Come avviare un Cannabis Social Club

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Come avviare un Cannabis Social Club

I Cannabis Social Club stanno sorgendo un po' ovunque in tutta Europa. Sono il prossimo passo logico verso un mercato della Cannabis sicuro e regolamentato. Ecco a voi i dettagli sul loro funzionamento e su come poterne avviare uno.

I Cannabis Social Club stanno sorgendo un po' ovunque in tutta Europa. Sono il prossimo passo logico verso un mercato della Cannabis sicuro e regolamentato. Ecco a voi i dettagli sul loro funzionamento e su come poterne avviare uno.

I Cannabis Social Club sono un nuovo e promettente fenomeno che si sta diffondendo molto velocemente, soprattutto in Spagna e Francia. Il numero dei Cannabis Social Club è aumentato rapidamente nel corso di quest'ultimo anno, in parte grazie al diverso approccio della pubblica opinione verso questa sostanza, in parte per le più recenti riforme che la regolamentano a livello mondiale.

Che cosa sono esattamente i Cannabis Social Club?

Il concetto di Cannabis Social Club nasce dall'idea dell'organizzazione no-profit e non governativa ENCOD (European Coalition for Just and Effective Drug Policies), una coalizione europea che si dedica allo studio di giuste ed efficaci politiche sulle droghe. Questa organizzazione sta costantemente analizzando le possibili riforme riguardanti la politica sulle droghe vigente in tutta Europa. È considerato "club" un'associazione legale di consumatori adulti di Cannabis che si riunisce con la finalità di coltivare la propria erba per un uso esclusivamente personale, garantendo in questo modo qualità e sicurezza. I club devono essere controllati e supervisionati, sia per quanto riguarda la produzione sia per quanto riguarda la distribuzione della Cannabis, possibile solo ai membri di questa associazione. Seguendo scrupolosamente tali normative è possibile creare un Cannabis Social Club a circuito chiuso, ovvero un circolo privato di consumatori a cui viene offerta la possibilità di ottenere un'alternativa sicura, regolamentata e trasparente, rispetto al mercato criminale di strada.

Come funziona esattamente un Cannabis Social Club?

In sostanza un club si occupa di coprire l'intera fase di produzione, dalla semina alla distribuzione dell'erba, controllando nel dettaglio la coltivazione, il trasporto e la ripartizione. Essendo associazioni senza scopo di lucro, i club vengono finanziati con la quota di associazione di ciascun membro. Ogni associato ha la possibilità di richiedere il tipo di Cannabis di cui ha bisogno e in che misura, sia questa per uso medico o ricreativo. Quindi, ogni membro paga il canone richiesto dal club, corrispondente alla quantità di Cannabis che si stima possa essere consumata dal socio. Le quote servono a coprire tutti i costi di coltivazione, manutenzione e distribuzione. Un Cannabis Social Club funziona solo quando la maggior parte dei suoi membri garantisce una partecipazione attiva all'interno dell'associazione. Ciò significa che i membri stessi vengono coinvolti nel processo di coltivazione e distribuzione.

Quali sono i vantaggi di un Cannabis Social Club?

Il più importante ed evidente vantaggio offerto da un club è la sicurezza che garantisce, sotto vari aspetti: i problemi derivanti dall'approvvigionamento da un mercato nero, la violenza che dilaga nei quartieri malfamati, le sostanze vendute che contengono additivi pericolosi, i prezzi eccessivamente alti e la bassa qualità del prodotto. Tutti questi punti potrebbero essere evitati grazie a questo tipo di associazione, dando, inoltre, la possibilità di creare nuovi posti di lavoro ed un importante numero di prodotti e di servizi tassabili dallo Stato.

Un Cannabis Social Club svolge anche un ruolo educativo, come gli stessi membri assicurano, mettendo a disposizione dei propri associati la propria formazione ed esperienza, relativa al consumo e agli effetti della Cannabis. Questi tipi di attività si svolgono all'interno di una struttura privata, dove ogni membro può partecipare attivamente al dibattito.

Sono legali?

Siamo così giunti alla domanda più difficile a cui rispondere, data la mancanza di elementi chiari a livello governativo. In Spagna, dove sono attivi 500 club, diversi tribunali ne hanno approvato la loro legittimità come associazione privata. Allo stesso tempo, sempre in Spagna, risulta che si stia cercando di perseguitare attivamente uno dei più antichi Cannabis club, il Pannagh. Il presidente di questa associazione è accusato di "reato di traffico illecito di droga con circostanza aggravante", e rischia di essere condannato a 4 anni e mezzo di carcere e a pagare diverse multe per un totale di 2 milioni e mezzo di euro. Pare che i giudici spagnoli abbiano intenzione di retrocedere e formare un precedente giuridico solido con cui poter vanificare i progressi fatti finora. Nel Regno Unito, l'apertura di un Cannabis club è legale, ma la coltivazione e la distribuzione non lo sono. Tuttavia, il Regno Unito ha visto nel corso dell'ultimo anno un aumento sorprendente di Cannabis Social Club. Nell'attuale situazione, queste associazioni stanno funzionando, ma devono costantemente stare in guardia.

Avviare un Cannabis Social Club

La ENCOD (European Coalition for Just and Effective Drug Policies, coalizione europea che analizza le corrette ed efficaci politiche sulle droghe) ha delineato un dettagliato procedimento su come sia possibile avviare un club di questo calibro. L'aspetto principale da tenere in considerazione, soprattutto nei Paesi in cui questi sono illegali, è che aprendo un Cannabis Social Club ci si impegna ad offrire un circuito chiuso di coltivazione e distribuzione, senza nessun tipo di legame con la criminalità organizzata o con attività in qualche modo illegali. Ciò è di estrema importanza non solo per l'immagine di un Cannabis Social Club e per il ruolo che porta avanti nella riforma politica, ma anche per un discorso molto più pratico, dove un club deve sempre evitare di arrivare in tribunale. È opportuno essere sempre tutelati da un avvocato esterno, capace di costruire un'efficace difesa in caso ce ne fosse bisogno.

Fase uno: La consapevolezza pubblica di questo tipo di iniziativa

Il primo passo da fare per avviare un Cannabis Social Club è quello di rendere ufficiale l'intenzione di aprire questo tipo di associazione. Per fare ciò, si deve procedere ad una presentazione pubblica, in cui siano presenti anche i principali mezzi di comunicazione locali, una vera e propria conferenza stampa.

In questa presentazione devono essere delineati con estrema chiarezza i vari punti su cui si baserà l'associazione e le sue iniziative, come l'importanza di rifornire esclusivamente i membri associati e maggiorenni. La Cannabis verrà distribuita in modo sicuro, responsabile e trasparente, autoregolamentando l'approvvigionamento dei suoi membri ed evitando che questi si rivolgano alla criminalità organizzata.

Si consiglia sempre di farsi affiancare da una figura pubblica di spicco disposta a comparire ed appoggiare questa iniziativa in una presentazione ufficiale. In questo modo si garantirà una copertura mediatica aggiuntiva, oltre a ridurre il rischio di persecuzione grazie al sostegno della pubblica opinione.

Dopo aver realizzato ciò, voi e tutti i membri del club dovrete aspettare un periodo di tempo non del tutto definito. Nel caso non sorgesse alcun tipo di reazione o di segnalazione da parte delle autorità locali in merito all'iniziativa da voi avviata, allora potrete passare alla seconda fase.

Fase 2: Creazione del club

Siamo ormai giunti alla creazione ufficiale del Cannabis Social Club come entità giuridica. Inizia la formazione di un vero e proprio comitato esecutivo con cui gestire l'associazione. Questo dovrà includere almeno un presidente, un segretario e un tesoriere. Ciò consente di mettere in moto un processo decisionale trasparente e democratico.

Successivamente, si deve approvare uno statuto in cui vengono assicurate le reali finalità del club, evitando così i rischi e i pericoli legati all'approvvigionamento illegale della Cannabis. Risulta particolarmente efficace soffermarsi sull'importanza della ricerca sulla Cannabis e sulla sua produzione, che dovrà essere il più ecologica e il più genuina possibile. Se non sapete da dove iniziare, potete trovare uno statuto modello su ENCOD, che si basa sui Social Club già istituiti in Spagna e Belgio.

Per garantire la trasparenza, gli statuti devono essere registrati ed approvati dall'autorità locale.

Una volta realizzato questo passo, si può iniziare con la registrazione dei membri e delle commissioni interessate a iscriversi al club. È importante accettare solo persone che siano dichiaratamente "consumatori abituali" di Cannabis o che dimostrino di avere particolari necessità mediche da trattare, senza che queste vengano aggravate dall'uso della Cannabis.

Il club può ora iniziare a coltivare la propria Cannabis. È sempre opportuno avviare la piantagione in un terreno di proprietà privata, fuori dalla portata e dalla visione di persone esterne all'associazione. Le piante dovrebbero essere coltivate in modo biologico, con l'obiettivo di ottenere un prodotto di alta qualità. Seguendo questi accorgimenti si avrà la possibilità di offrire una vasta gamma di varietà di alta qualità, ovvero un prodotto sicuro e controllato di cui i membri potranno disporre.

È essenziale che tutti i soggetti coinvolti nell'associazione portino con sé i documenti legalmente riconosciuti, a prova della loro adesione al club. Questo punto è fondamentale, soprattutto nell'eventualità che venga fermato o arrestato un collaboratore con l'accusa di maneggiare una sostanza non da tutti tollerata.

La distribuzione e il consumo dovranno essere effettuate nelle strutture dell'associazione.

Fase 3: Rendere più professionale l'organizzazione

Con il tempo, ed evitando di incappare in problemi legali, si inizierà, quasi sicuramente, a notare come il progetto del club cresca a livello professionale. Quando l'intera organizzazione inizia ad espandersi, i trasporti vengono realizzati con più frequenza e la quantità d'erba coltivata viene incrementata per soddisfare la richiesta dei membri: sarà necessario "professionalizzare" tutta la gestione interna del club.

Si potrebbe prendere in considerazione l'approvvigionamento da più coltivazioni, ma di dimensioni più piccole, consentendo così un migliore controllo sulla qualità del prodotto. Inoltre, bisognerà considerare l'eventuale creazione di norme integrative dello statuto dell'associazione, direttive che i membri dovranno impegnarsi a rispettare. Tra queste potrebbe essere importante evidenziare lo sforzo da parte del club nel proibire la distribuzione di Cannabis a persone esterne all'associazione, o l'obbligo di un uso rispettoso delle installazioni appartenenti al club, o la gestione della coltivazione e dei contributi ecc...

È sempre consigliabile comunicare più volte alle autorità che si sta agendo come collettivo che coltiva Cannabis esclusivamente per i membri dell'associazione, facendolo presente soprattutto alla polizia locale. Alcuni club preferiscono scrivere direttamente alle agenzie competenti, mentre altri inviano un comunicato stampa generale di pubblico dominio.

Siccome i social club sono considerati collettivi no-profit, sarà altrettanto importante mantenere la trasparenza finanziaria anche con i membri dell'associazione, esattamente come con eventuali parti esterne. Bisogna sempre cercare di garantire un prezzo giusto, creando un bilancio annuale dettagliato in cui si riflettano il deflusso e l'afflusso totale di denaro.

Se l'associazione dovesse ottenere un profitto da questo tipo di attività, allora l'unico obiettivo percorribile sarà quello di reinvestire il capitale nell'associazione. Ad esempio si potrà decidere assieme ai soci di migliorare le strutture del club o di utilizzare i profitti ottenuti per sovvenzionare i membri onorari dell'associazione, ovvero riducendo le quote e le spese da loro sostenute.

Garantire in ogni istante un'assoluta trasparenza dei conti, manovra di vitale importanza per l'intera collettività. È fondamentale conservare tutta la documentazione del club e le ricevute emesse. Questo aspetto più "cartaceo" sarà un altro fattore determinante per distinguere le differenze tra un club ed un mercato illegale. Seguire questo tipo di gestione servirà essenzialmente a dimostrare le buone intenzioni dell'associazione, rendendo pubblica in tutta trasparenza l'attività che si sta portando avanti, con l'intento di evitare problemi giuridici con i tribunali.

Risulta essere una buona idea coinvolgere anche una terza parte o un'organizzazione esterna al club, come ad esempio un avvocato o un consulente legale qualificato. Ciò consentirà di avere un parere imparziale sui "modus operandi" del club, rispettando la conformità degli standard richiesti dalla legge. Molte volte risulta più attendibile un parere rilasciato da una persona esterna al progetto che da parte di un socio.

Fase 4: Realizzare una campagna legale di regolamentazione e di accettazione dei Cannabis Social Club

Ora che il club è ormai perfettamente funzionante, è opportuno iniziare a partecipare attivamente alla politica, realizzando campagne per la regolamentazione di questa sostanza. I Cannabis Social Club sono un nuovo concetto che molti politici, istituzioni, polizia e organi di governo, sia a livello locale che federale, non sanno ancora come gestire. È per questo motivo che è di essenziale importanza dimostrare che un club lavora in un ambiente completamente trasparente e responsabile, in grado di creare occupazione e di contribuire all'economia collettiva, fornendo un'efficace alternativa al mercato nero.

Ovviamente, il successo delle vostre decisioni all'interno di un'associazione dipenderà principalmente dalle leggi vigenti nel Paese in cui vivete. Ad esempio, sarà particolarmente difficile che un club venga riconosciuto come organizzazione benefica, medica e non dannosa nel Regno Unito, dato che le leggi vigenti in questo Stato non considerano la Cannabis una sostanza dalle proprietà terapeutiche. Tuttavia, esistono nazioni che la considerano come tale. In ogni caso, è importante costruire attorno all'associazione una reputazione positiva, dimostrando di essere capaci di prendere decisioni responsabili e sensate. Allo stesso modo si dovrà dare prova di interessarsi attivamente a seguire il protocollo di social club regolamentato ed integrato, nel massimo rispetto delle leggi vigenti.

Cos'è esattamente l'ENCOD

La guida che abbiamo avuto il piacere di esporvi si riferisce all'ufficiale "approccio graduale delle quattro fasi", delineato dall'ENCOD. Questa organizzazione è un collettivo europeo composto da oltre 14 ONG e da singoli esperti coinvolti nelle questioni politiche, e all'ordine del giorno, riguardanti le droghe. Essi si rendono disponibili per eventuali consulenze richieste dai Cannabis Social Club, nonchè lottano per la legalizzazione e regolamentazione dei loro statuti attraverso campagne di sensibilizzazione. Se siete intenzionati ad aprire un Cannabis Social Club, sappiate che può essere particolarmente utile mettersi in contatto con i loro uffici, richiedendo la loro professionalità e partecipando attivamente come membro di questa organizzazione. È grazie ad organizzazioni come queste, di pensiero compiuto, aperte ed intenzionate a diffondere attivamente le informazioni alle istituzioni, che si sta riconsiderando l'uso della Cannabis in tutte le sue forme. Ciò aiuterà a rivalutare e a cambiare l'opinione dei nostri governi.