Consigli colturali: Come prendersi cura dei piantini di Cannabis

Published :
Categories : BlogCannabisColtivare Cannabis

Consigli colturali: Come prendersi cura dei piantini di Cannabis

È di fondamentale importanza dedicare le giuste attenzioni ai propri piantini se si vogliono vedere crescere forti e sani. Ecco qui alcuni suggerimenti colturali per assicurarsi di fare le cose nel modo più corretto possibile.

Quando la Cannabis è allo stadio di piantino la sua vulnerabilità è massima. In questa fase di sviluppo è di fondamentale importanza sapere come prendersi cura di una fragile e giovane pianta. Quando tutte le sue esigenze vengono accontentate, le si garantisce un inizio di vita migliore, con la spinta necessaria per trasformarsi in una pianta sana e bella e con una solida base da cui avviare il suo futuro ciclo di vita.

È TUTTA UNA QUESTIONE DI AMBIENTE

Per essere sicuri che un piantino riesca a crescere nel miglior modo possibile, bisogna fornirgli un ambiente stabile e consono alle sue necessità. Ciò significa garantire temperature costanti, tassi d'umidità adeguati e buona circolazione dell'aria. Non esiste modo più efficiente e facile di tenere sotto controllo questi parametri se non attraverso un Seed Propagator, ovvero una miniserra (o propagatore) riscaldata dove fare germinare i semi e proteggere i giovani piantini nelle prime fasi di sviluppo.

Avete due possibilità per procurarvi una miniserra. La prima è fabbricandosene una da soli. È sufficiente fissare un sacchetto di plastica trasparente nella parte superiore di un vaso e praticare alcuni fori per facilitare la ventilazione al suo interno. La seconda possibilità, invece, è quella di comprare direttamente una miniserra. Di solito i prezzi si aggirano intorno ai 10-40€, a seconda delle sue caratteristiche, ma vi consente di riuscire a tenere perfettamente sotto controllo i vostri piantini e l'ambiente a loro circostante. Tra le caratteristiche che possono variare da miniserra a miniserra, troviamo termometri, fonti di riscaldamento integrate, illuminazione e controllo del flusso d'aria interno. Dipende sempre da quanto volete spendere e a che livello volete spingere la vostra professionalità sul controllo delle vostre piantine.

Potete dare un'occhiata ad un modello di propagatore direttamente sul nostro negozio online, ma è molto probabile che qualsiasi negozio specializzato in giardinaggio nelle vicinanze di casa vostra possa offrirvene uno molto simile a questo.

Nelle prime fasi di sviluppo di un piantino bisogna mantenere la temperatura della zona radicale costante, in un intervallo compreso tra 19 e 24 gradi. Ciò garantirà alle vostre piantine una crescita iniziale più veloce ed omogenea. Un sistema molto semplice per raggiungere queste temperature ottimali è quello di utilizzare un tappetino riscaldante per giardinaggio (in alcuni casi è integrato nella stessa miniserra, mentre in altri ne è privo e bisogna acquistarlo separatamente).

Una volta che tutti i piantini sono emersi completamente dal substrato si può iniziare con la "fase di irrobustimento". In questa fase si inizia gradualmente ad acclimatare i piantini all'ambiente esterno alla miniserra, in modo da non causare alcuna forma di stress durante la loro crescita. Ciò può essere fatto aumentando il numero di fori sulla superficie del sacchetto di plastica, praticandone di nuovi ogni giorno, oppure aprendo gradualmente le prese d'aria del propagatore, in modo da aumentare il flusso d'aria al suo interno.

FORNIRE L'INTENSITÀ DI LUCE CORRETTA

Il parametro successivo che bisogna prendere seriamente in considerazione è l'illuminazione. Anche se la luce emessa da una lampadina HPS è perfetta per la crescita di una pianta di Cannabis adulta, spesso può risultare "troppo aggressiva" per i giovani piantini. Per fornire loro un'intensità di luce ottimale sarebbe meglio utilizzare le lampadine CFL. Una lampada CFL non sprigiona troppo calore (a differenza delle lampade HPS) e, quindi, può essere avvicinata fino a distanze minime dalle piante, senza causare alcun danno e garantendo una copertura luminosa piuttosto ampia. Inoltre, una distanza così ridotta tra piantini e luce permette di evitare eventuali stiramenti durante la loro crescita, in quando tutte le loro esigenze luminose vengono proporzionate correttamente e, quindi, non hanno alcun bisogno di allungarsi per cercare maggiori intensità di luce.

Per quanto riguarda gli spettri luminosi della luce, i piantini preferiscono quello di colore blu. Cercate, quindi, di procurarvi una lampadina che risponda a questi requisiti. Di solito le lampadine a bulbo con luce bianca e tonalità fredda sono idonee a questo uso, ma verificate sempre le caratteristiche specifiche di qualsiasi bulbo prima di procedere all'acquisto.

È giunto quindi il momento di programmare un piano d'illuminazione. Potete ora fornire alle vostre giovani piante un ciclo di 18 ore di luce e 6 di buio, in modo da garantirne una crescita corretta.

LA CONCIMAZIONE DEI PIANTINI DI CANNABIS

L'ultima fase da seguire con estremo rigore è quella della concimazione. Ricordatevi che un piantino non dovrebbe mai avere bisogno di un apporto di fertilizzanti nelle sue prime fasi di crescita. Quando sono in questo stadio di sviluppo tutte le loro necessità nutrizionali dovrebbero essere già coperte dagli elementi presenti nel substrato. Essendo particolarmente delicati in questa fase della loro vita, un apporto esterno di fertilizzanti potrebbe causare gravi bruciature, che potrebbero portare alla morte. Cercate, quindi, di non concimare!

Provate a pensare che ciò che state facendo sia semplicemente innaffiare alcune piantine di Cannabis e per farlo avete solo bisogno di un po' d'acqua. Sarebbe opportuno irrigare con acqua a pH 6,3-6,5 e, nel caso si usasse acqua del rubinetto, bisognerebbe sempre lasciarla riposare nell'innaffiatoio per almeno 48 ore prima di irrigare le piante di Cannabis. Questo accorgimento serve a dare il tempo al cloro e ad altre sostanze chimiche di evaporare completamente.

I piantini devono essere irrigati solo quando il terreno inizia a risultare asciutto al tatto. Non bisogna mai mantenere il substrato eccessivamente umido, in modo da spingere le radici a sviluppare nuovi filamenti in cerca d'acqua, immagazzinata nelle zone più profonde del terreno. Infatti, quando le radici hanno un costante apporto d'acqua non solo si impigriscono e non crescono come dovrebbero, ma corrono anche il rischio di andare incontro a pericolosi marciumi radicali.

Nota: Se i piantini vengono coltivati in un substrato più professionale, come potrebbe essere la lana di roccia, allora l'apporto nutrizionale offerto dalle sostanze contenute in un normale terriccio verrebbe meno. In questo caso è necessario aggiungere un fertilizzante all'acqua d'irrigazione, che di solito non supera la quarta parte del dosaggio consigliato in etichetta.

Ed ecco fatto! Quando si sa come procedere correttamente, prendersi cura delle proprie piantine è un gioco da ragazzi. Ciò che realmente serve è la perseveranza e la stabilità dei parametri. Se si è in grado di garantire questi fattori, l'unica cosa che vi toccherà ancora fare è aspettare il momento del trapianto dei piantini (che di solito viene realizzato dopo 10 giorni dalla germinazione).

comments powered by Disqus