DMT: La medicina

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DMT: La medicina

Il DMT è considerato dagli psiconauti di tutto il mondo la sostanza allucinogena più potente mai conosciuta dall'uomo. Tuttavia, la scienza è convinta che se ne possa fare anche un altro uso.

Molte culture considerano il DMT come un potente strumento per raggiungere la spiritualità, la guarigione e la crescita personale. Gli effetti allucinogeni che provoca questa sostanza sono così potenti da essere una delle droghe psichedeliche più ricercate al mondo, sia da coloro che desiderano esplorare se stessi per crescere spiritualmente, così come dalle persone che vogliono provare una potente esperienza psichedelica con un approccio più ricreativo.

Tuttavia, sembra che questa sostanza allucinogena possa avere anche altre potenziali applicazioni, tra cui salvare vite. Questo è ciò che ha scoperto un gruppo di scienziati intento a studiarne gli effetti. Dalla loro ricerca emerge che il DMT consente al cervello di vivere di più in assenza di ossigeno, dando ai medici e ai paramedici più tempo per salvare la vita delle persone entrate nella cosiddetta morte clinica.

"Il principio su cui fondiamo il nostro studio è che il DMT è coinvolto nella guarigione e nella rigenerazione delle cellule, aiutando il corpo a sopravvivere a sollecitazione estreme come la morte clinica", scrive Ede Frecska, una delle ricercatrici di questo interessante studio. "Il nostro gruppo ha già dato un supporto sperimentale di questo concetto nel campo dell'immunologia".

COS'È LA MORTE CLINICA?

In sostanza, con il termine "morte clinica" si indica quello stato fisico in cui il cuore smette di battere, impedendo all'ossigeno di arrivare fino al cervello. Durante la morte clinica, una persona priva di sensi può essere ancora salvata e il rischio di danni cerebrali resta ancora basso. Tuttavia, dopo 5 minuti senza ossigeno, una persona entra nella cosiddetta morte cerebrale. Quando un individuo muore cerebralmente può essere ancora rianimato, ma i danni cerebrali che ne derivano sono sempre molto gravi.

Prolungando la resistenza del cervello a livelli bassi o nulli di ossigeno, il margine che definisce la morte clinica potrebbe aumentare sensibilmente, dando ai medici più tempo per salvare vite. Ciò significa che il DMT potrebbe diventare uno strumento potenzialmente indispensabile per ambulanze e pronto soccorso del futuro.

L'IPOTESI

Il gruppo di ricercatori ha di recente aperto una campagna Indiegogo per raccogliere tutti i fondi necessari per la ricerca. Secondo il video da loro stessi prodotto: "In risposta ad una situazione di pericolo di vita, i polmoni possono sintetizzare grandi quantità di DMT e rilasciarlo nel sangue arterioso pochi istanti dopo. Dal momento in cui il cuore batte le sue ultime contrazioni sistoliche, al cervello non rimane più molto tempo".

La principale ipotesi su cui si fonda questo studio è che quando il DMT arriva al cervello, i neuroni ricevono il messaggio di ridurre il loro consumo d'energia, consentendo loro una maggiore autonomia in assenza di ossigeno.

Naturalmente, quanto detto finora è solo una teoria, ma già fortemente radicata all'interno del mondo scientifico. Se dovessero riuscire ad ottenere i finanziamenti di cui hanno bisogno, potrebbero scoprire altrettanti risultati promettenti e la ricerca in questa direzione riceverebbe un'incoraggiante spinta. Tuttavia, anche se questo tipo di ricerca non troverà un impiego immediato, è il momento di insistere per approfondire questo argomento. Sarebbe l'occasione per sbloccare un'intera area di studio che fungerà da base per le future ricerche. La sua importanza è vitale. Ci auguriamo che riescano ad ottenere il finanziamento ed i risultati di cui hanno bisogno. Potete saperne di più su questa ricerca e sulle numerose testimonianze rilasciate da altre figure di spicco di questo settore, entrando nel loro spazio Indiegogo.

Nota: Non siamo affiliati e non appoggiamo in alcun modo questo tipo di ricerche. La nostra intenzione è solo quella di osservare il mondo della scienza e condividere i suoi risultati per il bene di tutti quanti. Questa ricerca potrebbe un giorno salvare milioni di vite.

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