Diario Di Un Coltivatore Di Cannabis Parte 3: La Fioritura


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La Fioritura


Siamo orgogliosi di presentare la terza parte del Diario di un Coltivatore di Cannabis, scritto da Top-Shelf Grower. In questo capitolo affronteremo la fioritura, i suoi pericoli e quali accorgimenti adottare per ottenere una scorta di marijuana di prima qualità!

UN ANGOLO DI CALORE IN QUESTO GELIDO INVERNO

Quest'anno l'inverno è stato particolarmente freddo, ma dentro la mia accogliente coltivazione indoor la Cannabis ha ricevuto tutti i comfort necessari per la sua sopravvivenza. Nella seconda parte del mio diario le piante di marijuana stavano ancora crescendo in fase vegetativa e mancavano ormai pochi giorni per cambiare il fotoperiodo da 18 ore di luce a 12, per avviare così la fase di fioritura.

Questo pomeriggio ho deciso di iniziare a scrivere quest'ultimo articolo del mio diario, osservando le cime innevate delle montagne della Sierra Nevada. Dolci profumi di Strawberries e Kush inebriano tutte le stanze del mio appartamento. Mi sono appena acceso una canna di un piccolo campione d'erba prelevato da un particolare fenotipo di Purple Berry Kush, dai sapori di fragola.

Deliziosa! L'ultima volta che ho provato delle fragranze O.G. Kush così buone ero seduto al McDonald sorseggiando un milkshake alla fragola, completamente fuso ed incapace di muovermi. Quel giorno, invece di girarmi una canna all'aperto con il rischio di congelarmi le dita nell'intento, decisi di buttare un po' di O.G. Kush decarbossilata dentro al frullato che stavo bevendo.

Oggi, osservando quelle montagne innevate mi torna alla mente quella inebriante giornata al McDonalds. Ricordi a parte, torniamo a noi, perché mi piacerebbe raccontarvi la storia di come sono fiorite le mie Purple Berry Kush & due piccole Mega Power Plant.

INIZIO FIORITURA (DALLA 1ª ALLA 3ª SETTIMANA): ATTIMI DI PANICO & MISURE DISPERATE

Visto che non ho alcun motivo per mentirvi, devo ammettere che ho passato attimi di panico con le Purple Berry Kush. Le altre piante erano ormai entrate in fioritura senza intoppi, ma sulle Purple Berry Kush avevo deciso di realizzare una potatura FIM. Un errore che mi sarebbe potuto costare molto caro. Fortunatamente, dopo attimi di nervosismo, sono riuscito a risolvere i problemi con alcuni diradamenti supplementari.

Potare una pianta di Cannabis al terzo giorno di fioritura è quasi sempre fuori discussione. Tuttavia, alcune circostanze eccezionali possono giustificare anche le misure più disperate. Al momento di impostare il ciclo di luce per la fioritura, ovvero dopo aver cambiato le ore di luce a 12-12, una pianta di Purple Berry Kush stava quasi toccando il tetto, mentre un altro esemplare dalla struttura cespugliosa mi stava occupando tutta la superficie di coltivazione, sviluppandosi orizzontalmente.
Ho rapidamente dedotto che quest'ultima pianta di Mega Power Plant doveva essere un'Indica quasi pura, in quanto tendeva a diventare molto tozza e non aveva alcuna possibilità di tenere il passo con le Purple Berry Kush. Le mie speranze di mantenere una struttura a baldacchino all'interno del mio armadio sembravano ormai vane.

Fu così che decisi di prendere una decisione piuttosto drastica. La pianta di Purple Berry Kush doveva essere fermata in qualche modo ed i suoi internodi erano così distanti che mi stavano creando problemi (anche se successivamente ebbi modo di scoprire che si trattava del miglior fenotipo del mio armadio). Tuttavia, al terzo giorno di fioritura non ero ancora consapevole delle sue qualità e la Purple Berry Kush mi sembrava solo una pianta troppo slanciata e dall'eccessivo stiramento.

Fu così che presi la Mega Power Plant e la collocai sopra ad alcuni vasi vuoti per elevarla fino all'altezza della Purple Berry Kush ormai potata. Conosco perfettamente i rischi di una potatura FIM in fase di fioritura e non ne ero per nulla felice. Tuttavia, il tempo stava passando e così decisi di diradare e potare tutte le nuove cime che si stavano sviluppando, con una potatura piuttosto aggressiva, il tutto per ottenere una struttura a baldacchino più omogenea tra le quattro piante che avevo nell'armadio.

Successivamente, decisi di applicare la tecnica LST (Low Stress Training) che, fortunatamente, mi permise dopo due settimane di ottenere due cime ben formate, riuscendo così ad uniformare le altezze delle piante. È stata sicuramente una strategia molto rischiosa, ma alla fine ha funzionato ed è stata la scelta ottimale.

Cannabis plant growth

LE PIANTE SONO ORMAI PRONTE PER FIORIRE (DALLA 1ª ALLA 3ª SETTIMANA)

Quando le piante di Cannabis sono in fase di fioritura, l'unica tecnica di potatura che sono solito adottare è quella del "lollipop". Indipendentemente dalla varietà, preferisco ottenere cime più grandi e ben sviluppate ed evitare quelle più piccole e di qualità inferiore (le cosiddette "popcorn"). Durante la seconda settimana di fioritura, ho rimosso tutte le esili ramificazioni più basse, eliminando anche le foglie a ventaglio più grandi che stavano ombreggiando alcune parti delle piante. L'obiettivo era quello di concentrare le energie delle piante verso la formazione di cime apicali più grandi.

Oltre ad aver dovuto elevare la Mega Power Plant e lottare con la Purple Berry Kush, mi sono ritrovato a dover risolvere anche un altro grattacapo. Durante le prime tre settimane di fioritura emerse un problema che Donald Rumsfeld avrebbe probabilmente definito come un "noto sconosciuto.

Il ridotto calore emesso dalla mia lampada a LED Dorm Grow Full Spectrum da 600W mi permise di mantenere le temperature ottimali, tra i 23 ed i 26°C. Purtroppo, gli alti tassi di umidità che si generarono iniziarono a preoccuparmi. Anche dopo aver cambiato il ciclo di luce a 12 ore, l'Umidità Relativa non scendeva sotto il 65%. Troppo alta per la fase di fioritura della marijuana.
Fu così che decisi di porre rimedio a questo problema installando 8 deumidificatori a buon mercato, ma non molto efficaci. Semplici dispositivi composti da una piccola scatola di plastica riempita con piccole sfere bianche, con una aspetto simile alla perlite. Tuttavia, accendendo anche il riscaldamento della stanza in cui stavo coltivando, per poche ore durante il periodo di buio, riuscii ad abbassare l'UR al 50%, mantenendo i 25°C di temperatura, fino alla fine della terza settimana di fioritura.

FASE INTERMEDIA DI FIORITURA (DALLA 4ª ALLA 6ª SETTIMANA): UN MIX DI FENOTIPI & UNO SGRADITO INCIDENTE

"Datemi un pizzico di zucchero", come dice una famosa canzone dei Def Leppard. Ormai mi trovavo in fase avanzata di fioritura e le quattro piante iniziavano a ricoprirsi di resina. Durante la quarta settimana i profumi erano ormai dolciastri e fino alla quinta settimana sembrava procedere tutto per il meglio.

Stavo apportando sostanze nutritive con una certa cautela e senza eccedere, visto che la Mega Power Plant sembrava molto sensibile agli stimolatori di fioritura. Fu così che decisi di aggiungere solo piccole quantità di concime. Anche la grande pianta di Purple Berry Kush, seppure mostrasse una crescita decisamente più vigorosa, richiedeva solo un apporto medio di fertilizzanti. La mia decisione di non eccedere con i concimi risultò la più appropriata per queste due genetiche.

Tuttavia, non saprei dirvi se i risultati che stavo ottenendo erano dovuti al lieve apporto di concimi o allo spettro di luce della mia lampada a LED, o una combinazione di entrambi. Prima o poi lo scoprirò, ma per ora rimane un enigma in attesa di risposta.

"Stupido è chi lo stupido fa" come direbbe Forrest Gump. Chiamatemi pure stupido, ma una sera, aprendo il mio armadio con in mano un panino e nell'altra una bottiglia premiscelata di fertilizzante (o almeno così pensavo), mi accinsi ad irrigare la mia Mega Power Plant. Una serata che potremmo ricordare come l'incidente natalizio.

Un panino con bistecca e uovo cotto nel microonde, ricoperto di ketchup è sicuramente un piatto delizioso, ma il concime per piante non così tanto. Per una mia negligenza, avevo preparato un bottiglia di concime un po' più forte per la Purple Berry Kush ed un'altra più leggera per la Mega Power Plant. Ebbene, il mio prossimo ostacolo sarebbe stato quello di superare una sovraconcimazione accidentale.

Aggiunsi alla Mega Power Plant il fertilizzante destinato alla Purple Berry Kush. Le sue foglie iniziarono ad ingiallire e ci volle più di una settimana di lavaggio delle radici con acqua per riparare i danni, con l'aggiunta di una piccola quantità di melassa nelle successive irrigazioni. Questo errore mi costò una settimana in più di fioritura e non mi consentì di raccogliere dopo 7 settimane di fioritura, com'era invece previsto. La Mega Power Plant fiorisce molto velocemente.

Inoltre, sono convinto che l'incidente ridusse anche le rese finali della Mega Power Plant. Tuttavia, mi stavo accorgendo che le Purple Berry Kush stavano crescendo magnificamente e sarebbero state le grandi protagoniste della mia coltivazione. D'altronde, le Mega Power Plants mostrarono fin da subito di essere piante piuttosto piccole. Entrambe le piante di Mega Power Plant mi ricordarono molto la Northern Lights, ma credo che solo un esperto della tecnica SOG potrebbe riuscire ad ottenere alte rese produttive da una varietà di questo tipo.

Le due Purple Berry Kush, invece, mostrarono due fenotipi diversi, che mi permisero di ottenere due deliziose varietà di marijuana. In una si apprezzavano gli inconfondibili odori di O.G. Kush, con tutti gli attributi e qualità di questa genetica, soprattutto i profumi pungenti di cherosene sprigionati dalle sue cime ricoperte di resina.

Mega Power Plant buds

L'altra Purple Berry Kush mostrava invece quello che potrei definire come una doppia dose di influenza genetica Strawberry. Sprigionava sapori di fragola estremamente dolci e fruttati e le cime erano ricoperte di peletti e resina. Ovviamente, le differenze tra i due fenotipi erano evidenti.

FASE FINALE DI FIORITURA (DALLA 7ª ALL'8ª SETTIMANA): COMPLETARE IL CICLO CON UN BUON LAVAGGIO DI RADICI

Ormai giunto alla settima settimana di fioritura, avevo tra le mani piante ben sviluppate e di qualità, con fenotipi alquanto interessanti. L'unico dubbio che mi stava assillando erano le rese. La Purple Berry Kush è rinomata tra i coltivatori di Kush per produrre abbondanti raccolti. Ovviamente le mie preoccupazioni erano tutte rivolte verso le Mega Power Plant.

Durante quelle ultime due settimane di fioritura mi ritrovai più volte parlando ad alta voce, chiedendomi un po' disorientato "Cos'è questo? Una scorta per formiche?! Dovrebbe essere almeno tre volte superiore!", come avrebbe detto Derek Zoolander.

Per assicurarmi di ottenere cime saporite e prive di residui, risciacquo sempre il substrato con abbondante acqua, normalmente durante le ultime due settimane di fioritura. In questo periodo le piante tendono a mostrare alcuni segni di decadimento. Le foglie iniziano ad ingiallire per aver consumato gli ultimi residui di fertilizzante e parte della clorofilla in esse contenute, mentre le grandi cime mostrano di essere quasi pronte per il taglio.

Una raccolta precoce di una pianta di Cannabis può compromettere i sapori finali, ma osservando le mie bambine al 56° giorno di fioritura mi resi conto che erano ricoperte di tricomi. Una parte di tricomi maturi erano bianchi e lattiginosi, mentre l'altra era già passata al colore ambra. Anche in questo caso sono rimasto sorpreso della velocità con cui erano fiorite queste varietà. Era solo dovuto alla loro natura o era forse stato lo spettro della mia lampada a LED ad accelerare i tempi? Dovrò realizzare ulteriori ricerche per chiarire questo dubbio.

La qualità delle cime ottenute da tutte le piante fu eccezionale e la manicure risultò molto facile sia con le Purple Berry Kush che con le Mega Power Plant. Le cime avevano un aspetto magnifico, con calici di grandi dimensioni trasudanti di resina appiccicosa. Durante la manicure feci molta attenzione a non maneggiare troppo le cime.

ESSICCAZIONE & CONCIA: METODI MENO CONVENZIONALI/PURA FOLLIA ED UN'AUDACE PROMESSA

Per essiccare le cime decisi di usare un po' della mia creatività. Comprai alcune tavolozze in legno per fare sushi, una superficie perfetta per essiccare correttamente la marijuana e che può facilmente adattarsi alle dimensioni dell'armadio. Misi un altro deumidificatore all'interno dell'armadio, dove appesi anche tre sacchetti di carta con le cime più piccole.

Cannabis Buds drying

Dopo due settimane di essiccazione a 20°C e 45% di UR, ebbi finalmente modo dii provare questa prima scorta dell'anno. Misi da parte un paio di cime di ogni varietà da fumarmi tranquillamente, mentre il resto lo lasciai riposare in barattoli Kilner in vetro per 2-4 settimane di concia. In questo modo sarei riuscito a massimizzare potenza e sapori.

Tutto sommato, le rese finali furono più che soddisfacenti, con un totale di 202g di marijuana molto potente e saporita, dall'aspetto "glaciale". Le due piante di Mega Power Plant erano troppo piccole per produrre una buona quantità di cime. Ciò che trovai un poco deludente fu la mancanza di sfumature violacee sulle Purple Berry Kush, ma i sapori deliziosi di Strawberry Kush le compensavano ampiamente.

Mega Power Plant Drying

Il mio rapporto su effetti e sapori verrà pubblicato nel prossimo capitolo. Nel frattempo sto realizzando diversi test sui sapori di circa 20g d'erba (5g per ogni varietà), resistendo alla tentazione di aggredire la scorta messa a conciare. Ho già qualche idea su come sfruttare questa marijuana ed ottenere estratti da vero intenditore.

Nella quarta parte del mio diario vi anticipo che parlerò anche di concentrati al sapore di Strawberry Kush. In attesa della sua pubblicazione, mi auguro che le mie divagazioni vi siano piaciute. Dopo questa avventura nel mondo delle Kush, la mia prossima fermata sarà Dreamland ...

 

         
  Top Shelf Grower  

Scritto da: Top Shelf Grower
Veterano della coltivazione della Cannabis ed originario di Dublino, Irlanda, oggi vive nel sud della Spagna. Impegnato nella diffusione delle sue recensioni, fino a quando non verrà catturato o ucciso.

 
 
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