Avviata la ricerca sull'LSD nel Regno Unito, dopo 40 anni di divieto

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Avviata la ricerca sull'LSD nel Regno Unito, dopo 40 anni di divieto

Finalmente la ricerca psichedelica sta riaffiorando dalla penombra che, per molti anni, ha offuscato le potenzialità di queste sostanze al mondo scientifico.

Prima dell'inizio della guerra alle droghe, l'LSD era ampiamente impiegato per i suoi benefici in campo psichiatrico e terapeutico. Questa droga guadagnò sempre più popolarità grazie alla sua capacità di offrire, in una sola sessione, i benefici che si ottenevano in anni di psicoterapia tradizionale. Fin da subito, si osservò l'enorme potenziale dell'LSD, ma la politica di oppressione impedì un'analisi più approfondita di questa droga. Ciononostante, le cose stanno lentamente cambiando. Stiamo infatti assistendo ad una nuova ondata di ricerche psichedeliche pronte a riprendere le redini delle rivoluzionarie scoperte scientifiche del passato.

Uno di questi progetti di ricerca si sta svolgendo nel Regno Unito. Gli scienziati di alcuni importanti istituti hanno ripreso gli studi che erano stati interrotti con l'avvento del proibizionismo. Tuttavia, questa droga è tuttora illegale, secondo la Convenzione sulle droghe stipulata nel 1971, e bisogna prenderne atto. Quella che è cambiata è la normativa con cui vengono rilasciati i permessi, autorizzazioni che consentono ai laboratori di avviare studi sul potenziale terapeutico di questa sostanza.

Il Dott. Robin Carhart-Harris sta affrontando questo discorso attraverso un nuovo approccio scientifico, con l'obiettivo di valutare con più precisione le possibili applicazioni terapeutiche dell'LSD (e molti di noi sanno quanto queste possano essere numerose). Finora, attraverso la risonanza magnetica sul cervello, il Dott. Carhart-Harris è riuscito a valutare gli effetti dell'LSD su 6 partecipanti e i risultati si stanno dimostrando molto promettenti.

Secondo il medico, l'LSD ha la capacità di innescare numerose attività cerebrali localizzate all'interno dell'ippocampo, l'area responsabile dei processi mnemonici. Se i prossimi risultati dovessero confermare questo meccanismo, è logico pensare che la ricerca percorrerà con maggiore attenzione questa strada.

Molti di voi staranno pensando che un test condotto su un campione di 6 partecipanti è da considerarsi piuttosto riduttivo, quasi insignificante. Tuttavia, bisogna pur iniziare da qualche parte e, prima di iniziare con un'analisi a grande scala attraverso esperimenti scientifici più completi, diventa fondamentale stabilire prima quella che sarà la linea guida da seguire. Possiamo oggi affermare che questa linea è stata impostata da chi, per primo, ha saputo condurre questo tipo di ricerca, spinto dall'entusiasmo di dimostrare il potenziale delle sostanze psichedeliche in un prossimo futuro, con un approccio scientifico ancora più professionale.

Anche se si sta riprendendo in considerazione solo la ricerca sull'LSD, ricordiamoci che non si tratta dell'unica sostanza psichedelica con proprietà benefiche per l'essere umano. Stanno affiorando sempre più studi pronti a rispolverare vecchie nozioni con l'obiettivo di trovare nuove applicazioni terapeutiche e mediche di sostanze psichedeliche come la psilocibina, l'MDMA e l'Ayahuasca.

Analisi scientifiche hanno confermato il potenziale terapeutico di molti enteogeni. Tuttavia, prima di riconsiderare queste sostanze come una valida alternativa alle tradizionali terapie mediche, bisogna avviare le opportune prove di laboratorio. Dopo tutto, il termine psichedelico deriva dalla parola greca "rivelazione dell'anima". Albert Hofmann, l'inventore dell'LSD, la descrisse come la "medicina per l'anima". Ci auguriamo che questa nuova ondata di ricerche non venga presto calpestata e soffocata dalle autorità come accadde in passato e che vengano messe in luce le reali potenzialità delle sostanze psichedeliche di cui tutti quanti potremmo beneficiare, oltre alla loro naturale capacità di rendere libera la mente.