Coltivatore di Cannabis arrestato dopo essere stato identificato nei suoi video

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Coltivatore di Cannabis arrestato dopo essere stato identificato nei suoi video

È sempre un giorno triste quando la comunità Cannabica perde una preziosa fonte didattica, soprattutto quando si tratta di una fonte di informazioni utili per guidare molti coltivatori alle prime armi

È sempre un giorno triste quando la comunità "cannabica" perde una preziosa fonte didattica, soprattutto quando si tratta di una fonte di informazioni utili per guidare molti coltivatori alle prime armi e per poter approfondire le loro conoscenze colturali. Purtroppo, però, queste cose possono succedere. Pochi giorni fa un coltivatore di Cannabis è stato arrestato per caricare su YouTube alcuni video tutorial sulla coltivazione.

Il coltivatore ed insegnante in questione è Kyle Berry di New Hampshire, negli USA. Dopo aver reso pubblici alcuni suoi video su internet, è stato arrestato ed incarcerato. Ciò serve a ricordarci che la persecuzione nei confronti delle comunità "cannabiche" non è ancora svanita e che bisogna sempre nascondere il proprio volto quando si offrono al pubblico mondiale video sull'arte di coltivare ganja. Probabilmente potrà servirvi da campanello d'allarme, soprattutto per coloro che sono desiderosi di condividere su YouTube la loro passione, senza timori di eventuali ripercussioni.

È stato arrestato per una serie di ragioni piuttosto semplici. In primo luogo dava informazioni molto dettagliate su dove acquistare i semi, come montare una coltivazione indoor e come seguire e trattare una piantagione professionale. Inoltre, approfondiva dettagliatamente il discorso nutrizionale e le esigenze chimiche delle piante, elencando fertilizzanti e stimolatori che lui stesso usava per ottenere i migliori risultati. Ciò, ovviamente, attirò l'attenzione della polizia, soprattutto vedendo che mostrava senza censure la sua attrezzatura e le piantagioni che, successivamente, caricava sui video online. Non ci si può certo stupire di questo tipo di didattica multimediale e colturale; esistono una moltitudine di video tutorial online dove vengono svelati professionalmente i trucchi per installare una buona coltivazione indoor. Quello che ha sicuramente attirato l'attenzione su Kyle Berry è stato un errore sfortunato, in cui mostrava un pacchetto di semi alla telecamera e si poteva chiaramente vedere il suo nome ed indirizzo. Inoltre, in un ulteriore video, venne intravisto anche il suo volto in un riflesso su una superficie riflettente.

La polizia aveva tra le mani tutto ciò di cui aveva bisogno per incriminarlo: il volto, il nome, l'indirizzo e il video che provava la presenza di una piantagione di marijuana all'interno del suo domicilio. Questo fa capire l'importanza di mantenere l'anonimato quando si decide di mostrare al mondo intero le proprie passioni e il modo in cui si realizzano.

Berry non era sicuramente un coltivatore "commerciale", possedeva solo 16 piante ed una piccola scorta di ganja ottenuta da una precedente coltivazione; non sufficiente per coprire uno spaccio su grande scala, ma abbastanza per aiutare una stretta cerchia di amici durante tutto l'anno.

Purtroppo, la polizia non la pensava allo stesso modo, e si precipitarono al suo domicilio per cogliere in fragrante il Sig. Berry. "Non è la persona più furba del mondo" ha dichiarato al telegiornale lo sceriffo Michael Downing, della Contea di Rockingham, "Abbiamo rilevato prove di spaccio di questa sostanza. Ciò dimostra che la piantagione sequestrata era stata sicuramente preceduta da altre".

Berry ha oggi 40 anni e una lunga storia alle spalle di interventi chirurgici. Coltivava Cannabis per una sua necessità personale, per trattare i dolori cronici di cui soffriva. "L'ho fatto perché in questi ultimi 13 anni sono stato sottoposto a 17 interventi chirurgici ", ha riferito alla corte, "Non avevo capito quanto facessero male i farmaci convenzionali, mi stavano annebbiando il giudizio e mi stavano uccidendo lentamente".

Sfortunatamente, il giudice non prese in considerazione la sua testimonianza. La quantità di Cannabis trovata all'interno del suo domicilio e quella che stava crescendo superavano i limiti consentiti dalla legge, secondo il giudice Marguerite Wageling. Non poteva scagionare una persona che dichiarava che quelle piante erano destinate esclusivamente ad un uso personale (forse non era una piantagione che avrebbe approvvigionato solo il suo fabbisogno, nessuno potrà mai dirlo, ma un giusto quantitativo per Berry ed i suoi amici sì). Fortunatamente, il giudice ammise che la piantagione di Berry era piuttosto ridotta e non era certo destinata ad una vendita all'ingrosso. In ogni caso, Berry venne condannato a due anni di carcere e 4 mesi di sospensione condizionale. Anche se riteniamo che sia un'accusa ingiusta, poteva andare molto peggio.

Ciò dimostra quanto sia importante rimanere nell'anonimato. Anche se doveste considerare che la vostra coltivazione è di piccole dimensioni, la polizia e i tribunali potrebbero non pensarla come voi, e rischiereste di avere seri problemi per una semplice disattenzione.

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