante la ricerca, a 15 volontari è stata somministrata la psilocibina. In seguito essi sono stati sottoposti ad analisi per rilevare l'attività cerebrale, tramite risonanza magnetica. In questo modo gli scienziati sono stati in grado di notare le nuove connessioni appena stabilite. Un autore dello studio ha affermato che "Possiamo fare supposizioni riguardo le implicazioni di tale organizzazione. Un probabile sottoprodotto di tale comunicazione amplificata attraverso l'intero cervello è il fenomeno della sinestesia, spesso riportato in associazione allo stato psichedelico."

Il meccanismo di tali connessioni non è ancora chiaro. Comunque, si pensa che la capacità dei funghi allucinogeni di collegare tra loro aree del cervello separate e alterare l'umore potrebbe essere utile nella gestione della depressione e di altre condizioni psichiche. È importante considerare che tali stati alterati potrebbero sfociare anche in un uso ricreativo, che comprende rielaborazione di informazioni, memoria, studio ed esami.

UN'OPZIONE ALTERNATIVA?

Le suddette ricerche illustrano situazioni in cui vengono assunte dosi di funghi allucinogeni piuttosto elevate. Anche se potrebbe essere vantaggioso consumare funghi mentre si studia, è più saggio e di certo più produttivo seguire il famoso detto meno=più.

Di certo è possibile consumare dosi di funghi allucinogeni molto più piccole, come utile strumento per studiare. Forse i più curiosi tra noi ingerirebbero dei funghetti anche durante un esame, se la situazione lo permettesse. Provate il micro-dosaggio. È un metodo pratico che racchiude il meglio di entrambi gli aspetti - motivazione e creatività produttiva, senza folli trip psichedelici.

MICRO-DOSAGGIO

Micro-dosaggio

Il micro-dosaggio prevede l'assunzione di dosi di funghi sub-percettive. Dosi talmente piccole che l'utente non entra in uno stato psichedelico, né avverte alcun sintomo di alterazione mentale. Il micro-dosaggio sta diventando molto popolare. Viene usato da inventori e imprenditori per stimolare il processo creativo e ottenere un vantaggio sulla concorrenza.

RICERCA

Non esiste ancora una ricerca scientifica fondata che abbia esaminato il micro-dosaggio dei funghi alla psilocibina. Esiste comunque una vastità di dati clandestini raccolti da ricerche aneddotiche. Il Dr. James Fadiman, autore del The Psychedelic Explorer’s Guide, ha ricevuto molti resoconti da individui che hanno sperimentato questa pratica. Fadiman spiega: "Nel mondo, chi assume una dose così piccola, è in grado di essere leggermente più funzionale del normale. Ad oggi, non ho ricevuto alcun resoconto in cui una dose sub-percettiva abbia provocato disordine sociale, agitazioni personali, o qualsiasi forma di difficoltà lavorativa."

Il micro-dosaggio sembra essere un utile strumento per migliorare l'attività di studio, soprattutto grazie al fatto che, come chiarisce Fadiman, non provoca turbamenti. Inoltre, i vantaggi evidenziati sembrano elementi che potrebbero condizionare positivamente il processo di apprendimento. Il micro-dosaggio di psilocibina potrebbe aiutare le persone a concentrarsi meglio sullo studio e innalzare i livelli di energia.

DOSAGGIO E ROUTINE

Riguardo la quantità di psilocibina che costituisce una "microdose", gli esperti indicano che la quantità ideale si aggira sugli 0.2-0.5g. Tenete presente che nelle dosi occorre sempre considerare altri fattori come peso corporeo e sensibilità individuale alla sostanza.

Fadiman consiglia una specifica procedura di assunzione per le micro-dosi di psilocibina. Suggerisce di assumere una micro-dose la domenica, e di registrare gli effetti residui il lunedì. Il martedì va considerato giorno di pausa. La dose successiva va presa il mercoledì, osservando i risultati ottenuti giovedì. Venerdì e sabato sono di nuovo giorni di sospensione. Questo ciclo va ripetuto per 10 settimane, registrando sempre gli effetti ottenuti di volta in volta.

 

         
  Luke Sumpter  

Scritto da: Luke Sumpter
Luke Sumpter è un giornalista basato nel Regno Unito, specializzato in salute, medicina alternativa, erbe e terapie psichedeliche. Ha scritto per media come Reset.me, Medical Daily e The Mind Unleashed, coprendo queste ed altre aree.

 
 
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