DMT trovato nella ghiandola pineale dei ratti

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DMT trovato nella ghiandola pineale dei ratti

La fonte naturale di un essere vivente capace di produrre il DMT è stata a lungo dibattuta. Una recente ricerca inizia a fare luce su questo interrogativo, dandoci la possibilità di comprendere meglio questa sostanza e il ruolo che essa svolge all'interno

La fonte naturale di un essere vivente capace di produrre il DMT è stata a lungo dibattuta. Una recente ricerca inizia a fare luce su questo interrogativo, dandoci la possibilità di comprendere meglio questa sostanza e il ruolo che essa svolge all'interno di un organismo vivente.

Il DMT è stato per molto tempo considerato un composto allucinogeno avvolto nel mistero. Tuttora, molti credono che sia prodotto all'interno della ghiandola pineale, nel cervello. Tuttavia, fino a pochi anni fa, questa tesi aveva poche prove che potessero sostenere la sua veridicità. Ciò portò ad un vago concetto, ampiamente discusso, ma sovente messo da parte. Ma le cose sono cambiate. Una nuova ricerca ha trovato DMT nelle ghiandole pineali dei ratti vivi, sollevando pareri contrastanti, ma aprendo la strada ad una ricerca più approfondita.

DMT e ricerca scientifica

Il DMT è uno dei più potenti allucinogeni conosciuti dall'uomo. Inoltre, è una sostanza completamente naturale che si trova in natura all'interno del corpo umano. L'endogeno DMT (considerando il DMT prodotto dal corpo umano) venne scoperto per la prima volta nel 1965, dai ricercatori tedeschi F. Franzen and H. Gross, all'interno di alcuni campioni di sangue e urine di esseri umani. I loro risultati vennero per molto tempo respinti dalle comunità scientifiche, a causa delle critiche sui metodi che potevano aver adottato per ottenere queste informazioni. Studi successivi ebbero modo di confermare ampiamente le loro scoperte, ottenendo ulteriori ed interessanti risultati: il DMT venne trovato anche nel fegato dei conigli.

Nella storia più recente, la principale autorità in materia di ricerca clinica sul DMT, il Dott. Rick Strassman, scrisse un libro chiamato “Eros and the Pineal: The Layman's Guide to Cerebral Solitaire”. In questa guida Strassman sottolinea i suoi più fondati sospetti sul fatto che un enzima naturale prodotto all'interno della ghiandola pineale sia il responsabile della trasformazione della serotonina in sostanze allucinogene, come appunto il DMT. Inoltre, ipotizza che il cervello possa avere la capacità di produrre DMT, soprattutto durante i sonni notturni (uno dei motivi per cui possiamo sognare). Questo significa che i sogni che abbiamo sono letteralmente allucinazioni psichedeliche. Ovviamente, queste sono sempre state teorie basate su un'intuizione, ma questa venne ampiamente accettata da molte persone. Purtroppo Strassman non ebbe modo di confermare definitivamente questa sua supposizione, almeno fino ad oggi.

Il DMT, la ghiandola pineale e i ratti

Un lavoro di ricerca pubblicato quest'anno, dal Cottonwood Research, non solo delinea il fatto che sia stato trovato DMT all'interno della ghiandola pineale dei ratti, ma anche come questa ghiandola sia l'artefice della produzione in natura di detta sostanza. Si tratta di un importante passo avanti nella scienza che si occupa della conoscienza cerebrale ed una conferma schiacciante delle precedenti ipotesi del Dott. Strassman. Il documento è stato pubblicato sulla rivista Biomedical Chromatography (cromatografia biomedica), facilmente consultabile online.

È importante notare che la ghiandola pineale è stata per molti anni associata al risveglio spirituale, un'idea che era già stata affrontata e proposta dal Dott. Strassman. René Descartes, il famoso filosofo francese, arrivò a pensare che la ghiandola pineale fosse la "sede dell'anima". Anche altre culture, ancora più antiche, come quella greca e quella egiziana, avevano sostenuto questa tesi sulla ghiandola. Infatti, esistono molti miti che circondano la ghiandola pineale, come ad esempio l'idea che si tratti di una controparte fisica del terzo occhio, o sesto chakra, Ajna, nella filosofia indù.