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In poche parole, il "dabbing" viene definito come l'inalazione del vapore prodotto da miscele altamente concentrate, con percentuali di cannabinoidi superiori al 75% ed una purezza che i "normali" hashish non potrebbero mai raggiungere. Per cui, di cosa avete bisogno per "dabbare" un concentrato? Dovrete procurarvi un concentrato, uno strumento per manipolare i "dab", un accendino a fiamma ossidrica e quello che comunemente viene chiamato "dab rig" o "oil rig", ovvero un particolare tipo di bong appositamente disegnato per concentrati.

Queste speciali pipe si possono trovare in due modelli: con braciere "a cucchiaio" o "a chiodo". Il bong a cucchiaio è dotato di una piccola piastra in metallo fissata ad un braccio oscillante, con una sorta di cupola soprastante che conduce direttamente al giunto del dab rig. Il bong "a chiodo" con sfera è invece dotato di una sorta di chiodo (nail), realizzato in quarzo, titanio o vetro ed un tubo o sfera di vetro in cui viene inserito il chiodo e incanalato il vapore. L'accessorio "dabber" è una piccola asticella di vetro o metallo usata per manipolare i concentrati e avvicinarli al cucchiaio o al chiodo, precedentemente riscaldati con la fiamma ossidrica dell'accendino.

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Cos'È Il Dabbing?

CHE COS'È IL DABBING?

L'uso dei concentrati di cannabis non è certo una novità. Tuttavia, in questi ultimi anni l'entusiasmo attorno ai moderni concentrati (chiamati "dab") è aumentato esponenzialmente. Se ne possono trovare di diverse forme e sono comunemente chiamati olio di cannabis, Wax, Budder, BHO o Shatter. L'interesse verso il dabbing è cresciuto in modo significativo, soprattutto nelle regioni dov'è stata legalizzata la cannabis. I dispensari vantano oggi una gamma di concentrati vasta quanto quella delle infiorescenze di cannabis.

Il 2012 è spesso considerato l'anno di decollo dei concentrati. Da allora hanno proseguito la loro ascesa verso il dominio del mercato. Alcune persone sostengono che il dabbing sia un balzo in avanti nell'evoluzione del consumo della cannabis, trattandosi di un'alternativa più salutare al fumo di una normale canna o bong, siccome non si inala il butano dell'accendino o il fumo della materia vegetale delle cime, ma esclusivamente il vapore di un concentrato.

Tuttavia, con il passare dei mesi le polemiche sul dabbing sono diventate sempre più frequenti. Alcuni ammonitori sottolineano i potenziali pericoli di questi nuovi concentrati, menzionando i rischi connessi sia alla loro produzione che alla loro assunzione. Per quanto riguarda la produzione, alcuni concentrati vengono fatti usando solventi chimici altamente infiammabili, come il butano. Mentre dal punto di vista delle modalità d'assunzione, alcuni ritengono che il forte impatto visivo di una persona intenta a fumare un dab rig con un accendino a fiamma ossidrica potrebbe togliere quell'immagine innocente spesso associata alla cannabis.

Altri ancora mettono in guardia sui potenziali pericoli degli ossidi sprigionati dai chiodi e dai cucchiai in metallo, sebbene siano normalmente fatti in titanio (un materiale presente in molti prodotti alimentari e cosmetici). E se anche dovessero ossidarsi, non sussisterebbero gravi rischi per la salute, in quanto l'acqua contenuta nel dab rig riesce a filtrare quasi il 100% delle sostanze nocive.

Per Cui, Di Cosa Avete Bisogno Per Assumere Un Dab?

Ma allora che tipo di esperienza devo aspettarmi dal dabbing? Non appena toccherà la superficie calda del braciere, il concentrato si vaporizzerà rapidamente consentendo l'inalazione del suo vapore. A seconda del concentrato, una boccata profonda a pieni polmoni può sembrare una canna fumata in un solo tiro. Ciò ci fa capire che il dabbing non è certo un'attività per principianti e bisognerebbe affrontarlo con cautela. Un estratto di cannabis a predominanza sativa provocherà effetti incredibilmente cerebrali, che potrebbero aiutarvi ad affrontare meglio la giornata, mentre un dab di una potente indica potrebbe spedirvi a letto dopo pochi minuti.

LA STORIA DEL DABBING

La Storia Del Dabbing

L'hashish non è altro che una forma arcaica di "concentrato di cannabis", con una storia alle spalle antica quanto l'uso della cannabis stessa. Tuttavia, le concentrazioni e la potenza del THC dell'hashish non sono in alcun modo paragonabili a quelle dei concentrati dei giorni nostri. Non sappiamo come sia riuscito a diventare tendenza in così poco tempo, e il dove, il quando e chi sia l'artefice dei dab rimane ancora un mistero.

Il primo articolo su questo nuovo fenomeno fu pubblicato nel 2005 sulla rivista Cannabis Culture. Secondo questo articolo, i primi dab iniziarono a circolare già intorno agli anni '60.

All'epoca, i metodi più innovativi per estrarre i cannabinoidi erano alcool, cloroformio, butano ed altri solventi, ed i risultati ottenuti erano soprannominati "olio di miele", "olio rosso", "gelatina di hashish al butano" ed altre miscele dai nomi fantasiosi. La purezza e la concentrazione dei cannabinoidi erano generalmente superiori a quelli dell'hashish, ma il prodotto finale era spesso contaminato da residui di solventi. Per non parlare del fatto che il processo d'estrazione con solventi chimici comportava diversi pericoli.

Secondo BudderKing, il "Budder" è il risultato di 10 anni di ricerca e le sue origini risalgono all'epoca degli oli liquidi di cannabis, anche conosciuti come "olio di miele" (o Honey Oil). Con i suoi colleghi della città di Surrey (Columbia Britannica), portò l'estrazione degli "Honey Oil" ad un livello superiore, creando un prodotto chiamato "Glass", vetro. BudderKing dichiarò che questo tipo di concentrato "è un olio raffinato ottenuto attraverso un processo a più fasi con l'impiego di alcool... che siamo successivamente riusciti a migliorare e a far indurire in un prodotto dall'aspetto e dalla consistenza dell'ambra. Da subito ci piacque per la sua straordinaria potenza e perché era molto più piacevole da fumare rispetto all'olio".

Alcuni esponenti di spicco del settore della marijuana terapeutica hanno dichiarato di aver sentito parlare per la prima volta di concentrati con un così alto contenuto di ottani nell'estate del 2010. Inoltre, pare che i primi concentrati siano stati prodotti in Stati Uniti, California settentrionale o Colorado. Da allora, i dab iniziarono a diffondersi a macchia d'olio, decollando soprattutto a Denver e a Boulder (Colorado).

Nel 2012, il processo produttivo dei concentrati iniziò ad essere molto più industrializzato e a diffondersi tra i coltivatori. Durante gli "High Times Cup" del 2012 c'erano più persone che fumavano concentrati di quelle che fumavano marijuana, e in quantità massicce. Rispetto alla questione se il dabbing sia più o meno salutare dei tradizionali metodi d'assunzione di cannabis, il dibattito è ancora acceso. Solo il tempo rivelerà la vera complessità di questo argomento. Ma una cosa è certa: per il momento i concentrati stanno dominando il mercato.

COME SI FANNO I DAB?

Come Si Fanno I Dab?

Prima di tutto, mettiamo le cose in chiaro. Tecnicamente, l'hashish è un dab, ma con concentrazioni di cannabinoidi nettamente inferiori rispetto ai dab di nuova generazione appena citati. Una delle principali differenze tra i vari concentrati è il loro processo di produzione.

In sostanza, il processo di produzione di un Budder, Shatter, BHO e altri concentrati simili comporta l'introduzione di infiorescenze di cannabis in un tubo, dove vengono attraversate da un solvente liquido chimico. Il solvente "lava via" i cannabinoidi separandoli dalla materia vegetale e facendoli gocciolare dall'estremità inferiore del tubo. Questo flusso di liquido in uscita assume un colore giallognolo. Questa prima forma di estratto viene raccolto in un piatto di vetro (il miglior materiale per facilitare le manovre di pulizia) e riscaldato delicatamente per rimuovere il solvente in eccesso. Il risultato è un dab ricco di cannabinoidi. La qualità dei concentrati dipende da diverse circostanze, ma le variabili più importanti sono la materia prima e la qualità del solvente utilizzato.

NON FATELO MAI IN CASA!

Stiamo parlando della produzione di dab. Prima ancora di pensarci, leggete manuali, consultate persone esperte (che abbiano ottenuto ottimi risultati!) e siate cauti! Le sostanze chimiche coinvolte possono avere effetti letali! Il butano è altamente infiammabile e l'uso improprio può causare improvvise esplosioni, mentre la CO₂ rilasciata in alte concentrazioni può causare la morte per asfissia. In conclusione: Fate molta attenzione prima di lanciarvi nella loro produzione e, se non avete a vostra disposizione un impianto d'estrazione sicuro, limitatevi a fumarli piuttosto di produrli da soli.